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10 canzoni memorabili capaci di unire musica e sport

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Agli amanti dello sport la prossima estate offrirà un mix di eventi imperdibili e di rilevanza mondiale.

A partire da giugno la Francia ospiterà gli attesissimi europei di calcio che decreteranno la più forte nazionale d’Europa; contemporaneamente, dall’altra parte dell’oceano, negli States avrà luogo un’edizione speciale della Coppa America per festeggiare il centenario di una delle manifestazioni calcistiche più sentite del pianete e, per finire in bellezza, il 5 agosto ci sarà la cerimonia di apertura dell’evento degli eventi in ambito sportivo, le Olimpiadi di Rio de Janeiro, a 4 anni di distanza dalla consegna del testimone da parte di Londra. Una stagione quindi dominata dallo sport in tutto e per tutto.

Vi starete forse chiedendo cose centri questo con la musica…in effetti musica e sport sono due mondi alquanto differenti, ma non per questo lontani l’uno dall’altro.
Pensiamo agli inni nazionali che vengono suonati e cantati prima di ogni qual tipo di manifestazione sportiva; pensiamo alle squadre di calcio, ognuna delle quali possiede una propria canzone che i tifosi intonano assieme prima dell’inizio in uno dei momenti più sentiti di ogni partita; o pensiamo semplicemente a quanti hanno nel proprio lettore musicale una playlist dedicata agli allenamenti in palestra o alle passeggiate.

Questo perché la musica accompagna e rende più godibili e leggere le cose, la musica unisce ed emoziona, anche i più rudi degli ultras.
La musica è colonna sonora, non solo di film, ma anche dei principali eventi sportivi che dal XX al XXI secolo hanno accompagnato e accompagnano gli appassionati stagione dopo stagione.

A pochi giorni dall’uscita della canzone ufficiale degli europei di calcio, This One’s For You, di David Guetta feat. Zara Larsson, e nell’attesa di ascoltare la canzone che accompagnerà le gare di Rio, abbiamo pensato di proporvi una lista con alcuni dei più memorabili (per vari motivi) inni sportivi del passato, più o meno recenti.

Pronti, partenza, via…

LA COPA DE LA VIDA – RICKY MARTIN

siamo nel 1998 e il bellissimo cantante portoricano Ricky Martin, grazie al successo internazionale della hit (Un, dos, tres) Maria, è una delle superstar musicali più amate al mondo. Il suo quarto album da solista, Vuelve, in particolare contiene una canzone che, per via del riferimento ad una “coppa”, attira l’attenzione degli organizzatori dei campionati mondiali di calcio 1998, svoltisi in Francia. La traccia in questione è ovviamente La Copa de la Vida, una piacevolissima e coinvolgente produzione latin pop trainata dall’indimenticabile ritornello “Tu y yo!! Ale, ale, ale
Go, go, gol!! Ale, ale, ale”.

Viene scelta come canzone ufficiale di Francia ’98 e ottiene in Europa un successo strepitoso, arrivando in prima posizione nelle classifiche di tutto il continente. Meno immediata è l’accoglienza negli Stati Uniti, dove esce anche una versione in inglese intitolata The Cup Of Life.

Martin cantò La Copa de la vida, che ancora oggi risulta essere uno dei suoi più grandi successi commerciali, nel corso della 41^ edizione dei Grammy Awards del 1999, performance clou della serata.
L’inno portò molto bene al paese ospitante, che vinse il mondiale aggiudicandosi la sua “copa de la vida”.

SURVIVAL – MUSE

a distanza di 64 anni dall’ultima volta, Londra è tornata nel 2012 ad ospitare i giochi olimpici, diventando così la prima e unica città ad aver ospitato l’evento ben tre volte.
L’organizzazione scelse di affidare la creazione della propria canzone ufficiale ad uno dei gruppi inglesi più apprezzati degli ultimi anni, i Muse.
Il leader dei Muse, Matthew Bellamy, compose Survival appositamente per l’evento e riguardo la traccia disse che è nata con lo scopo di “esprimere convinzione e determinazione alla vittoria”.

