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10 duetti avvenuti su un palco ma mai in studio | seconda parte

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Ecco la seconda parte di 10 sorprendenti duetti sul palco, e mai registrati in studio.

Ad oltre un anno di distanza dal primo capitolo (QUA PER VISIONARLO), ho deciso di proporvi la sua seconda parte della lista incentrata su duetti live eseguiti da artisti che nel corso delle loro carriere non hanno mai collaborato in studio.

Si tratta di momenti che spesso diventano storici nel musicbiz, che vanno ad unire nomi importantissimi che probabilmente in occasioni diverse non avrebbero mai potuto incontrarsi, e per questo è giusto ricordarli negli anni, specialmente quando si tratta di performance ottime sul piano qualitativo.

Britney Michael Duetti Sul Palco

Michael Jackson feat Britney Spears – The Way You Make Me Feel

Il 10 settembre 2001, giorno che precedette la terribile strage ad opera del terrorismo islamico, il re del pop Michael Jackson celebrò i 30 anni dall’inizio della sua carriera con un evento speciale andato in onda in diretta televisiva e tenutasi al Madison Square Garden di New York.

Per la performance di “The Way You Make Me Feel”, meraviglioso singolo R&B estratto dall’album-capolavoro “Bad”, Michael decise di chiamare in causa un ospite speciale, una ragazzina all’epoca manco ventenne ma che aveva già venduto oltre 50 milioni di album con i suoi primi due dischi in carriera: Britney Spears.

L’ingresso di Britney sul palco, accompagnato dalle urla incredibili della platea, avvenne quando Michael aveva già iniziato ad eseguire la performance da solo.

Il re del pop esegue in maniera impeccabile il suo pezzo e la coreografia relativa, mentre Britney dinanzi a lui accetta il ruolo di spalla, cantando le parti che nella versione originale spettavano ai coristi e facendo dal punto di vista scenico le veci di  Tatiana Thumbtzen, ballerina che nel video del brano si faceva desiderare da Michael.

Considerata una performance a tutti gli effetti “iconica”, questo live di “The Way You Make Me Feel” è assolutamente un esempio di intrattenimento perfetto, in cui tutti i due artisti interpretano (vocalmente e scenicamente) due ruoli ben precisi che danno alla luce un’armonia perfetta per il palco, come c’era da aspettarsi da due mostri del palco scenico come loro.

Alanis Morisette feat Demi Lovato – You Oughta Know

Dal 2001 balziamo direttamente agli ultimi mesi del 2015 per una performance avvenuta nel bel mezzo degli American Music Awards.

Per cercare di accalappiarsi una fetta di pubblico più giovane, a pochi mesi dalla riedizione del suo album storico “Jagged Little Pill”, Alanis Morisette si lasciò affiancare da Demi Lovato, una delle pochissime teen idol odierne capaci di competere vocalmente con lei nell’esecuzione di uno dei più grandi classici provenienti da quel disco, la superba “You Oughta Know”.

Dotate entrambe di due voci potenti e graffianti, assolutamente perfette per il pop-rock, queste due interpreti hanno dato alla luce una performance magnifica dal punto di vista prettamente vocale, coordinando alla perfezione i loro strumenti e concedendo entrambe un’interpretazione impeccabile della traccia.

Poche le parti all’unisono ma grandissima la cooperazione fra le due interpreti, che si sono divise in un modo perfettamente equo le parti.

Dal punto di vista scenico, invece, Demi ed Alanis forse avrebbero avuto bisogno di provare di più per riuscire a coordinarsi meglio, o forse più semplicemente hanno preferito concentrarsi prettamente sulla voce. Molto diversi anche gli abiti ed i look scelti, forse proprio per rimarcare proprio il concept della performance, ossia il confronto fra due diverse generazioni di interpreti pop-rock.

Whitney Houston feat Mary J. Blige – Ain’t No Way 

Torniamo diritti agli anni ’90, nel periodo in cui gli eventi musicali erano ancora definibili eventi, ed in cui in particolare VH1 Divas ospitava ancora vere dive della musica. Nel 1999 due delle voci black più belle di tutti i tempi, quelle di Whitney Houston e Mary J. Blige, si univano in un incontro storico per omaggiare una delle poche leggende musicali in ambito R&B che può essere considerata superiore a loro: la grandiosa Aretha Franklin.

