VIBE sul suo sito ha deciso di dedicare un post speciale per celebrare la decennale carriera del cantante R&B Chris Brown, ripercorrendone alcun tappe ed in particolare focalizzandosi sul fatto che l’interprete abbia portato in questi anni una vera e propria rivoluzione nel genere, sia a livello di contenuti che soprattutto a livello di sound, spingendo gli altri artisti ad accodarsi.

Noi troviamo questo articolo veramente bellissimo perciò ve lo proponiamo in traduzione, ma lo trovate in lingua originale qui.

In 10 anni, Chris Brown di testa sua ha modificato l’R&B

Il 2005 è stato un anno ricco per l’R&B, dopo l’impatto di Usher con il suo Confessions. Le Destiny’s Child hanno deciso di uscire di scena con grazia con il loro quinto album in studio, Destiny Fulfilled. Mariah Carey ha recuperato la sua posizione dominante con The Emancipation Of Mimi. R. Kelly ha continuato il suo percorso di redenzione con il tiepido TP-3: Reloaded. John Legend ha fatto raggiungere agli amanti del soul nuove vette con il suo debutto, Get Lifted. “Slow Down” di Bobby Valentino si sentiva in ogni quartiere. I giovani Mario e Omarion sono entrati in scena con “Let Me Love You” e l’ex frontman B2K è diventato solista.

E poi è arrivato Chris Brown.

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Potendo contare sul disordine ormonale ribelle dell’adolescenza, l’affascinante sedicenne magrolino, rubacuori del Sud con un sorriso Colgate, ha trivellato la sua strada nei cuori delle ragazze di tutto il mondo con “Run It!” Sebbene già destinato ad essere un singolo di successo – è stato prodotto da Scott Storch, scritto da Sean Garrett e vede il feat. di Juelz Santana – la traccia è stata portata alla ribalta da un volto nuovo che si faceva sentire. Pantaloni larghi, orecchini sporgenti, e cappellini fighi in testa, Brown avrebbe avrebbe presto portato il sound ad un altro livello con il suo zelo. Capace di muoversi con rapidi passi di danza e con una voce dotata di range, con riff e run [rapida articolazione di una serie di parole, sostenute da un unico suono vocale], è nata una stella. Con la release imminente del suo album di debutto omonimo avvenuta dieci anni fa, il 29 Novembre 2005, Brown è stato subito etichettato come il futuro del R & B.

Nella suo primo speciale per VIBE (febbraio 2006), abbiamo segnalato la propensione di Brown per “essere così agile e capace nel ballo da far assomigliare il palco ad una pista di pattinaggio” e questo era quel non so che che lo distingueva dai suoi coetanei. Abbiamo anche lodato le tracce del giovane cantante per la loro capacità di eludere qualsiasi critica da ascoltatori con le orecchie finemente tese in attesa che una nota spezzata uscisse dalla sua bocca” . Ma c’è un’altra – più eloquente – parte della storia.

A parte il suo intrigante e robusto livello di talento, l’età è stata la più grande alleata di Chris Brown. Un altro newbie, Trey Songz, aveva 21 anni quando il suo album di debutto I Gotta Make It uscì sugli scaffali nel 2005. Omarion sarebbe stato 21enne l’anno successivo, con un secondo album per commemorare la sua maggiore età. Ne-Yo (la penna dietro “Let Me Love You” di Mario) ha deciso di dare voce in prima persona ad i suoi testi, all’età matura di 25 anni. Mario ne aveva 19 quando il suo più grande successo è salito in cima alle classifiche. Brown era un ragazzo tra gli uomini, e nello spazio perfetto per rappresentare la prossima generazione; uno al quale avremmo visto crescere i peli sul viso, cantare per la prima volta di sesso, e diventare uomo. Così come l’ R&B tradizionale è fiorito attorno a lui (Mary J. Blige, Jamie Foxx e Jaheim), il giovane ha iniziato una evoluzione del genere.

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“Run It !”, che ha trascorso quattro settimane alla numero 2 della Hot 100 prima di strappare il primo posto a Kanye West con “Gold Digger”, è stata un preludio di quello che Brown avrebbe continuato a fare per il prossimo decennio: interrompere inesorabilmente i costrutti di “rhythm and blues”. Anche se non si è avventurato troppo lontano al di fuori delle linee guida all’inizio (i singoli “Yo (Excuse Me Miss)” e “Say Goodbye” non erano così avventurosi), la sua genesi ha predetto un cambiamento nel gioco . Con il secondo album, Exclusive, uscito nel 2007, Brown – ora ha 18 anni ed è più sicuro di sè – ha rilasciato uptempo più elettriche (“Wall to Wall), immergendosi a fondo nelle acque dell’ hip-hop (” Kiss Kiss “) ed annientando i concorrenti pop (“Forever”). Con Alicia Keys, Beyoncé, e Robin Thicke che seguivano ancora le regole per scalare le classifiche, Brown ha cambiato le carte in tavola proponendo diversi generi di suoni.

