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10 duetti tra star mai estratti come singoli | prima parte

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Nonostante spesso il motivo principale per cui due o più popstar duettano sia quello di ricavarne un grosso successo commerciale e l’unione di nomi di una certa importanza sia già una garanzia in questo senso, non sempre queste occasioni vengono sfruttate a dovere.

A volte, spesso in maniera clamorosa, dei duetti tra artisti dotati entrambi di buoni fan base, o che comunque unendo i loro nomi e le loro capacità avrebbero ottime probabilità di ottenere un grande successo, non vengono estratti come singoli.

Si tratta di brani che in molti casi hanno fatto comunque parlare di sé per via dell’accostamento di artisti molto conosciuti e la cui collaborazione è già di per sé un evento che fa notizia, ma a quanto pare ciò non sempre basta perché una label punti su un determinato pezzo.

Diamo ora un’occhiata a 10 casi completamente diversi, sia per le relazioni preesistenti tra gli artisti che per i per i generi musicali, per osservare come spesso dei brani dotati di un potenziale enorme siano stati sprecati in favore di altri brani, a volte molto meno potenti.miley-cyrus-britney-spears-vma-news

Rihanna feat Will.I.Am – Photographs (da Rated R)

Indipendentemente da ciò che si pensi della cantante barbadiana Rihanna, nella sua carriera c’è un album che nessuno può assolutamente criticare: Rated R. Pubblicato in seguito al pestaggio dell’artista da parte di Chris Brown, il disco è assolutamente il più dark e personale nella carriera di Riri e, a dispetto delle vendite inferiori rispetto al predecessore, la critica lo giudica come il migliore mai rilasciato dall’interprete.

Supportato da varie hit come “Russian Roulette”, “Te Amo” e “Rude Boy”, il disco ottenne si risultati ottimi ma, a differenza di “Good Girl Gone Bad”, non tutti i singoli da esso estratti raggiunsero il successo. Tra i brani lasciati a marcire nell’album che avrebbero potuto vendere più di alcuni singoli, un caso lampante è quello di “Photographs”, pezzo interpretato in duetto col leader dei BEP Will.I.Am.

Ci troviamo davanti ad una mid tempo che mischia sapientemente suoni organici a sonorità elettroniche: il brano parte come se si trattasse di una semplice ballad acustica per poi trasformarsi in una canzone dance-pop in pieno stile BEP, il tutto per una performance vocale davvero ottima per la Fenty che qui ci fece ascoltare per la prima volta lati della sua voce mai sperimentati altrove.

Dotato di un potenziale enorme (grande tanto quanto quello delle principali hit dance dei Black Eyed Peas), questo brano assolutamente non meritava di restare nell’album, soprattutto alla luce dei risultati davvero bassi ottenuti da alcuni dei singoli estratti dal progetto.

Demi Lovato feat Missy Elliott & Timbaland – All Night Long (da Unbroken)

Tra le popstar che hanno conquistato maggiormente il mercato negli ultimi anni non possiamo non citare Demi Lovato. Ex punta di diamante della Disney, dopo un tiepido successo in chiave pop-rock, questa ragazza è tornata in scena nel 2011 con “Unbroken”, disco da molti definito il migliore della cantante e che l’ha accompagnata in un periodo molto delicato della sua vita: quello immediatamente successivo al suo ricovero in una clinica per disturbi alimentari e psicologici.

Pieno zeppo di correnti diverse che mostravano varie sfaccettature della Lovato, l’album presentava momenti molto interessanti in cui potevamo ascoltare Demi alle prese con generi mai sperimentati prima nella sua carriera, destreggiandosi perfettamente tra up tempo energiche e ballad struggenti. Alla prima categoria appartiene anche la traccia numero 1 del disco, la up tempo pop’n’b “All Night Long”.

Per la creazione di questo brano, la giovanissima interprete potette contare sulla collaborazione di due grandissimi veterani della musica black: il produttore Timbaland e la regina dell’hip-hop Missy Elliott.

