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Restare sulla cresta dell’onda nel corso degli anni è sicuramente molto difficile, anche quando sei un artista che è riuscito ad avere un impatto enorme nella storia del tuo genere musicale. Nulla da fare, a volte, nemmeno per chi nella sua carriera è riuscito ad ottenere hit di grande successo ed a proporre album vendutissimi. Ne sa qualcosa Usher, un grande artista che negli ultimi anni è sembrato aver paura di effettuare un comback che non soddisfacesse il gusto del grande pubblico, e così si è ritrovato a cancellare l’album che ci aveva preparato qualche anno fa, UR, ed a tornare in scena dopo anni di silenzio con un progetto completamente rinnovato intitolato Hard II Love.

Recentemente, Usher ha dato sicuramente l’impressione di voler trovare un compromesso fra il suo stile, l’R&B figlio degli anni ’90 e 2000 fatto di up tempo grintose ma anche ballad e slow jam emotive, con gli stili più in voga ultimamente, ritmi urban che siano compatibili con i gusti delle radio e dei club odierni. Questo era stato infatti dichiarato dall’artista in una recente intervista in cui ci aveva parlato del progetto:

Non c’è cosa peggiore di andare a divertirti in un club e non ascoltare nemmeno una tua canzone nel corso dell’intera serata

Parole, queste, che lasciano sicuramente intravedere un avvicinamento alla musica che va più di moda nelle radio back odierne, ma parlando di Usher ci aspettiamo comunque un disco che si ponga al di sopra al livello generale che vige attualmente, mostrando ancora una volta al grande pubblico di che pasta è fatto. Ci sarà riuscito? Andiamolo a scoprire con la nostra recensione track by track del progetto, che come sempre analizzerà nel dettaglio tutte le tracce che compongono questo progetto.

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1. Need U: il disco si apre con Need U, una delle tracce migliori e maggiormente old school dell’intero disco. Suoni molto raffinati, che invocano un’altra epoca, danno inizio a questa traccia, per poi andarsi a fondere con un beat elettronico delicato ma coinvolgente e che sa rievocare alla perfezione gli stili musicali in voga anni fa nel mondo dell’R&B. Interpretazione meravigliosa e carismatica da parte dell’artista, assolutamente a suo agio con queste sonorità, perfette per il suo timbro ed a cui è abituato da molto tempo. Molto ben fatti anche i cori, che riescono a spalleggiare l’artista e dargli man forte per tutta la durata del brano.

La traccia si interrompe a sorpresa quasi verso la fine e si conclude con un piccolo discorso di una voce femminile, una scelta che stupisce e soddisfa l’ascoltatore. Per quanto riguarda il testo, Ush esprime una dedica ad una ragazza, alla quale ammette di non poter vivere senza di lei e di amarla davvero, definendosi “abbastanza uomo” da capire la serietà di questo suo sentimento. Per rendere al meglio queste sensazioni, Usher sa come dotare di una certa carica sexy la sua interpretazione, ed il risultato finale è molto buono.

2. Missin U: si apre con lo stesso discorso che conclude la traccia precedente, ma pronunciato questa volta da Usher, così come a far capire fin da subito di aver a che fare con una sorta di continuazione di Need U. Ed in effetti, Missin U è un ponte che collega la prima traccia al resto del progetto. Innanzi tutto, qui stilisticamente troviamo davvero un mix fra l’R&B un attimino più classico e sound urban più attuali, più elettronici, con un beat abbastanza invasivo che appare all’improvviso nella strofa, andando a sovrapporsi a suoni più soft che già potevamo ascoltare. L’atmosfera torna a farsi classical e di classe nel ritornello, ma la strofa tradisce chiaramente quella che sarà l’impostazione generale del disco.