Il brano scelto per questo tributo fu uno dei suo grandi classici, “Ain’t No Way”.

Non esistono aggettivi abbastanza forti per esprimere cosa sono queste due voci insieme. Due forze della natura come loro se unite sono una bomba atomica, un’esplosione di bel canto ineguagliabile, ed è impossibile non esaltarsi di fronte alla magnificenza di questa esibizione, in cui due delle ugole più incredibili cooperano per dare il massimo.

Whit e Mary non cercano di oscurarsi a vicenda, ma anzi si danno man forte l’un l’altra, ed il risultato è semplicemente unico.

La sinergia fra queste donne è incredibile, si percepisce chiaramente che fra di loro vi era un legame stretto, che si sentivano quasi sorelle e non semplicemente colleghe, e questo non può non giovare alla performance, dalla quale trasuda dunque pura arte, pura magnificenza. Senza contare quanto belle fossero queste due donne con addosso questi splendidi abiti rossi…

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Christina Aguilera feat Enrique Iglesias – Celebrate the Future Hand in Hand

Nel 2000 la Disney decise di unire ai suoi personali festeggiamenti relativi all’avvento del nuovo millennio anche la gestione dell’halftime show del Super Bowl di quell’anno. Lo show fu dunque completamente organizzato dalla Disney in maniera tale che fosse fortemente celebrativo dal punto di vista scenico, ma che non trascurasse nemmeno quello musicale, dando dunque vita a puro intrattenimento a 360°. Fra gli artisti chiamati in scena vi sono anche gli allora giovanissimi Enrique Iglesias e Christina Aguilera, ai quali fu dato il compito di duettare sulle note di Celebrate the Future Hand in Hand, canzone simbolo delle celebrazioni Disneyane di quel periodo.

Un’ottima esecuzione vocale da parte dei due artisti, che pur essendo ancora alle prime armi riuscirono a reggere alla perfezione un palco importante come quello dei Super Bowl. Perfetta la coordinazione fra i due artisti, che come da copione si divisero in maniera assolutamente equa la canzone, cooperando per la buona riuscita dell’esibizione. Una Aguilera già lanciatissima negli acuti ed un Enrique che pur essendo meno dotato di lei riusciva a tenerle testa più che dignitosamente furono gli assoluti protagonisti di 2 minuti dello show, e la loro esecuzione fu molto importante per dare un buon slancio alla performance generale.

A circondare i due artisti vi era una scenografia monumentale, che li poneva al centro di un enorme cerchio costituito da più strati di musicisti. Questo genera un effetto scenico molto potente, una carta essenziale da giocare durante un evento del genere, indipendentemente dal talento degli artisti che si esibiscono.

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Little Mix feat Fleur East – Black Magic / Sax (mash up)

Durante la finale dell’ultima edizione di X Factor UK, gli organizzatori hanno messo su uno spettacolo davvero carino, facendo esibire insieme due coppie di artisti venuti fuori dal talent in due momenti diversi. Una di queste due performance ha avuto come protagoniste le Little Mix, vincitrici dell’edizione del 2011, e Fleur East, unica finalista di successo dell’edizione del 2014. Per le due artiste un compito molto semplice: unire i loro talenti, la loro bravura e la loro energia in un glorioso mash up delle maggiori hit avute dai rispettivi ultimi album, le grintose “Black Magic” e “Sax”.

Tutte e quattro le Little Mix sono, così come Fleur, delle cantanti bravissime e delle ballerine ottime, tutte loro riescono ad eseguire coreografie energiche e non proprio basilari mentre eseguono performance vocali da urlo e completamente live, e l’unione di due delle hit più fortunate (oltremanica) del 2015 ha trasformato questa esibizione in um momento di altissimo intrattenimento, eseguito da quattro performer bravissime, nulla a che vedere con quello che noi italiani dobbiamo sorbirci in moltissime trasmissioni che vanno in onda nella TV nostrana.

