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10 demo interpretate da cantanti diversi rispetto alle versioni ufficiali

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Da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione utilizzato in tutto il mondo, nel musicbiz sono subito arrivate molte novità, alcune negative, certo, ma altre senza alcun dubbio positive.

Tra le migliori nuove frontiere portate dalle tecnologie del terzo millennio c’è la possibilità di pubblicare in rete brani mai rilasciati ufficialmente e, perché no, anche versioni inedite di canzoni che già conosciamo.

In particolare, in questo post vorrei analizzare proprio questo secondo caso, spulciando in un “sottoinsieme” di questi brani che sicuramente attirerà le attenzioni di molti.

Sapete benissimo che non tutte le canzoni sono state composte dai loro stessi interpreti, così come sapete anche che quando un brano viene messo sul mercato delle label c’è la possibilità che esso passi per le mani di vari artisti prima di arrivare all’orecchio di colui (o colei) che ne diventerà l’interprete ufficiale: in entrambi i casi, possono esistere delle versioni “demo” in cui a cantare il pezzo che noi tutti conosciamo sia qualcun’altro rispetto a chi in seguito lo ha rilasciato ufficialmente.

Spesso, queste versioni inedite non hanno assolutamente nulla da invidiare a quelle ufficiali, mentre altre volte la versione famosa risulta essere molto migliore a causa o di un più raffinato lavoro interpretativo del cantante o di una maggiore attenzione nella rifinitura del brano: i casi sono dunque di vario genere.

Diamo ora un’occhiata a 10 esempi molto diversi, alcuni dei quali venuti alla luce anni dopo la release effettiva dei pezzi ufficiali.

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Breakaway di Kelly Clarkson: demo di Avril Lavigne

Partiamo subito alla grande con uno dei successi più forti della cantante statunitense Kelly Clarkson.

Come sapete, la prima vincitrice di American Idol ha raggiunto l’apice della sua carriera con il suo secondo sforzo discografico “Beakaway”. Sono davvero molti i capolavori estratti da questo disco che hanno ottenuto un successo planetario: come possiamo non ricordare “Because of You” o “Behind These Hazel Eyes”?

Siamo parlando davvero di brani storici, dei pezzi immortali ricordati universalmente come alcuni tra i più grandi capolavori che la musica pop-rock ha prodotto nel nuovo millennio. Tra queste grandi hit troviamo anche “Breakaway”.

Ballad intensa e interpretata con un enfasi che la rende quasi sognante, il brano è incentrato sulla storia di una bambina cresciuta in una piccola realtà e che spera di riuscire, crescendo, ad abbandonare il “natio borgo selvaggio”. Insomma, questa è una storia che potrebbe essere tranquillamente riferita alla stessa Kelly, ed invece è ispirata alla vita di un’altra stella del pop-rock: Avril Lavigne.

La Lavigne è infatti una delle autrici di questo capolavoro, il quale parla appunto del suo sogno adolescenziale di spiccare il volo e trovare il successo in una realtà più grande.

Molto di recente, la demo di “Breakaway” cantata da Avril è finalmente uscita in rete, mostrandoci un’interpretazione sicuramente diversa di questo brano, ma ugualmente sentita ed emotiva ed in cui il timbro ormai perduto della star si fa sentire in tutta la sua bellezza.

Molto differenti tra di loro a causa proprio delle diverse vocalità di Kelly ed Avril, entrambe le versioni di “Breakaway” ci fanno assaporare la bellezza di un sogno diventato realtà, lasciandoci sperare ed immaginare un mondo in cui tutti i nostri desideri vengono realizzati.In altre parole, questo brano ci accompagna in uno di quei viaggi che solo la musica può generare.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Burn di Ellie Goulding: demo di Leona Lewis

Oltre al celebre caso di “We Found Love”, in cui Leona Lewis affermò di aver già interpretato la hit di Rihanna ma di non voler rilasciare la sua versione per evitare di far fare brutte figure alla collega (frase che provocò non poche polemiche ed accuse di superbia), esiste un’altra hit passata prima per le mani di Leona.