Nel testo Usher esprime la sua nostalgia verso una ragazza di cui è innamorato ma che ormai non fa più parte della sua vita. L’interpretazione anche qui è molto convincente, riesce ad esprimere le sensazioni di cui si parla nel testo con un fare abbastanza scanzonato, come previsto dall’impostazione del testo. In definitiva, la traccia è un gradino sotto rispetto alla precedente, ma resta comunque molto buona, un bell’esperimento a livello di sound.

3. No Limt: arriviamo alla prima canzone che conosciamo già, ed al livello successivo in quanto a sound a cui Missin U ci aveva preparato. No Limit è una up tempo urban che segue in tutto e per tutto le mode musicali del momento in campo urban, non aggiungendo praticamente nulla. E’ questa una mossa che da uno come Usher delude, soprattutto se consideriamo il ruolo di primo singolo che gli è stato assegnato. Siamo lontani anni luce da tutti i lead single precedenti dell’artista, ci troviamo al cospetto di una canzone che potrebbe essere cantata da qualunque cantante urban, senza anima, sicuramente carina ma che in un album di Usher non ci saremmo aspettati di trovare.

L’interpretazione di Ush questa volta è abbastanza basic, si percepisce chiaramente che l’artista è poco interessato a trasmettere emozioni o sensazioni con questo tipo. Certo, non possiamo affermare che la traccia non comunichi nulla, comunque la base riesce a creare un po’ di atmosfera e l’interpretazione è adatta, ma il tutto è di un livello comunque mediocre. Come testo ci troviamo semplicemente davanti ad un’ode al sesso, con metafore e doppi sensi vari. Tutto molto basic, in definitiva.

4. Bump: proseguiamo con una traccia che pure tiene conto delle mode attuali, ma di ben altro livello rispetto alla precedente. Bump è una mid tempo molto soft nella base e nell’interpretazione, che parte con un sound lento e dimesso per poi esplodere con un ritornello energico ed incisivo, con un beat molto forte e l’hook “Bump, bump, bump, bump, bump, bump, bump” che riesce a capitalizzare l’attenzione dell’ascoltatore. Questo nuovo ritmo, questi elementi energici, non modificano comunque la linea guida della traccia, che conserva elementi molto raffinati nella produzione ed un’interpretazione molto interessante, in cui Usher inizia a deliziarci con i suoi bei falsetti, un aspetto della sua voce che abbiamo sempre adorato. Ottime anche le parti a voce piena. Meno brillanti le parti rappate.

A livello testuale, Usher sembra dare il via ad una nuova avventura con una nuova ragazza, una situazione che si ricollega dunque alla perfezione con le prime due tracce, creando dunque una continuity. Peccato solo per l’incursione di No Limit, che guasta tutto anche da questo punto di vista. Con questa canzone, comunque, il livello del disco si riprende abbastanza, ed a nostro avviso Bump ha tutte le potenzialità per essere singolo, ed anche hit.

5. Let Me: restiamo sulla scia delle mid/up tempo urban con Let Me, altra traccia che si inserisce a pieno titolo nel contesto della musica urban attuale, seguendo le mode del momento, ma qui si riesce comunque a rimanere su un certo livello qualitativo, a sperimentare con un bel mix di suoni che riesce a colpire l’ascoltatore. Una base minimale che a tratti crea un’atmosfera caotica viene servita alla bella voce del cantante, che fornisce un’interpretazione coinvolgente alla traccia. La produzione si mantiene su ritmiche pacate, e riesce nel suo intendo di conquistare l’ascoltatore. Diciamo che fra le canzoni che si avvicinano maggiormente all’urban attuale, Let Me è una delle migliori.

