Ecco il testo de “La Ballata dell’ospedale” di PierDavide Carone:

Ho il rene un pò strano ,di la tato colturano
che per guadagnar sollievo ti darà
un odore strano ma non quanto uno straniero
che in degenza un’indecenza gli farà.
Ma che ci vuoi fare se mi son sentito male
idronefrosi con calcolo che sta
ben posizionato come un bimbo che non nato
dentro l’utero si gode il suo re la x
Prima il pasticciere la sua voglia di dormire
ma non era tanto male questo no
poi giunse il tennista e fu amore a prima vista
ma guarito fu il paziente e se ne andò
Ed infine lui, si portò dietro i suoi guai
e gli odori che a nessuno augurerei
voglia di andar via mi convinse al la follia
mentre crebbe in me un pò di xenofobia
Mamma mia….

Questo è l’ospedale, c’è chi scende e c’è chi sale
ma questo discorso no, per me non vale
Perchè quando entrai la speranza persi ormai
da qui non si esce mai ….

Vedi sior dottore son guarito dal malore
mi riprendo dal torpore e vado via
no caro ma la to io mi sono affezionato
vade retro, vada a letto dorma un pò
ma cosa le ho fatto io sto diventando matto
nella selva dei ma la ti non ci sto
a questa minestra preferisco la finestra
vendo l’anima e saluti al diavolo
Scapperò…

Questo è l’ospedale, c’è chi scende e c’è chi sale
ma questo discorso no, per me non vale
Perchè quando entrai la speranza persi ormai
da qui non si esce mai ….

Ciao babbo natale, io non chiedo tanto
una finestra, un alberello e nient’altro
ma per favore raggiungimi qua
mi hanno scambiato l’ossigeno con l’anidride carbonica

Questo è l’ospedale, c’è chi scende e c’è chi sale
ma questo discorso no, per me non vale
Perchè quando entrai la speranza persi ormai
da qui non si esce, non si esce, non si esce, mai !