Supportata da due personalità del genere, Demi riuscì a creare un pezzo infettivo e scoppiettante, una canzone tra le più energiche ed incisive della sua carriera che avrebbe potuto ottenere un grandissimo successo anche fuori dagli States.

Purtroppo, in questo periodo la Hollywood Records aveva preso il brutto vizio di non dare a nessun artista la possibilità di pubblicare più di due singoli per album e così, nonostante il successo ottenuto da “Skyscraper” e “Give Your Heart a Break”, purtroppo la “Unbroken” Era non andò oltre.

Questo fu un errore molto grande visto le potenzialità del progetto: “All Night Long” è soltanto una delle tante perle che avrebbero potuto essere singoli… chissà come sarebbero andate le cose se Demi avesse potuto estrarre altri 2-3 brani.

Kelly Rowland feat Beyoncé and Michelle Williams – You Changed (da Talk a Good Game)

Avviciniamoci molto di più al vero R&B per addentrarci in uno degli album appartenenti a questo genere che più mi hanno conquistato negli ultimi anni. Sto parlando di “Talk a Good Game”, ultima fatica dell’ex Destiny’s Child Kelly Rowland, un disco raffinato e delicato che piacque moltissimo agli amanti dell’R&B, i quali furono davvero entusiasti di un ritorno di Kelly alle sue radici dopo i vari esperimenti dance.

L’artista con questo disco non riuscì ad ottenere alcuna hit in classifica, ma il ritorno alla musica black alla fine si rivelò una mossa assolutamente vincente visto che l’album riuscì ad ottenere risultati di vendita simili a quelli del precessore “Here I Am”, il quale aveva dalla sua una platinium hit come “Motivation”.

All’interno di questo disco, uno dei punti migliori era rappresentato assolutamente da “You Changed”, una slow jam sensuale e raffinata in cui Kelly ritornò a cantare con le amiche di sempre Beyoncé e Michelle Williams, che con lei avevano costituito la celebre girlband delle Destiny’s Child.

In questo brano le voci delle tre donne esplodono in un’interpretazione che ci permette di assaggiare davvero il meglio di queste tre ugole d’oro, il tutto per il giusto compromesso tra quelle che erano le DC ed il sound scelto da Kelly per il suo quarto album da solista.

Nonostante l’eco mediatico proveniente dal Superbowl 2013 (evento che aveva visto già una prima reunion delle DC) avrebbe potuto fare da trampolino di lancio per questo brano permettendogli di raggiungere vette molto alte almeno nelle classifiche R&B, nessuno ha mai neanche pensato di estrarlo come singolo, sprecando così un’occasione molto ghiotta che avrebbe sicuramente truccato al rialzo le vendite del progetto.

Christina Aguilera feat Cee Lo Green – Make the World Move

Se ci fosse un premio per le Ere discografiche peggio gestite, questa statuetta dovrebbe essere sicuramente consegnata (o magari suonata in testa) al team che si è occupato della promozione dell’ultimo album di Christina Aguilera “Lotus”, disco molto debole se confrontato con i suoi predecessori e la cui già difficile ascesa è stata praticamente bloccata dalla peggior promozione che si sia mai vista.

Tra performance incentrate sulla promozione di tutti i brani meno che sul lead single “Your Body”, una presenza poco convincente in giro per i media e la mancata realizzazione di un video per il secondo ed ultimo singolo “Just a Fool”, non c’è stato davvero nulla di buono nella gestione di questo progetto, disco che a questo punto, forse, sarebbe stato addirittura meglio non pubblicare (e lo dico da fan della Aguilera).

In ogni caso, uno dei brani più particolari di “Lotus” e che forse avrebbe potuto ottenere qualche risultato in più è sicuramente il duetto con Cee Lo Green “Make the World Move”. Miscuglio tra i più eterogenei nella discografia Aguileriana, il brano accosta elementi dance ad altri R&B e soul, il tutto per un risultato diverso dalle altre tracce contenute in quest’album, un esempio di sperimentazione forse unico in questo disco.

