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10 cover che hanno ottenuto più successo delle canzoni originali (prima parte)

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Nella storia della musica sono moltissimi gli artisti che, nel corso della loro carriera, hanno deciso almeno una volta di offrirci una reinterpretazione di un brano già edito da qualcun’altro.

Solitamente, gli interpreti che scelgono di compiere una simile operazione lo fanno reinterpretando una vecchia hit, un grande classico della musica, tuttavia ci sono dei casi in cui i brani scelti sono canzoni che, in origine, non avevano avuto un grosso seguito.

In questi casi, può capitare che la cover diventi invece una hit, e che così le persone spesso si convincano che il brano in questione sia stato interpretato per la prima volta proprio da chi ha rilasciato la cover fortunata. Diamo un’occhiata a qualche esempio.7181_

Iniziamo dal caso più celebre in assoluto, quello di un brano divenuto un vero e proprio inno all’amore nonché la seconda canzone più venduta di sempre, ma tutto questo solo nella sua seconda versione.

Sto ovviamente parlando di “I Will Always Love You”, celeberrima e splendida ballad conosciuta quasi esclusivamente per la versione di Whitney Houston. L’emblema del bel canto in realtà era stato già edito nel 1974 dalla regina del cuntry Dolly Parton nel 1974, ossia in uno dei periodi migliori per la storica cantautrice, la quale anche con questo singolo ottenne risultati ottimi ai tempi. Ma nonostante ciò, l’incredibile ed ineguagliabile popolarità ottenuta dal brano a partire dal 1992 è bastata a cancellare dalla memoria popolare la versione originale, al punto che esso viene ormai considerato un classico dell’R&B pur essendo nato come canzone country. Molti onori vanno comunque a Dolly, che ha saputo scrivere un pezzo importantissimo della storia della musica.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Facciamo un salto in avanti di qualche anno per arrivare al periodo a cavallo tra gli ultimi 90’s ed i primi 2000, un periodo molto importante per la musica pop.

Tra le varie popstar che si affermavano in quegli anni c’era anche una certa Christina Aguilera. Con una voce che ai tempi non si mostrava ancora nella sua grandiosità ma si dimostrava già superiore a quella di molte altre colleghe coetanee, Xtina diete il meglio di sé con il terzo singolo “I Turn to You”.

Splendida ballad dedicata alla propria madre e nella quale alcuni hanno visto anche un inno all’amicizia, in molti non sanno che in origine questo brano era stato già interpretato dagli All4One, boyband molto meno fortunata rispetto ad altre venute fuori negli anni 90 che con questo singolo provò a sfondare nel 1996, fallendo miseramente. Ottima anche la loro versione, ma purtroppo il destino non ha voluto che fossero loro a portarla al successo, fornendo così una delle sue migliori hit alla grande Christina.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Tra le varie popstar venute fuori negli anni 90 c’era anche un’interprete australiana che per alcuni anni ha dominato nel mercato mondiale, pur non essendo mai riuscita a sfondare davvero negli USA. Sto parlando di Natalie Imbruglia, la quale esordì nel mondo della musica con un altro grande classico degli anni 90: la meravigliosa “Torn”.

Mid tempo potente ed incisiva, anche in questo caso ci troviamo davanti ad una canzone già edita ma la cui versione originale non ottenne alcun seguito. L’originale fu rilasciata nel 1995 dagli Ednaswap, rockband americana dalla voce femminile che purtroppo non è mai riuscita ad emergere. Pur essendo molto legato alla versione più soft di Natalie, devo ammettere che anche in chiave maggiormente rock questo pezzo rende divinamente, e che avrebbe meritato di più. Anche in questo caso il destino è stato crudele con la band, che ha comunque fornito una grande hit ad un’altra artista che forse senza questo brano non avrebbe potuto emergere.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Anche se su questo portale non viene dedicato molto spazio alla musica rock, non credo che tra di noi ci sia qualcuno che non conosca il grande classico “I Love Rock’n’Roll“.

Celeberrimo singolo portato al successo nel 1982 da Joan Jett, il brano negli anni è diventato un grande emblema dell’hard rock, una delle canzoni più popolari in assoluto nonché una pietra miliare della musica in generale, uno di quei brani che non si può non conoscere. Eppure anche questo pezzo era stato rilasciato in precedenza da altri artisti: sto parlando degli Arrows, band rock la cui carriera è andata avanti per soli 3 anni senza che fosse loro riconosciuto alcunché da parte del pubblico.

Anche nel loro caso, con questo brano i ragazzi passarono completamente inosservati ma va comunque riconosciuto loro il merito di aver contribuito a creare una grande pezzo della storia della musica, un brano davanti al quale non possiamo non inchinarci sebbene non sia questo il nostro genere preferito.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Un caso un po’ diverso dai precedenti e molto più simile, invece, a quello di “I Will Always Love You” è quello di un altro grande classico:Questo brano è infatti attribuito quasi sempre a Nancy Sinatra, la quale effettivamente nel 1966 ne rilasciò una sua versione ottenendo un successo planetario molto forte, che la portò ad entrare nella memoria storica come la prima interprete di questo brano, uno dei più coverizzati della storia della musica, un pezzo che negli anni è stato cantato praticamente da chiunque ed oggetto perfino di remix dance.