Si tratta di una ballad symphonic rock che prende ispirazione dalle storiche produzioni dei Queen, per un risultato che lascia sicuramente il segno ed entra di diritto tra gli inni sportivi più potenti e rockeggianti di sempre, in pieno stile Muse…anche se proprio per questo motivo da molti il brano fu criticato perché considerato troppo caotico e rumoroso (come se dai Muse ci si potesse aspettare una ninna nanna).
Il 27 luglio 2012 Survival è stata cantata durante la cerimonia d’apertura allo Stadio Olimpico di fronte ad 80mila spettatori e, oltre a far parte della colonna sonora olimpica è compresa nel sesto album del gruppo britannico, The 2nd Law.

UN’ESTATE ITALIANA – EDOARDO BENNATO & GIANNA NANNINI

non poteva mancare questa canzone che rimane tutt’oggi nell’immaginario collettivo come inno di una delle estati più magiche e sentite dai tifosi italiani, canzone ufficiale dei mondiali Italia ’90.

L’organizzazione della manifestazione affidò la composizione ad uno dei produttori italiani più famosi ed importanti al mondo, l’immenso Giorgio Moroder, che creò la versione inglese del pezzo, To Be Number One.
Moroder si rivolse poi a Gianna Nannini ed Edoardo Bennato (allora all’apice della loro fama) per occuparsi della versione italiana che noi tutti conosciamo, Un’estate italiana (Notti Magiche), midtempo pop rock che diventerà il singolo più venduto in Italia di tutto il 1990, arrivando in prima posizione anche in Svizzera.

L’Italia si classificò terza, sconfitta in semifinale dall’Argentina di Maratona, che però si inchino in finale ai rivali della Germania Ovest, che vinsero il mondiale. Una beffa immensa per l’Italia che vede andare il trofeo dell’edizione di casa in mano ai tedeschi, eppure nonostante questa cocente delusione Un’estate Italiana è ricordata da tutti ancora con tantissima nostalgia e affetto.
L’Italia ha aspettato 16 anni ma la rivincita è arrivata…

SEVEN NATION ARMY – WHITE STRIPES

questo singolo della punk/rock band statunitense White Stripes è legato indissolubilmente ai campionati di calcio di Germania 2006, anche se tutto era fuorché la canzone ufficiale di questi.
Seven Nation Army è un singolo del 2003 dall’album Elephant ma inizia ad essere conosciuta in Italia nel 2006 grazie ai tifosi della Roma che, durante una partita dell’allora Coppa UEFA, dopo aver sentito il brano suonato dagli altoparlanti dello stadio rivale, iniziano ad intonare il coro “po-po-po” come sbeffeggio a seguito del gol vittoria segnato dal romanista Perrotta. Francesco Totti, ospite durante una delle serate del Festival di Sanremo, reinterpreta il motivetto che entra così nelle case di mezza Italia e, di lì a poco, verrà scelto come coro della tifoseria italiana durante le partite dei mondiali di Germania 2006.

Il testo della canzone sembrava un segno del destino “Li scaccerò, un esercito di sette nazioni non mi fermerà” (sette sono le squadre da affrontare fino alla finale), e infatti l’Italia a ritmo di “po-po-po” sconfisse tutte le nazionali una per una e, dopo aver eliminato i padroni di casa in semifinale, alzò sopra il cielo di Berlino la tanto sospirata coppa dorata.
Seven Nation Army divenne l’inno non-ufficiale dei mondiali e dei festeggiamenti post-vittoria, entrando in top10 a tre anni di distanza dalla pubblicazione e, ancora oggi, è uno dei cori più utilizzati dagli italiani per celebrare le vittorie sportive dei connazionali in ogni qual tipo di sport.

Da notare che una canzone ufficiale per Germania 2006 c’era già anche se passò completamente inosservata tanto che nessuno se la ricorda minimamente legata all’ambito calcistico, sto parlando di The Time Of Our Life de Il Divo & Toni Braxton.

BOOM – ANASTACIA

forse non tutti sapranno che la diva sprock Anastacia ha prestato la voce per una canzone ufficiale, in un mondiale di calcio che noi italiani molto spesso tendiamo volutamente a non ricordare, vista l’eliminazione agli ottavi contro la squadra di casa della Corea del Nord, con un arbitraggio che attirò non poche polemiche.
Partite a parte, Anastacia arrivava da un biennio incredibile che l’aveva portata di diritto nell’olimpo della musica, in primis con una hit senza tempo come I’m Outta Love.