Il modus operandi super-sonico di Brown sarebbe persistito anche dopo la polemica che ha minacciato di offuscarlo per sempre nel 2009. Un inconveniente di crescere sotto i riflettori, uno dei suoi errori più gravi, ha cambiato le prospettive del mondo nei suoi riguardi. Eppure, con tale zavorra, il cantante etichettato come turbato ha vinto un Grammy come Miglior Album R & B per il suo FAME, uscito nel 2011, il suo disco più vario fino ad oggi. Brown ha adoperato l’ EDM su “Yeah 3X” e “Beautiful People”, ha rappato con Busta Rhymes e Lil Wayne in” Look At Me Now, ” ha fatto pop con Justin Bieber in ” Next 2 You “, campionato Michael Jackson e SWV su” She Ain’t You”, e si è aggirato attorno alla libido su brani che renderebbero orgoglioso R. Kelly, come ” No BS “. L’anno successivo, Brown ha scosso le classifiche dance con i suoi singoli da Fortune,” Turn Up The Music “e” Don’t Wake Me Up. “Non c’era livello di flessibilità musicale comparabile. Non c’è ancora.

LOS ANGELES, CA - FEBRUARY 12: Singer Chris Brown accepts the award for 'Best Rap Performance' onstage at the 54th Annual GRAMMY Awards held at Staples Center on February 12, 2012 in Los Angeles, California. (Photo by Kevin Winter/Getty Images)

Il cambiamento causato da Brown non si è fermato al solo suono; c’è stato anche un cambiamento notevole nel contenuto. Breezy, ora all’età di 26 anni, si è dovuto confrontare per 10 anni con una generazione in cui non ci sono appuntamenti galanti e che è ancora meno propensa a sposarsi, (lo ha detto la rivista TIME). La cruda realtà della questione è: l’arte imita la vita, e persone giovani vivono in corsia di sorpasso (a causa di Internet?). Ecco perchè il suo ultimo singolo che ha raggiunto il platino, “Loyal” – che spopolava anche a dispetto del fatto che Brown fosse in carcere nel 2014 – è una dichiarazione di incapacità delle “hoes” a rimanere fedeli. “Loyal” è stato preceduto anche da richieste di Brown per vedere una ragazza spogliarsi (“Strip”), e dalla sua invettiva nei confronti della sua ex  (“Deuces”). Chris Brown non è il classico loverboy dell’ R&B, nel bene o nel male.

Che lo si ami o lo si odi, l’influenza di Chris Brown è incisa nella pietra. In un panorama musicale corrente che vede gli artisti andare avanti grazie ai singoli, Breezy ha fatto bene tra i grandi. Usher, un volto sul Monte Rushmore del moderno R & B, vanta una carriera lunga 327 settimane nella Top 75 nella classifica dei singoli. In un solo decennio (a differenza di Usher che è in giro dal doppio del tempo), Brown ha raggiunto ben 441 settimane nella Top 75 in classifica dei singoli – anche più dei toppers attuali Taylor Swift (259) e Drake (222). Brown si avvicina a Beyonce, che lo supera con 482 settimane, ed è significativamente battuto solo fenomeni del pop: Rihanna, che vanta 951 settimane nella Top 75, e Michael Jackson, che ne detiene 687. Oltre a rivoluzionare lo scenario R&B, Brown è riuscito a portare il suo marchio di genere alla stratosfera mainstream.

Chris Brown non è un cantante. Egli non è un ballerino, non è un attore, non è un visual artist, non è un regista di video, non è un performer con completa padronanza del palco. Non è uno fra questi, perché è tutti loro. La sua influenza si infiltra nelle più belle canzoni di Justin Bieber, e ha dato a Drake la libertà di canticchiare tranquillamente sulle note di Keith Sweat, ma ha anche scalato le charts Billboard. Questo è ciò che ha fatto la storia. Non le indiscrezioni che lo riguardano.

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  • Matteo Berardi

    Mi rende molto orgoglioso questo articolo anche se da suo fan numero uno penso abbia cambaito l R&B a momenti più che sempre ad esempio con Forever e Beautiful People o Look At Me Now e no con turn up the music e dont wake me up ad esempio. Viene ancora definito principe e non re o comunque non una megastar semplicemente per il fatto di rihanna, le sue vendite non saranno mai più ai livelli di the weekend rihanna etc, si dovrebbe dare più peso alla qualità se si vuole davvero riconoscere la sua grandezza.
    Teambreezy since 2005

  • Dixon92

    In sto sito elogiate troppo sto Chris Brown….Ok che siete di parte…Ma anche meno.

  • The King of the World

    Artista che ha tutto: R&B, Rap, Pop, Dance, e raramente ha fatto pezzi senza senso. Col passare del tempo è maturato ed i suoi ultimi 3 dischi solisti sono dei masterpiece della musica. Mi aspetto molto dal suo prossimo album, anche se trovo sbagliato continuare a mettere in risalto le posizioni in classifica, la grande musica se ne frega di fare le hit, poi se vengono tanto meglio.