Con queste modalità, il connubio Little Mix + Fleur forma una girlband a cinque volti che davvero non teme rivali, musicalmente e scenograficamente. Fleur assume il perfetto ruolo di leader che lascia tranquillamente spazio anche alle altre per farsi notare, ed il connubio ha un effetto travolgente sull’ascoltatore. Che dire, in UK il concetto di girlband è molto meglio strutturato che nel resto del mondo occidentale…

Prince feat Beyoncé – Purple Rain medley

I due volti che, per motivi diversi, dominano le classifiche internazionali attuali ci hanno sicuramente regalato uno dei momenti più elettrizzanti degli ultimi 15 anni di musica. Correva l’anno 2004 ed un Prince già leggenda decideva di duettare sul palco dei Grammy con Beyoncé, artista che a quei tempi vantava alle sue spalle un solo album da solista.

Come per il duo (simile da un certo punto di vista) Michael/Britney, anche qui l’ingresso di Beyoncé sul palco avvenne quando Prince aveva già iniziato una fenomenale performance del suo classico “Purple Rain”, mandando in delirio un pubblico che sapeva che di lì a poco avrebbe avuto l’opportunità di assistere ad una performance grandiosa. Due fonti inesauribili di energia e talento si ponevano l’una al fianco dell’altra, e da ciò venne fuori una performance elettrizzante, magica, fatta di bel canto ma anche di un intrattenimento a tutto tondo, di un dinamismo incredibile che sapeva davvero incantare.

Le ugole di ambedue gli artisti ci hanno offerto grandi emozioni quella notte, mostrandosi in tutta la loro bellezza e potenza, e tutto questo mentre i due si scatenavano con una naturalezza innata, da veri ed indiscussi padroni del palco. Ad accompagnare questi due immensi artisti non c’erano scenografie particolari o grandi ballerini, ma soltanto la VERA musica suonata con STRUMENTI AUTENTICI, non da console o PC. La musica più pura era la fonte dell’energia immensa con cui questi due artisti intrattennero il mondo intero in questa occasione, un momento che non andrebbe mai dimenticato.

https://www.youtube.com/watch?v=dO6xoYeHU_g

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Sting feat No Doubt – Message in a Bottle

L’halftime Show del Super Bowl è sempre un momento ottimo per dar vita a momenti che possano rimanere nella storia della musica. Se nel 2000 si sono incontrati due giovani interpreti del pop destinati a diventare veri e propri divi, nel 2003 ad unirsi sono state le voci dei leader di quelle che già all’epoca erano band entrate nella storia della musica grazie ai loro incredibili successi ed alla qualità del materiale proposto. Sto parlando di Sting, leader dei Police, e di Gwen Stefani, leader dei No Doubt, che in quell’occasione si esibirono insieme con il classico di lui “Message in a Bottle”.

Due voci potenti e grintose quelle dei due artisti, che insieme risultavano ancora più forti grazie ad un accostamento bellissimo fra i loro timbri. Un leone ed una leonessa pronti ad incantare il pubblico con il solo ausilio dei loro strumenti: ecco cos’erano Gwen e Sting in questa occasione, un raro esempio di performance proposta al Super Bowl per la quale non sono state messe in campo scenografie grandiose e monumentali ma soltanto le capacità artistiche di due grandi interpreti.

Davvero grandiosa l’affinità che si è sviluppata sul palco da parte di questi due grandi artisti, al punto che dopo anni sono tornati a proporre una versione in duetto della canzone anche al “Global Citizien Festival”, ma la prima esecuzione resta la più grandiosa.

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Madonna feat Miley Cyrus – Don’t Tell Me/We Can’t Stop (mash up)

L’ultimo faraonico step promozionale della “Bangerz Era” di Miley Cyrus fu il suo personale MTV Unplugged. Osannata come nuova star grazie all’enorme impatto mediatico avuto, Miley ebbe la possibilità di occupare il palo di MTV per uno show interamente dedicato a lei, il tutto a qualche mese dalla scandalosa performance con Robin Thicke. Un atto di vera autocelebrazione per Miley fu quello di portare sul palco un’immensa icona della musica, una donna da cui lei stessa ha fortemente tratto ispirazione per l’immagine ostentata in tale Era discografica. Sto ovviamente parlando della grandiosa regina del pop Madonna.