Il team organizzativo dei campionati mondiali di calcio di Giappone & Corea 2002, hanno visto in lei la grinta e il carisma giusto a cui affidare la canzone ufficiale dell’evento.

Anastacia scrive il pezzo assieme allo storico produttore Glen Ballard; nasce Boom, un brano pieno stile Anastacia reso ricco dal suo timbro che, ancora oggi, risulta essere uno dei più unici e graffianti di sempre.

Diversamente alle aspettative Boom non si rivelò un grande successo commerciale, ottenendo come massimo risultato la 5 posizione nella classifica Belga.

ONE MOMENT IN TIME – WHITNEY HOUSTON

da una voce potente qual è Anastacia a LA voce, la compianta superstar Whitney Houston.
I giochi della XXIV Olimpiade si tennero per la prima volta in Corea del Sud, a Seul, nel 1988. L’organizzazione dimostrò fin da subito di voler fare le cose in grande per mostrare al mondo quanto lo stato dell’estremo oriente fosse sviluppato e dunque in grado di sostenere al meglio una manifestazione di tale livello.
Quale decisione migliore per fare le cose in grande che scegliere come portavoce del proprio inno una diva assoluta dello spettacolo come Whitney Houston?

A Whitney venne affidato il compito di cantare la splendida ballad r&b One Moment In Time, prodotta dal fidato Narada Michael Walden, che con lei lavorò, tra le altre, ad I Wanna Dance with Somebody e I’m Every Woman.
Il brano è una empowerment song resa in modo sublime dallo strumento unico dell’artista, che trasmette con la propria voce l’importanza del messaggio di credere in sé stessi anche contro ogni previsione.
One Moment In Time fece breccia fin da subito nel cuore del pubblico, arrivando tra le prime posizioni un po’ in tutto il mondo. Memorabile l’esibizione durante la cerimonia di consegna dei Grammy Awards 1989, una delle performance migliori della star.

THE POWER OF THE DREAM – CELINE DION

da una diva compianta ad una che fortunatamente ancora oggi ci delizia con l’eleganza della sua musica. Celine Dion è stata una delle star indiscusse degli anni ’90, raggiungendo l’apice della notorietà con la colonna sonora del Titanic, My Heart Will Go On.

Oggi però è un’altra la colonna sonora che vogliamo ricordare, ben più sconosciuta ma altrettanto ottima dal punto di vista evocativo. La Dion ha prestato la sua voce per la canzone ufficiale delle olimpiadi di Atlanta 1996, con gli Stati Uniti che nonostante avessero un’infinità di cantanti scelsero di affidare il loro inno all’artista canadese.
Dalla penna di David Foster, Linda Thompson e Babyface nacque Power of The Dream, una bellissima ballad pop che Celine cantò, accompagnata dall’orchestra sinfonica di Atlanta, durante la cerimonia di apertura di fronte a 100mila spettatori allo stadio e 3 miliardi e mezzo in mondovisione.
Contrariamente allo spessore del pezzo, il brano non riuscì a centrare il successo globale se non in Giappone, dove comunque non centrò mai la top10.

Va detto che Celine Dion decise di donare tutti gli introiti ricevuti legati al brano agli atleti canadesi.

BARCELONA – FREDDIE MERCURY & MONTSERRAT CABALLÉ

chiudiamo in bellezza questo trio di artisti leggendari con uno che racchiude in sé tutto il significato di leggenda.
Nel 1988 il frontman dei Queen e la cantante lirica spagnola pubblicarono l’album in collaborazione intitolato Barcelona, registrato nel corso dell’anno precedente e inaugurato dalla title track eponima.
Canzone pop-opera dal forte impatto emotivo, scritta da Freddie Mercury e dedicata alla Caballé, di cui era grande ammiratore in primis per quanto la cantante fosse abile nel controllare la sua voce.

Performance vocale incredibile da parte della soprano e della rockstar, Mercury infatti tocca qui la più alta nota a voce piena della sua carriera, un si bemolle verso la fine della canzone; la produzione è un continuo calando-crescendo che esplode nella fase finale dove le due voci si incontrano in un tripudio di note ed emozione; risultato da brividi.