Sebbene trovare una hit in questa Era così sfortunata fosse fin dal principio una mission impossible, forse se al posto di una canzone pop orecchiabile, ma abbastanza scontata, come “Your Body” Xtina avesse rilasciato un pezzo particolare come questa, il progetto avrebbe potuto attirare qualche attenzione in più, ma queste sono solo supposizioni che lasciano il tempo che trovano davanti ad un simile macello promozionale.

Miley Cyrus feat Britney Spears – SMS (Bangerz) (da Bangerz)

Un caso molto diverso è quello di Miley Cyrus. Con il suo ultimo album “Bangerz”, la Cyrus è infatti arrivata al punto commercialmente più elevato della sua carriera, assumendo finalmente il titolo di superstar a livello internazionale grazie principalmente a profondi cambiamenti per quanto riguarda sia l’immagine che la musica.

Fortemente influenzata dallo stile del produttore Mike Will Made It, Miley in questo progetto ha fuso il suo pop a sonorità urban ed hip-hop fino a poco tempo fa del tutto assenti nella sua discografia, riuscendo a coinvolgere in questo suo cambiamento anche una collega che negli ultimi anni si è tenuta quasi sempre lontana da tutto ciò che non fosse pop o dance: Britney Spears.

Dalla collaborazione tra una delle più importanti popstar sorte negli anni ’90 ed una delle più influenti dei giorni nostri è sorta “SMS (Bangerz)”, una up tempo confusionaria e scatenata che esalta la pop culture il potere e la bellezza delle donne famose.

Nel brano possiamo ascoltare Miley rappare e Britney cantare su un beat martellante ed infettivo, il tutto per un mix di stili che ha ricevuto giudizi per lo più negativi dalla critica.

A differenza dei precedenti duetti citati, questa collaborazione a mio avviso non è riuscita per niente bene: Britney appare meno motivata che mai e la maniera inespressiva in cui canta la sua strofa cozza inevitabilmente con il rap di Miley, anch’esso flagellato dalla critica.

Per queste ragioni, ci troviamo davanti all’unico caso (in questa lista) in cui la scelta di lasciare questo brano nell’album è stata la scelta giusta, ma ciò non toglie che la “Bangerz” Era avrebbe meritato più di 3 singoli e sicuramente molta più promozione per la bella e raffinata “Adore You”, brano che più di tutti è stato penalizzato da un video che non c’entrava nulla con la canzone.

Giorgia feat Olly Murs – Did I Lose You (da Senza Paura)

Oltre ai 10 casi di cui abbiamo già parlato qualche settimana fa, vi sono anche altri interpreti nostrani che hanno creato dei brani in lingua inglese.

Tra questi troviamo anche la grande Giorgia, vero concentrato di talento ed energia che negli anni è riuscita a costruirsi una carriera immensamente forte qui in Italia puntando quasi esclusivamente sulla voce, una tra le più belle che si siano mai viste nello scenario italiano.

Con il suo ultimo album “Senza Paura”, l’artista ha volutamente unito il suo stile a sonorità tipicamente anglofone, donandoci uno degli album italiani più ricchi di musica R&B che ci siano stati negli ultimi anni. Per questo progetto, l’interprete ha voluto collaborare con ben due superstar internazionali: l’americana Alicia Keys ed il britannico Olly Murs.

Con Olly, Giorgia ha voluto creare una up tempo pop che fonde suoni più organici ad effetti elettronici, il tutto per un testo completamente in inglese in cui le due voci si amalgamano alla perfezione. Il risultato è “Did I Lose You”, una canzone che avrebbe potuto avere un ottimo percorso nella chart italiana, e che forse (se promossa a dovere) avrebbe permesso a Giorgia di conquistare per la prima volta un piccolo spazio nel mercato internazionale.

Purtroppo la label non ha colto al volo tale possibilità, e così questa canzone non è mai diventata singolo, a differenza del duetto con Alicia che è stato lanciato come secondo estratto.

