Testo canzone Siamo Tutti Uguali – Dargen D’Amico

12 marzo 2013
artisti:

Leggi il testo della canzone Siamo Tutti Uguali di Dargen D'Amico

Leggi il testo della canzone Siamo Tutti Uguali di Dargen D’Amico

Dargen D’Amico:
La luce non filtra attraverso la mischia
chi punta in alto è un santo o un arrivista
e qui non puoi distinguere ,si,se per
sopravvivere libero devi delinquere
il governatore si affida spesso alla fortuna
Il governatore al buio non troverebbe la luna
luna tu che puoi trovaci qualcosa da mangiare
e che rimanga fra di noi che siamo tutti meticci
tutti mezzo sangue che se
mangiamo poco poi ci tremano le gambe
e siamo figli di incontri tra sconosciuti
sigillarci in periferia è lo smaltimento dei rifiuti
e ogni tanto nascono fiori speciali
neonati con malformazioni radicali
nati dietro pressione stress produttivo
l’anagrafe è il primo contratto lavorativo

Rit(Andrea Volontè):
Facciamo i versi verso gli altri universi
lassù dove non prende il segnale
e se mi dicono che siamo tutti diversi
Io invece dico no che siamo tutti uguali,tutti uguali

Dargen D’Amico:
Il governo invita all’integrazione
si ma solo tra di noi e dentro la recinzione
e noi a nostro agio all’interno
semplificate le stagioni,è rimasto solo l’inverno
così non perdiamo la calma,con gli armadi
tutti vestiti uguali i figli, i padri
parliamo una lingua diversa a secondo dell’anno
e siamo tutti materiale umano di seconda mano
e si fa vita di provincia a anche a Babilonia
un gatto si specchia un orchestrina suona
e non c’è più niente che accontenti
provo questo e il resto,provi tutti i sentimenti
il suicidio è solo un modo come un altro per andare via
non c’è ne fanatismo ne fantasia
per chi resta cambia poco guarda attorno
le persone spegnersi giorno dopo giorno

Rit(Andrea Volontè):
Facciamo i versi verso gli altri universi
lassù dove non prende il segnale
e se mi dicono che siamo tutti diversi
Io invece dico no che siamo tutti uguali,tutti uguali

Dargen D’Amico:
La ricerca di un acquirente il mercato globale
tende a una moneta unica, universale
per far sentire i più poveri più fratelli
e quelli con più fratelli ancora più poveri
nazioni galleggianti mini bazar giganti
ma gli affamati sono allontanati con gli idranti
insegne in lingue commiste
dicono tutte abbiamo ancora poche provviste
cosa ci sia oltre la vita nessuno lo chiede più
a meno che non diano uno speciale alla tv
nessuno sogna di volare neanche gli uccelli
nessuno condivide nulla neanche i fratelli
e per chi non si allinea ci sono i tribunali
minorili e militari siamo soci minoritari
con diritti sociali egualitari emarginati
uno per uno e finalmente siamo tutti uguali

Rit(Andrea Volontè):
Facciamo i versi verso gli altri universi
lassù dove non prende il segnale
e se mi dicono che siamo tutti diversi
Io invece dico no che siamo tutti uguali,tutti uguali