Il pezzo in questione è “Burn”, uno dei maggiori successi di Ellie Goulding nonché il brano che l’ha imposta definitivamente come una delle più grandi popstar della sua generazione. Si tratta di una up tempo synthpop forse meno raffinata rispetto ad altri successi di Ellie, ma sicuramente molto più di impatto a livello commerciale, e questo ne ha decretato un successo enorme che forse nemmeno la stessa si aspettava.

Nonostante il nome di Ellie figuri tra quello degli autori del pezzo, a quanto pare l’artista in un primo momento non era intenzionata ad interpretare il brano e questo fu assegnato alla connazionale Leona per il poco fortunato “Glassheart”.

La vincitrice di X Factor, alla fine, non è mai stata convinta al 100% della validità del brano ma, una volta che quest’ultimo è esploso nelle chart, ha ben pensato di rilasciare la demo da lei registrata, perfettamente conscia di aver sprecato un’occasione molto ghiotta per ritornare in cima alle charts.

Sebbene si tratti di una demo mai arrivata allo stadio finale, la versione di Leona risulta catchy e coinvolgente almeno quanto quella di Ellie, fatta eccezione del ritornello in cui le modifiche sul suo splendido strumento vocale si sono fatte davvero troppo invasive. Possiamo comunque ascoltare la meravigliosa voce di Leona in vari punti del brano, in particolare nei vocalizzi.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Neon Lights di Demi Lovato: demo di Ryan Tedder

Tra i songwriter più acclamati, apprezzati e richiesti in giro per il musicbiz non possiamo non citare il leader degli One Republic Ryan Tedder. Chiamato spessissimo da tante popstar in giro per il mondo, in molti casi Ryan ha avuto l’opportunità di lavorare su sound lontani da quello pop-rock della sua band e, per sua volontà, è riuscito a far si che pure altri artisti sperimentassero insieme a lui proponendo qualcosa di inedito anche per loro.

Uno di questi casi è quello di Demi Lovato. La star in questi anni ha interpretato molto raramente brani dance, mentre Ryan prima di lavorare con lei non aveva quasi mai lavorato su questo genere, eppure lei ha ispirato fin da subito aa Tedder questo tipo di musica.

La canzone in questione è “Neon Lights”, up tempo dance in cui abbiamo potuto osservare per la prima volta un atteggiamento più sexy da parte di Demi, che sia nell’interpretazione che nel video ci ha fatto assaggiare delle parti di sé sconosciute ai più. Basti pensare il registro bassissimo in cui l’artista si mantiene durante le strofe, un vero e proprio evento per una come lei che punta da sempre sull’esecuzione di note più alte e sul mostrare la sua estensione vocale.

Prima di consegnare la canzone a Demi ed al suo team, Ryan stesso l’ha registrata con il titolo “Broken Lights”, il tutto per un testo forse meno banale rispetto alla versione finale, ma senza alcun dubbio meno coinvolgente sul piano interpretativo: eccessive le modifiche apportate alla voce di Ryan. la quale è da sempre incredibilmente bella e potente. Per quale motivo usare l’autotune in maniera così invasiva?

In ogni caso, sebbene non ci troviamo davanti ad un capolavoro, entrambe le versioni permettono all’ascoltatore di scatenarsi e ballare sulle loro note, ed è proprio questo lo scopo di una canzone del genere.

Del resto, nel mondo della musica abbiamo bisogno anche di pezzi più commerciali che ci facciano ballare, e questa è una di quelle. Per fini più profondi, comunque, sia Demi che Ryan hanno ben altro da offrirci nei loro repertori.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Break Free di Ariana Grande: demo di Austin Mahone

Non tutti i brani dance, tuttavia, sono nati fin dal primo momento in queste vesti. E’ il caso, ad esempio, di uno dei più grandi successi della cantante italo-americana Ariana Grande: la up tempo prodotta da Zedd “Break Free”.

Questa scelta fu un rischio abbastanza forte per una grande voce che fino a quel momento era rimasta su generi ben diversi dalla dance, ma il pubblico ha preso molto bene questo tentativo, innalzando il brano ai vertici delle classifiche e trasformandolo in una nuova hit per la bella Ariana, che da questo momento ha visto i suoi numeri farsi sempre più forti con brani anche molto diversi tra di loro.