Visto il titolo, l’organizzazione delle olimpiadi di Barcellona 1992 scelse il pezzo come inno ufficiale dei giochi, uno degli inni più epici di sempre e permise a Barcelona di prendersi le sue soddisfazioni in classifica, cosa che nel momento della pubblicazione ufficiale quasi 5 anni prima non era riuscita a fare.
Uno dei tanti regali che Freddie Mercury ci ha lasciato nella sua incredibile e incredibilmente breve carriera.

WE ARE ONE (OLE OLA) – PITBULL FEAT. JENNIFER LOPEZ & CLAUDIA LEITTE:

mentre quest’anno si presta ad ospitare i giochi olimpici, due anni fa il Brasile ha dato vita ai mondiali di calcio, lì dove il calcio è considerato un po’ come una religione.
Sentiti come non mai, i mondiali di calcio Brasil 2014 hanno avuto una canzone ufficiale che non è riuscita a soddisfare le aspettative.

Il compito di creare la traccia fu affidato al rapper Pitbull, che decise di avvalersi della collaborazione di Jennifer Lopez e della cantante brasiliana Claudia Leitte.
Ne esce We Are One, brano che mischia pop/latin pop con il genere simbolo del brasile, la samba , per una produzione estremamente fresca, estiva e ballabile.

Ciò che più di tutto ha fatto discutere è stato il fatto che la FIFA abbia affidato l’inno a due cantanti statunitensi mentre alla brasiliana Leitte siano spettati solo pochi secondi. Inoltre ha fatto arrabbiare molti brasiliani, sentitisi offesi dal video che secondo loro mostrava troppi stereotipi brasiliani in cui ormai non si riconoscono più (bambini che giocano a calcio scalzi, ballerine mezze nude), ragion per cui la canzone è stata in un certo senso “boicottata”.
Neanche l’esibizione durante la partita inaugurale a San Paolo è riuscita ad evitare questo boicottaggio, e, alla fine dei mondiali, si può dire che il vero inno anche se non ufficiale, sia stato Dare (La La La) di Shakira.

WAKA WAKA (THIS TIME FOR AFRICA) – SHAKIRA:

 dulcis in fundo non poteva mancare il brano che ad oggi è sicuramente la canzone ufficiale legata allo sport più ricordata, ballata e conosciuta di sempre, si tratta ovviamente del fenomeno Waka Waka. La FIFA affidò a Shakira il compito di creare l’inno dei campionati mondiali di calcio 2010 in Sudafrica, prima edizione dell’evento in terra africana. L’artista colombiana si avvalse della collaborazione del gruppo sudafricano Freshlyground, e compose il brano basandosi sul canto popolare camerunense Zangalewa, diffuso tra i militari.

Il brano risente di elementi della cultura colombiana ma anche e specialmente di quella africana, motivo per cui nonostante tutto fu accolta in maniera abbastanza calorosa anche dal pubblico di casa, salvo qualche critica per il fatto che si sarebbe potuto scegliere un artista sudafricano.
Il ritornello estremamente orecchiabile ed intuitivo è entrato nelle case di tutti e ancora oggi, a distanza di 6 anni dall’evento, è ricordato con simpatia.

Esiste anche una versione spagnola, Waka Waka (esto es Africa) pubblicata nei paesi ispanici.
La versione inglese comunque ha avuto un successo senza precedenti per un brano di questo genere, specie in Italia, dove raggiunse il record di 16 settimane consecutive in vetta alla classifica FIMI.
Quello che è stato il vero tormentone dell’estate 2010 non scomparirà mai dall’immaginario collettivo sia degli appassionati di calcio che di quelli di musica…Waka Waka, nel suo, ha fatto la storia.

Eventi di questo genere, che siano mondiali di calcio, olimpiadi o altro, hanno l’incredibile capacità di unire le nazioni, con il popolo che si ritrova tutto d’un tratto a festeggiare nelle strade a suon di clacson e trombette.
Lo sport è così, è tifo, è unione, è sofferenza…quale miglior binomio quindi se non con l’arte della musica?
Quelle appena citate sono solo 10 canzoni che hanno unito nella loro maniera questi due mondi, nell’attesa di ascoltarne tante altre che verranno, in primis quella che andrà a rappresentare le attesissime olimpiadi di Rio.

Tra queste ce n’è una che vi è rimasta più nel cuore? O altrimenti quali altri inni sportivi non presenti tra questi vi ricordate con più nostalgia? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.

 

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