A livello di testo, Let Me non si discosta per nulla dai soliti testi urban che vanno per la maggiore: Usher si porta una ragazza a casa, le mostra la sua avvenenza e riesce a portarsela a letto, solito copione da canzone di genere, ed anche da questo punto di vista ci sarebbe piaciuto vedere uno come Usher elevarsi un attimino dal livello generale. La traccia resta buona, assolutamente, però l’aspetto testuale ci fa storcere un po’ il naso

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06. Downtime: si apre con atmosfere soft anche la sesta traccia Downtime, un brano che punta su un apparente raffinatezza nelle prime note ma che vede la sua atmosfera stravolgersi dal primo ritornello in poi, con un vivacizzarsi progressivo del ritmo, modifiche alla voce ed altri elementi che rimandano chiaramente agli stili musicali attuali. La linea guida resta quella del pianoforte, e questo tuttavia costituisce un aspetto negativo della traccia, che con questa produzione a tratti minimale ed a tratti corposa non sa né di carne né di pesce, e finisce con l’annoiare. L’interpretazione ci sembra poco vissuta, come se Usher non si curasse di trasmettere molto con questa traccia.

Un punto che va invece a favore della canzone è l’ottimo utilizzo dei cori e delle seconde voci: è proprio qui che un’anima artistica riesce ad emergere, e che l’interpretazione si fa convincente. Per quanto riguarda il testo, si parla sempre di una relazione, sempre del rapporto fra un uomo ed una donna, e qui si manifesta comunque un chiaro concept a livello testuale nel disco, elemento sicuramente positivo. Nel complesso, comunque, anche questa è una canzone che potrebbe cantare un qualunque cantante urban.

07. Crash: dopo la poco memorabile Downtime, il livello risale di nuovo grazie ad un altro dei singoli di lancio, un brano che mostra tutto il talento interpretativo di Usher e la sua grande abilità con i falsetti: Crash. Midtempo urban che si rifà alle mode odierne con una forte componente elettronica, Crash possiede una produzione minimale a tratti e sicuramente non molto originale, ma che qui va in secondo piano lasciando tutto lo spazio alla magnifica voce dell’interprete, che sia a voce piena che in falsetto riesce ad eseguire un’interpretazione emotiva e comunicativa, che fa arrivare al nostro cuore ogni singola parola interpretata.

Certo, alcune pecche nella produzione rendono alcune parti meno brillanti di quanto potrebbero essere, ma il livello generale della traccia è davvero buono. A livello di testo, Crash è sicuramente una delle tracce più introspettive dell’album. Il brano parla della solitudine che si prova nel ritrovarsi in compagnia della persona amata, dopo aver guidato per ore per raggiungere la sua abitazione, e nello svegliarsi insieme a lei, senza che nessun’altro sia lì a turbare questa armonia. Un quadro bellissimo, che trasuda sentimento da ogni poro, e che riesce davvero a conquistarci grazie all’intensità emotiva dell’artista.

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5 Commenti

  1. Amo Usher, tremendamente. Questo album l’ho atteso così tanto che boh, non penso di essere delusa, ma di certo mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Sono state fatte troppe promesse nel corso di questi anni (dove è finita la canzone con Ed Sheeran ad esempio?) e poche sono state mantenute. Nel complesso non è brutto, ma si poteva fare di meglio.
    La cosa che, purtroppo, mi ha sorpreso è che nessuna canzone “si spicca”. Arrivata a fine disco (togliendo le canzone già uscite) nessuna mi ha trasmesso quella voglia di “aspetta che la riascolto”. Dopo 1/2 volte che riascolti l’album riesci però a metabolizzarlo meglio.
    Piacevole nel complesso ecco.
    Spero che torni presto in studio, magari per qualche remix o per già incidere qualcosa di nuovo.

  2. A me è piaciuto parecchio…però ovvio mi maca il paragone con i suoi “vecchi classici” come Confessions quindi magari sono meno severo di voi.

  3. Purtroppo sono d’accordo con voi.. Usher è uno tra i miei artisti preferiti, infatti sono stata anche ad un suo concerto e aspettavo questo album da tantissimo tempo.. come voi d’altronde! Ascoltandolo non riesco proprio a non confrontarlo con i suoi vecchi album, come Confessions che è il mio preferito.. e niente da fare, la maggiorparte delle canzoni non mi piacciono proprio.. :(

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