Tuttavia, prima che il testo di “Break Free” arrivasse nelle mani di Zedd, già un altro artista ne aveva creato una versione completamente diversa rispetto a quella che conosciamo. Sto parlando di Austin Mahone, il quale in “Break Free” aveva visto un’occasione perfetta per creare una ballad acustica  in cui mostrare tutto il suo talento vocale, spesso preso sottogamba visto l’intenzione della sua label di fornirgli un’immagine da teen star che si basa principalmente sul suo aspetto piacente.

In questa primordiale “Break Free”, Austin canta con enfasi ed emozione, controllando perfettamente il suo strumento ed offrendoci un’interpretazione solida e matura, la quale non ha assolutamente nulla da invidiare a quella di Ariana, inevitabilmente diversa per fini ed impostazione.

In questo caso, i due interpreti confezionato due canzoni completamente diverse, entrambe di buona fattura ed abbastanza forti per sfondare. Peccato che Austin non abbia mai avuto la possibilità di rilasciare ufficialmente la sua edit: in questo pezzo si vede davvero il massimo del suo potenziale, ed anche sul piano commerciale esso risulta molto più forte di alcuni suoi singoli.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Bleeding Love di Leona Lewis: demo di Jesse McCartney

Nel periodo immediatamente successivo alla sua vittoria ad X Factor, Leona Lewis non poteva certo lamentarsi dei suoi risultati commerciali. L’interprete ottenne un successo incredibilmente forte, in particolare, con la hit “Bleeding Love”, un power ballad che ci fece sognare tutti nel 2008, raggiungendo i vertici delle classifiche di tutto il mondo e, in particolare, la no.1 in Giappone, risultato fino ad allora mai raggiunto da nessun occidentale.

Il successo di questo brano fu dovuto sia ad un sound potente e convincente che ad un testo incentrato su una situazione in cui chiunque può riconoscersi: quella di un amore finito che lascia i suoi segni indelebili su chi lo vive. Se a questo aggiungiamo un’interpretazione sicura ma nel contempo capace di emozionare e coinvolgere l’ascoltatore, allora otteniamo la formula perfetta per creare una grande hit.

Il potenziale di questo brano, del resto, non sarebbe stato lo stesso se ad interpretarlo fosse stato qualcuno meno dotato vocalmente della Lewis. Questo possiamo appurarlo ascoltando la versione demo del suo autore principale Jesse McCartney il quale, insieme al già citato Ryan Tedder, è il responsabile della creazione di questo grande capolavoro.

Forse anche a causa di una base meno intensa e un po’ più frenetica rispetto a quella che conosciamo, l’interpretazione di Jesse risulta meno curata e sentita rispetto a quella di Leona, e questo è davvero molto strano in quanto solitamente il miglior interprete di un brano è proprio il suo autore.

Certo c’è da dire che comunque Jesse ha fatto un lavoro ottimo su questa canzone, ma obbiettivamente le sue doti tecniche ed interpretative non gli permettono di reggere il paragone con Leona, la quale è davvero una delle più grandi fuoriclasse del nostro tempo.

Certo, forse anche Jesse avrebbe potuto ricavare una grande hit da “Bleeding Love”, forse anche lui avrebbe saputo come conquistarci tutti, ma conoscendo già la versione di Leona non possiamo apprezzare più di tanto questa demo: la differenza tra i due artisti è veramente troppa.

Versione ufficiale

Versione Demo

Irrepleaceable di Beyoncé: demo di Ne-Yo

Torniamo indietro di qualche anno per trovare un caso davvero molto simile a quello di “Bleeding Love”. Siamo verso la fine del 2006 e Beyoncé rilascia una delle canzoni più vendute ed apprezzate della sua carriera: la meravigliosa “Irreplaceable”.

Il brano è una mid tempo R&B che trascinerà al successo tutta la “B-Day Era”, resistendo per ben 10 settimane alla no.1 della Billboard Hot 100 e ottenendo 3 dischi di platino in anni in cui ciò era sicuramente meno semplice rispetto ad oggi.

Gran parte del successo è dovuto all’interpretazione di Bey, la quale mai come un questa occasione riesce a rendere proprio il testo ed a trasmettere all’ascoltatore una marea di sensazioni positive, il tutto nonostante esso parli della fine di un amore. Un evento solitamente trattato in modo tragico trova così in questo brano uno scenario più sereno, risultando perfettamente credibile e riuscendo a conquistare tutti con facilità.