A mio avviso, la mossa migliore per Giorgia sarebbe stata pubblicare un doppio lead single: “Quando una Stella Muore” per l’Italia e “Did I Lose You” per l’Europa (se non per il mondo), ma ovviamente sarebbe stato un progetto troppo ambizioso per un artista italiano visto che le nostre label non sembrano avere più voglia di rischiare fuori dai confini nazionali.

Pink feat Eminem – Here’s Come the Weekend (da The Truth About Love)

A differenza di tante popstar appartenenti alla generazione anni ’90/primi 2000, Pink negli ultimi anni non solo non ha visto assolutamente i suoi numeri calare, ma è riuscita addirittura a mantenersi costante imponendosi come una delle star del pop-rock più longeve, e tutto ciò grazie ad un’energia che pare aumentare sempre di più man mano che va avanti con l’età.

In questa parabola ascendente non ha certo fatto eccezione il suo ultimo album “The Truth About Love”, disco dotato di un potenziale enorme che ha dettato legge nelle classifiche internazionali permettendo a Pink di ottenere la hit più forte della sua carriera con “Just Give Me a Reason”.

Tra le canzoni più energiche e potenti del progetto troviamo anche “Here’s Come The Weekend”, collaborazione con l’MC Eminem in cui Pink da il meglio di sé creando un pezzo infettivo e potente come pochi, una di quelle canzoni che non possono non conquistare fin dal primo ascolto e che personalmente mi ha colpito più di ogni altra traccia nel momento in cui ho ascoltato per la prima volta l’album per intero.

Quotato fin da subito come uno dei potenziali singoli dell’Era (al punto che man mano che si andava avanti tutti continuavano ad attendere impazienti la sua release), alla fine “Here’s Come the Weekend” è rimasto all’interno dell’album.

A mio avviso, questo è stato un grosso spreco: una sua eventuale release come quinto singolo avrebbe permesso al disco di essere ancora più costante nelle classifiche internazionali.

Jason Derulo feat Jordin Sparks – Vertigo (da Tattoos)

Spesso capita che dalla nascita di un amore tra due artisti scaturisca una collaborazione anche a livello musicale. Di casi del genere ne abbiamo avuti moltissimi nella storia della musica e, nella stragrande maggioranza delle volte, i brani in questione sono diventati della hit molto forti. Ciononostante, tra queste collabo speciali ne esiste una che questa possibilità non l’ha mai avuta.

Sto parlando di “Vertigo”, brano incluso nel terzo sforzo discografico di Jason Derulo “Tattoos” ed interpretato in duetto con colei che per anni è stata la sua fidanzata: Jordin Sparks. La loro è stata una delle storie d’amore più belle degli ultimi anni, una di quelle che ha coinvolto in toto il pubblico, il quale si è dimostrato molto colpito dall’affetto dimostrato da Jordin in seguitò all’incidente riportato da Jason nella “Future History” Era.

Nato dunque da un sentimento fortissimo e genuino, questo pezzo si configura come una ballad romantica ed emozionante, un brano che coinvolge dal profondo l’ascoltatore grazie ad un meraviglioso mescolarsi delle voci dei due amanti, che mai in questa occasione ci mostrano tutte le loro sfumature per un risultato davvero molto interessante.

Dopo il grandissimo successo planetario della hit “Talk Dirty”, Jason avrebbe potuto approfittare di “Vertigo” per mostrare una versione diversa di sé, per far capire di non essere semplicemente l’ennesimo maschio alpha interessato soltanto al sesso, ma né lui né la sua label hanno mai preso in considerazione ciò, lasciando così che il potenziale di questo brano restasse nel disco.

Oltre che a Jason, questa splendida ballad avrebbe potuto dare anche una grossa mano a Jordin, la quale manca decisamente da troppo tempo dalle prime posizioni delle charts e che con un duetto con un artista quotato come Derulo avrebbe avuto più chance per risalire la china.