In molti non sanno, tuttavia, che il brano è si stato rilasciato per la prima volta nel 1966, ma non da Nancy. Con pochissimo vantaggio cronologico, un altro mostro sacro della musica lo cantò, infatti, prima di lei. Sto parlando di Cher, la quale ottenne anche con questo singolo un successo molto forte a livello planetario ma che ha visto ogni merito venirle “rubato” dalla collega. Ottime, anche in questo caso, entrambe le versioni di queste due signore della musica.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Un altro grandissimo classico degli anni 60 che nessun vero amante della musica può non conoscere è “Respect” di Aretha Franklin. Diventato anch’esso una pietra miliare della musica black e non solo, l’inno femminista di Aretha è un pezzo di storia non solo musicale ma anche sociale, una vera opera d’arte che ha ispirato tutte le generazioni e decine di altri artisti nella storia, ma anche in questo caso ci troviamo davanti ad un brano già edito in precedenza da un altro artista. L’interprete originale dell’inno era (udite udite!) un artista maschile: Otis Redding.

Anche lui personalità molto famosa negli anni 60, pubblicò questo brano ottenendo un ottimo successo già nel 1965, 2 anni prima rispetto ad Aretha. Il messaggio fortemente femminista che la donna diede al brano ha fatto tuttavia si che la precedente versione fosse completamente dimenticata da tutti, cancellando così dalla storia della musica la versione originale di questa storica hit.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Facciamo un lungo salto in avanti nel tempo con un brano interpretato da un’altra diva storica della musica: l’inimitabile regina del pop Madonna. La superstar, come sapete, verso la fine degli anni 90 dominò le classifiche internazionali con un brano dance-pop tra i più raffinati della sua carriera, la superlativa “American Pie”.

Canzone tra le più apprezzate dell’intera carriera di Madge sia dal pubblico che dalla critica, anche questo pezzo è in realtà la cover di un pezzo edito molti anni prima. L’originale fu lanciata, infatti, nel 1972 dal famoso cantante folk/pop Don McLean, il quale diede al brano caratteristiche completamente diverse rispetto a quelle che gli darà Madonna creando per esso un arrangiamento molto più folk. Non che questa versione non sia conosciuta, anzi Don con questo brano ottenne un grosso successo internazionale riuscendo ad avviare la sua carriera, ma oggigiorno possiamo affermare oggettivamente che Madge è comunque riuscita a superare la popolarità di quel brano.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Nella prima metà degli anni 90, tra i brani che sono riusciti ad ottenere un successo abbastanza forte per continuare ad essere amati negli anni da un po’ tutti gli ascoltatori della musica ed a continuare ad ottenere successo anche attraverso altre cover non possiamo non citare “Hallelujah”, splendida ballad con messaggio cristiano di Jeff Buckey. In realtà, il brano non ottenne successo immediatamente, ma divenne una hit molto forte dopo la morte di Buckey, ossia nel corso degli anni 2000, quando per il decennio dalla sua scomparsa fu estratto come singolo. Il suo successo fu comunque così forte da cancellare, anche in questo caso, dalla memoria storica l’esistenza di una versione originale rilasciata moltissimi anni prima: quella pubblicata nel 1984 dal cantante cristiano Leonard Cohen, il quale per l’intera durata della sua carriera ha rilasciato canzoni di questo genere.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Ma a questo punto torniamo a parlare di un grande classico della musica black: “Killin Me Softly with This Song” dei Fugees. Ballad struggente e romantica tra le più amate in assoluto dagli ascoltatori di dell’ hip hop, del soul e della musica black in generale, ci troviamo davanti ad un altro pezzo di storia, una pietra miliare idolatrata da generazioni intere che non ha mai perso il suo valore col cambiare delle tendenze. Ma anche in questo caso, la celebre band non è stata la prima a pubblicare questa canzone: la sua interprete originaria è infatti Rebecca Flack, cantante soul che rilasciò la prima versione del brano nel 1972, 24 anni prima rispetto alla versione dei Fugges.  Dotata anch’essa di una carica emotiva senza tempo ma accompagnata da un ritmo meno incalzante e più pacato, anche questo brano  originale ottenne un grandissimo successo, ma non arrivò certo ai livelli della sua fantastica cover, no.1 in 19 classifiche diverse ed imposta universalmente come emblema del suo genere musicale.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Infine, vorrei concludere questo post con un brano molto più recente, forse non un classico, ma di sicuro una delle hit alternative più forti degli ultimi anni. Sto parlando di “Skinny Love”, ballad rilasciata nel 2011 dalla giovanissima cantante inglese “Birdy”.

Potente, incisiva e struggente come poche, nonché impreziosita da un’interpretazione giovane ma per niente immatura o acerba, questo brano dominò le classifiche del mondo intero, imponendosi ai vertici quasi ovunque e donando un periodo di popolarità alla sua interprete. Ciò che molti non sanno, tuttavia, è che questo pezzo fu rilasciato per la prima volta nel 2008 dalla band folk/indie Bon Iver. Il gruppo, infatti, nonostante gli ottimi profitti ottenuti in questi anni (tra cui 2 grammy), non è riuscita a portare alla notorietà questo brano, il quale è poi diventato senza troppe difficoltà la hit più importante della ragazza inglese, la quale in seguito non ha più ottenuto successi importanti ma continua ad essere molto rilevante nel suo genere musicale.

VERSIONE ORIGINALE

VERSIONE CELEBRE

Che ne dite di questi brani?

Sapevate fossero cover oppure siete stati sorpresi da queste notizie? Se volete indicare qualche altro caso simile, potete farlo nei commenti.

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