Anche in questo caso, l’autore principale del brano non è un semplice songwriter, ma il cantante R&B Ne-Yo, il quale proprio in quegli anni troverà un suo spazio nel musicbiz anche come interprete.

Con un po’ di ritardo rispetto alla release ufficiale del brano, in rete è spuntata anche la sua demo originale, la quale presenta una base più o meno identica a quella che già conosciamo e perfino gli stessi background vocals femminili presenti nel singolo di Beyoncé.

Sicuramente, anche l’interpretazione di Ne-Yo merita e riesce a trasmettere una certa positività, ma così come per Jesse il paragone con Beyoncé non può essere retto dal cantante di “So Sick”, che nonostante il suo enorme talento è oggettivamente un passo indietro rispetto a Bee.

Ciò non toglie che forse anche lui avrebbe potuto ricavare una hit da questa canzone, ma a mio avviso “Irreplaceable” è stata composta fin dall’inizio con l’idea che ad interpretarla dovesse essere una donna, motivo per il quale ciò sarebbe stato praticamente impossibile.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Let There Be love di Christina Aguilera: demo di Bonnie McKee

Non è tuttavia necessario che un brano diventi una grossa hit perché la demo cantata dal suo autore principale veda prima o poi la luce del sole. E’ il caso, ad esempio, di “Let There Be Love” di Christina Aguilera.

Buzz single estratto dall’album Lotus, questa up tempo dance-pop non è certo uno dei migliori lavori di Christina, ma è comunque un brano capace di coinvolgere e far divertire l’ascoltatore.

Pur provenendo da un progetto maltrattato da pubblico e critica, “Let There Be Love” è riuscito ad ottenere un minimo di notorietà, risultando per un periodo abbastanza lungo una delle canzoni più ballate nei club statunitensi.

Nonostante anche Christina figuri tra i nomi dei writers che hanno forgiato questo brano, prima di finire nelle sue mani esso era già stato finito da una delle più importanti hitmakers degli ultimi anni: Bonnie McKee.

L’artista, che ha creato molte hit per artisti come Katy Perry, Kesha e Britney Spears, aveva infatti registrato una sua versione del brano che presenta alcune sostanziali differenze rispetto alla versione di Xtina, in particolare nel testo.

Con un beat simile a quello ufficiale ma creato con un sintetizzatore diverso ed un testo che segue la stessa struttura ritmica ma quasi completamente diverso nelle parole, anche Bonnie è riusci a creare una canzone capace di coinvolgere e divertire, anche se è chiaro a tutti come (a causa di un lavoro scarno dietro questa traccia) la sua versione non fosse certo pronta per essere pubblicata ufficialmente.

Versione Ufficiale

Versione Demo

The Monster di Eminem feat Rihanna: demo di Bebe Rexha

Nonostante il rap sia per eccellenza il genere in cui ogni interprete deve obbligatoriamente essere anche l’autore dei suoi versi, in questa lista possiamo aggiungere anche uno dei più grandi successi degli ultimi anni di un vero maestro dell’hip-hop: il grandissimo Eminem.

In coppia con la cantante barbadiana Rihanna, l’MC di recente ha scelto di utilizzare una creazione di una cantautrice emergente che sta tuttora provando ad emergere nello scenario pop internazionale: Bebe Rexha.

Tra le migliori composizioni di questa talentuosa ragazza c’era anche una certa “Monster Under My Bed”, una mid tempo synthpop che alterna sonorità elettroniche a suoni strumentali e incentrata su un tema molto particolare: la lotta contro il mostro della droga, terribile creatura che Bebe stessa ha affrontato e sconfitto.

Ascoltato questo brano, Eminem non ha resistito al suo fascino ed ha deciso di creare su questa base delle strofe incentrate su un tema simile da quello cantato da Bebe, il tutto lasciando che Rihanna si cimentasse con un ritornello lasciato pressoché invariato in ogni sua sfumatura rispetto all’originale.

Nonostante la versione di Bebe sia classificata semplicemente come demo, il brano appare praticamente pronto per una pubblicazione ufficiale, la basi per conquistare il pubblico ci sono davvero tutte, ed è probabile che se Eminem non avesse notato l’artista questo pezzo sarebbe diventato uno dei suoi primi singoli in campo mainstream.

