Ieri la cantante Timothy Heller ha accusato l’ex amica e collega Melanie Martinez di stupro; lo ha fatto pubblicamente tramite social, tanto che in pochi minuti la sua pesante versione dei fatti ha fatto il giro del mondo.

Immediatamente la maggior parte degli internauti si è schierata a favore della presunta vittima (purtroppo finché non interviene la giustizia nessuno sa come siano andate davvero le cose), mentre l’accusata, Melanie Martinez, è stata letteralmente sommersa da insulti di ogni tipo. Subito dopo il racconto di Timothy Heller, Malanie Martinez ha rilasciato un comunicato nel quale si discostava dalle parole della ragazza, che a sua volta è tornata a parlare della vicenda, non più sul suo profilo twitter ma sulle pagine di Newsweek

Dai nuovi dettagli emerge che la denuncia risale a diverso tempo fa e che il 16 novembre scorso ne è venuta a conoscenza anche la Martinez, che a quel punto ha provato invano a far sì che la storia non uscisse. L’ha chiamata più e più volte, dopo un anno in cui avevano completamente tagliato i ponti, senza ricevere però risposta da Timothy, che ha spiegato:

“Quando ho visto che mi stava chiamando ho iniziato a piangere e l’ho bloccata”

Non trovando risposta la Martinez ha allora provato a contattare il fidanzato della Heller, inviandogli vari messaggi e pregandolo di convincerla a rispondere. Newsweek dice di aver letto questi messaggi, in cui la 22enne svela di aver sognato l’ex amica e che il sogno l’ha spinta a riallacciare i rapporti, fino a consigliarle i servizi di un “guaritore” mentale di nome Raven, cosa che la Heller ha preso come un insulto:

“I suoi fand la vedono come un angelo che li capisce, quindi pensavo che nessuno mi avrebbe presa seriamente quando ho spiegato cosa ha fatto. Ho letto tutte le storie #metoo, trovandomi a supportare la gente che si è fatta avanti, ma non ero sicura che la mia sarebbe stata compresa.

La gente non ne parla, ma ora so come accadono le violenze. le ho voluto bene anche dopo che e’ successo, avevo questo malato bisogno di proteggerla, cosa che ho imparato essere molto comune tra le vittime di violenza, specie quelle ferite da persone di famiglia o amici”

Senza aver motivo di non credere alle parole della Heller, per il momento noi non vogliamo prendere le parti di una o dell’altra. Spetterà a chi di dovere portare alla luce la verità in questa brutta vicenda e, a quel punto, dare alla colpevole la giusta pena.

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