Chissà se ora che la storia d’amore è finita Jason è contento di non averle dato questa opportunità…

Avril Lavigne feat Marylin Manson – Bad Girl (da Avril Lavigne)

Dopo aver ottenuto sempre risultati di ottimo livello nelle classifiche di mezzo mondo, Avril Lavigne ha perso davvero molti punti con il suo album omonimo. La star canadese, dopo il buon successo ottenuto in USA con il lead single “Here’s to Never Growing Up”, ha visto tutto il resto dell’Era discografica ottenere successo solo in Giappone, un risultato troppo magro per una star della sua levatura.

Nonostante ciò, tra i brani contenuti nel disco ce n’è uno che è riuscito ad attrarre una forte curiosità già prima della sua pubblicazione: sto parlando di “Bad Girl”. La canzone ha fatto incuriosire moltissime persone non per via di stranezze legate al brano in sé, ma a causa della presenza al suo interno di un featuring con una delle rockstar più controverse nello scenario musicale: il famigerato Marylin Manson.

“Bad Girl” è un’energica uptempo che unisce sapientemente il metal all’alternative rock, entrambi generi molto ben conosciuti dal cantante di “Sweet Dreams”, i quali sono riletti per l’occasione in maniera tale da renderli quanto più mainstream possibile, il tutto per un risultato che è riuscito a convincere anche alcuni fan della Avril più pop.

Composto dalla stessa Avril proprio in vista di un duetto con la rockstar statunitense, il brano avrebbe potuto attirare ancora più attenzioni se rilasciato come singolo, ma in questo caso ci sarebbe stato un problema:  un pubblico che negli ultimi anni ha visto la componente rock di Avril spegnersi sempre avrebbe reagito bene ad un singolo del genere?

Nel dubbio, vista la situazione in cui si è ritrovata, Avril avrebbe potuto anche correre questo rischio, magari rilasciando questo brano come quarto singolo internazionale subito dopo il suo completo opposto “Let Me Go”.

Taylor Swift feat Colbie Caillat – Breathe (da Fearless)

Sebbene lo status di star musicale più influente del periodo sia arrivato solo con la svolta pop dell’ultimo album, per Taylor Swift resta tuttora difficile superare il suo record personale e riuscire ad andare oltre le vendite del suo secondo album “Fearless”.

Caratterizzato da un sound country-pop dolce e sognante che venne esplicato fin da subito grazie al meraviglioso primo singolo “Love Story” (la prima hit internazionale di Tay), questo disco riuscì ad arrivare a quasi 7 milioni di copie vendute solo in USA, una cifra enorme che già in quel periodo per poche popstar potevano permettersi.

Uno dei brani più belli contenuti in “Fearless” è sicuramente la collaborazione con un altra star del country-pop venuta fuori in quegli anni. Sto parlando di Colbie Caillat. Le due interpreti e autrici duettano su una delle ballad più intense che entrambe abbiano mai rilasciato: “Breathe”.

Dotata di un ritmo lento ma trascinante che non può non ispirare sensazioni positive in chi lo ascolta, la canzone è un esempio di collaborazione perfetta. In questo pezzo entrambe le cantautrici riescono a mostrare il meglio delle loro qualità esaltandosi a vicenda come raramente due colleghe riescono a fare in una collabo.

In questo pezzo troviamo davvero l’anima delle due ragazze, che con le loro interpretazioni riescono a far percepire ad ogni ascoltatore una per una tutte le emozioni che hanno le hanno portate a comporlo.

Se rilasciato come singolo, “Breathe” avrebbe potuto ottenere lo stesso successo di una “Love Story” o di una “Bubbly” in quanto non ha assolutamente nulla da invidiare alle principali hit di Colbie e della Taylor country.

Siamo arrivati anche questa volta alla fine del nostro viaggio insieme.

Che ne dite di queste brani? Siete d’accordo sul mio pensiero su una loro eventuale release?

Ma soprattutto, vi vengono in mente altri casi del genere?

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