Quanto accaduto è un bene o un male per l’interprete di origini albanesi? Dipende dai punti di vista: se da un lato è vero che la Rexha ha ceduto a qualcun’altro un brano decisamente forte e di ottima fattura, è vero anche che difficilmente senza questo aggancio lei sarebbe entrata nei giri giusti, i quali forse le permetteranno di sfondare.

In fin dei conti, quello di Bebe è stato un sacrificio ben studiato: ora speriamo solo che porti ai suoi frutti.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Louboutins di Jennifer Lopez: demo di Brandy

Abbiamo analizzato più o meno tutti singoli che, quale più quale meno, dei successi li hanno ottenuti, ma non è solo dei brani più famosi che a volte possono spuntare online delle demo.

Prendiamo ora in esame uno dei singoli meno fortunati in tutta la carriera della superstar americana Jennifer Lopez. Nel 2010 l’artista pubblica “Louboutins”, una deliziosa up tempo che unisce l’electro all’R&B per un connubio particolare e d’effetto, uno dei casi in cui JLO è riuscita ad unire la sua vena black e quella dance in un connubio potenzialmente vincente, ma che il pubblico non ha capito.

Prima ancora che la star provasse a lanciare il suo album album “Love?” (disco nel quale il brano non è nemmeno stato incluso), un altra celebrità appartenente alle schieri R&B aveva preso in considerazione l’idea di rilasciare questo brano. Sto parlando di Brandy, la quale ne ha registrato una sua versione prima ancora che il pezzo arrivasse nelle mani di JLO.

Le due versioni sono davvero molto simili: entrambe interpretano questo brano nella stessa maniera, impostando ugualmente la voce, e dunque l’unica differenza presente si riduce ai diversi timbri della due cantanti.. se  avessimo avuto a che fare con due interpreti dagli strumenti vocali simili, le difficoltà per distinguerle sarebbero state di sicuro molto forti!

Sicuramente non ci troviamo davanti ad un brano capace di far emergere la personalità del suo interprete, tuttavia con un pizzico di fortuna qualunque cantante femminile dalla vena R&B avrebbe potuto ricavare una grande hit da “Louboutins”… peccato che ciò non sia mai avvenuto.

Versione Ufficiale

Versione Demo

Loved Me Back to Life di Celine Dion: demo di Sia

Concludiamo questo post con un’altra canzone poco fortunata che avrebbe meritato di più, una ballad intensa e magistralmente interpretata, una perla dotata di un testo a dir poco meraviglioso, il quale ci porta direttamente all’interno di una storia e ci mostra le vere sensazioni che vengono provate da chi capisce di essere stato salvato da chi ama.

Il brano in questione è “Loved Me Back to Life” di Celine Dion, singolo di cui ho parlato già nella mia ultima lista e sul quale, per questo motivo, non mi dilungo più di tanto (qui se volete sapere con precisione cosa penso del pezzo).

Ciò che dovete sapete, in particolare, è che a comporla è stata la stessa artista che in questi anni ha creato le maggiori hit per gran parte del musicbiz odierno, lavorando praticamente con chiunque: la grandiosa Sia.

Ovviamente, per mandare questo brano a Celine, la cantautrice australiana ne ha registrato una demo, la quale inevitabilmente è finita in rete non troppo tempo dopo la release del singolo.

Dotata anche lei di uno strumento vocale ottimo tecnicamente e fortemente espressivo, Sia è riuscita a fare un lavoro grandioso, facendosi un’interprete praticamente perfetta della canzone nonostante non la stesse scrivendo per sé.

In questo caso, davvero non si può scegliere quale delle due interpreti abbia fatto un lavoro migliore: possiamo solamente limitarci ad ascoltare queste due grandi voci e lasciarci investire dalle emozioni che esse suscitano in noi, evitando ogni competizione e riconoscendo una volta per tutte quello che è il fine ultimo della musica: emozionare.

Versione Ufficiale

Versione Finale

Abbiamo finalmente concluso anche questo viaggio. Come sempre potete indicare nei commenti impressioni circa queste canzoni e, perché no, citare qualche altro caso appartenente a questo filone…

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