La performance inizia con una Miley vestita da cowgirl che intona una delle hit più “country-friendly” di Madonna, “Don’t Tell Me”, per poi essere raggiunta dalla stessa Madge, anche lei in perfetta tenuta da cowgirl. Le due donne hanno continuato a cantare insieme tale brano per poi passare ad una delle maggiori hit di Miley, “We Can’t Stop”, cantata prima da Madonna e poi dalla stessa Miley, ed infine hanno concluso con un vero e proprio mash up fra le due hit. Il mix fra le due canzoni è risultato davvero perfetto, ed i due timbri delle interpreti si sono mescolati alla perfezione fra di loro, mostrando una sinergia inaspettata.

Questa performance mostra come la musica sia in grado di unire fra loro anche persone fortemente diverse fra di loro, a mettere sullo stesso livello una leggenda ed una giovane star. Non tutti i fan di Madonna condividono questo pensiero, ma noi qui vediamo semplicemente due brave cantanti che uniscono le loro voci, azzerando la distanza fra di loro. Poco importa se una è una leggenda e l’altra no: è giusto che la musica unisca, non divida.

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Jessie J feat Jennifer Hudson – Titanium

Un altra occasione ottima per proporre duetti live sono i concerti che uniscono un alto numero di artisti per scopi benefici. E’ in uno di questi eventi che due delle voci più belle del panorama musicale attuale ci hanno fatto assaporare l’incredibile emozione di assaporarle insieme, lasciandoci gustare la loro bellezza prima a solo e poi in un pazzesco connubio. Le voci di cui sto parlando sono quelle di Jessie J e Jennifer Hudson, che in occasione del “The Concert for Valor” si sono esibite sulle note di una versione strumentale della mega hit di David Guetta e Sia “Titanium”.

Le loro voci non sono solo potenti ma anche calde, emotive, capaci di trasmettere tanto non solo con gli acuti ma anche sulle note gravi, frangente in cui emerge anzi la loro vera ed intima anima artistica. Jessie e JHUD si dimostrano due cantanti complete, due fuoriclasse che sanno usare in un modo impeccabile le loro voci e che sanno unirle in maniera tale da non risultare in competizione, ma di cooperare per arrivare al cuore dell’ascoltatore, che dinanzi ad una simile esecuzione non può fare altro che aprirsi a tanta magnificenza.

Due interpreti del genere non hanno bisogno di alcun fronzolo o scenografia per disintegrare un palco: le loro voci sono già più che sufficienti, e l’interpretazione data al testo riesce a mettere a nudo le loro anime ed a mostrarle contemporaneamente come artiste e come persone. Davvero magnifiche.

Andrea Bocelli feat Rita Ora – What Child Is This

Concludiamo con una chicca passata sotto gli occhi di noi tutti sulla nostra televisione qualche mese fa, ma che non tutti hanno notato. In occasione di uno speciale natalizio condotto da Giletti, il celeberrimo tenore italiano Andrea Bocelli è stato chiamato ad interpretare la sua bellissima versione del classico natalizio “What Child Is This” in diretta televisiva. Non potendo contare sulla presenza di Mary J. Blige, featured artist originaria nel brano, Andrea ha chiamato in causa una cantante meno famosa ma comunque enormemente talentuosa, la britannica Rita Ora (in quei mesi ovunque nelle città italiane grazie alla campagna Tezenis).

Ovviamente, in un’occasione del genere l’elemento messo in campo era uno ed uno soltanto: la voce. Due ugole potentissime quelle di Andrea e Rita, due voci che insieme fanno davvero scintille. Note altissime vengono toccate in questa performance, resa solenne non solo dal brano cantato ma anche dall’impostazione vocale data dai due artisti, un qualcosa di scontato da parte di un tenore come Bocelli ma non certo da parte di una cantante pop e R&B come Rita, che pur non avendo mai nascosto delle formidabili abilità vocali non si era comunque mai mostrata sotto queste vesti.

Un grandissimo onore per Rita poter accompagnare una delle voci più belle della lirica odierna sul palco, e noi siamo felici di constatare che almeno per una sera anche il pubblico medio italiano abbia potuto apprezzare la sua voce. Da notare, inoltre, la grandissima eleganza dei due artisti.

Che ne pensate di queste performance?