Non vedevamo una tale parata di stelle dal 2010, dai tempi di “My Beautiful Dark Twisted Fantasy”, quando Kanye West riuscì a mettere insieme 14 cantanti per “All of the Lights”. Game ci prova adesso con “Don’t Shoot”, chiamando Rick Ross, 2 Chainz, Diddy, Fabolous, Wale, DJ Khaled, Swizz Beatz, Yo Gotti, Currensy, Problem, King Pharaoh e i TGT (Tyrese, Genuwine e Tank). I contesti sono diversi: Kanye parla  delle trasformazioni nella sua vita e delle difficoltà che ha passato, mentre Game si concentra sui fatti di Ferguson. Dice il rapper a Rolling Stones:

Gli avvenimenti a Ferguson sono di casa per me e mi sento costretto a usare la musica per parlare di questo. Sono un nero con figli che amo più di ogni altra cosa, e non posso immaginare la raccapricciante tragedia che stanno provando i genitori di Michael Brown. Questa possibilità mi ha scosso profondamente. E’ per questo che la canzone doveva essere fatta e per questo che è stato facile per molti dei miei amici venire e unirsi contro questa ingiustizia. Mi sono organizzato abbastanza in fretta per avere tutti semplicemente perchè tutti abbiamo un cuore. Ci importa e siamo inclini ad avere un approccio positivo per risolvere un problema che esiste dall’inizio della specie umana quale è il RAZZISMO e l’odio verso gli altri esseri umani“.

Il brano, prodotto da Luney Tunez e Isabella Summers dei Florence + the Machine, è in vendita su iTunes e il ricavato sarà devoluto alla fondazione “Michael Brown Memorial Fund”.

 

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Il brano inizia con invocazione dal Corano di Dj Khaled e continua con le storie dei vari rapper. Game mostra appoggio ai protestanti di Ferguson, ricordandosi anche di ciò che accadde a suo fratello, sparato a 17 anni; Diddy rievoca altre folli sparatorie, come quelle di Emmett Till, Ezell Ford, Sean Bell, Trayvon Martin e, ultima per ora, quella di Mike Brown; Rick ROss parla di ingiustizia dicendo che queste vite “sono rubate dal sistema, noi neri ne paghiamo il prezzo. Il prezzo è la nostra vita, lo Zio Sam ne vuole una fetta“; 2 Chainz parla dell’abuso di potere della polizia (“se l’uso eccessivo della forza è una droga, allora loro sono in overdose“); Fabolous chiede giustizia ed azioni concrete, non solo parole; Yo Gotti mostra pieno sostegno all’iniziativa di Game, dicendo di comprendere la situazione perchè anche lui l’ha vissuta a Memphis e chiude con un sentito “Rest in peace Eazy and fuck the police” (“Riposa in Pace Eazy-E e fan***o alla polizia”, chiaro riferimento al classico degli N.W.A. “Fuck da Police”); Wale è più polemico, chiedendo uno sforzo concreto e non di un solo minuto, come si sta facendo adesso con le secchiate di acqua gelida a sostegno della ricerca sulla SLA; Swizz Beatz chiede giustizia in nome dei valori di Marthin Luther King e di Jesse Jackson; Curren$y parla di “una nazione che non mi vuole“, dimostrando come ci sarà ingiustizia anche nel verdetto della giuria, che è a prevalenza bianca; Problem, infine, anch’egli di Compton, ringrazia Game per averlo chiamato nella canzone e dice di non volere più parole, ma azioni concrete, lasciando che i TGT cantino il ritornello, tutto incentrato su questo aspetto.

Sei minuti in cui ognuno ha una propria opinione e ognuno si concentra su un determinato aspetto, ma tutti concordano su una cosa: il razzismo negli Stati Uniti è ancora un problema vivo, che deve esser combattuto.

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