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10 motivi per cui ricordare positivamente il 2014 musicale

Dopo aver dato uno sguardo a ciò che ci aspetterà nel 2015, torniamo concentrarci sull’anno 2014. Sicuramente nel complesso quest’anno e’ stato meno movimentato e variegato del 2013 tanto che in certi periodi le classifiche, le notizie avevano come protagonisti sempre pochi artisti. Nel complesso quindi è stato più difficile rispetto all’anno scorso trovare performances, brani e album che meritano di essere ricordati nel futuro.

Questa classifica che vi propongo cercherà di raccogliere la top 10 per cui ricordare positivamente il 2014. Buona lettura!

10 Rather Be e Ghost: tra i successi dell’anno non possiamo dimenticare due brani  made in UK che si sono fatti notare in lungo in largo nel globo: “Rather Be” dei Clean Bandit ft Jess Glynne e “Ghost” di Ella Henderson. Il singolo dei Clean Bandit è probabilmente uno dei brani più originali tra quelli che hanno avuto successo nel 2014: una uptempo sinthpop influenzata dalla musica classica con tanto di violino, viola e violoncello nella base. Un ritmo semplice e contagioso che prima ha conquistato gli UK (+ di un milione di downloads e 4 settimane in vetta alla UK singles chart), poi l’Europa ed infine ha raggiunto la top ten negli USA in autunno. Proprio per questo suo successo spezzettato, “Rather Be” è una delle canzoni che ha avuto maggiore successo in tutto il corso dell’anno tanto che su Mediatraffic è statat per 44 settimane in top 40. Nella classifica di fine anno di Mediatraffic, “Rather Be” è il sesto singolo di  maggior successo nel 2014.

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La debuttante Ella Henderson, aiutata dall’esperto Ryan Tedder, ha firmato “Ghost”, un singolo forte, incisivo e non banale che ha ottenuto il riscontro che meritava:  2 settimane alla 1 e 8 settimane in top 5 negli Uk (risultato strepitoso per la nazione). “Ghost” si è poi fatta notare nell’Europa continentale ( un po’ meno in Italia) ed in questi mesi sta salendo anche negli USA.

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9: 3 brani che meritavano di più: come ogni anno ci sono dei brani che prendiamo a cuore e che avremmo voluto che potessero essere più conosciuti così da ottenere un maggiore successo. Vi propongo quindi di scrivere nei commenti le 3 canzoni che, nonostante non abbiano ottenuto chissà quale riscontro, continuerete ad ascoltare per molto tempo. Il mio trio (totalmente soggettivo) è composto da: “Empire” di Shakira, “All of the stars” di Ed Sheeran e “Come get it bae” di Pharrell Williams. Sono curioso di leggere i vostri!

8 John Legend ritrova la strada del successo: all’uscita di “Love in the future”, nell’agosto 2013, pochi avrebbero scommesso in un successo  per il cantautore John Legend. Nessuno avrebbe scommesso come si sarebbe realizzato questo exploit. Tutto è iniziato, forse lo ricorderete, con l’esibizione ai Grammy Awards che ha catapultato il singolo “All of me” da metà classifica alla top 5 di iTunes US. Poteva essere una bolla di sapone ed invece il singolo ha avuto una costanza invidiabile che gli ha permesso di raggiungere la vetta della Billlboard Hot 100 a maggio, dopo cioè che “Happy” di Pharrell Williams aveva concluso le sue 10 settimane in vetta. La cosa più sconvolgente però è che il brano è ancora nella top 40 della classifica singoli mondiale di Mediatraffic: è in chart da 54 settimane!!!

Inoltre il singolo “All of me” ha trainato anche l’album “Love in The future” che si è portato a casa 945.000 copie nel 2014 (+ di 1 milione complessive). Speriamo che anche l’anno prossimo qualche grande artista abbia la stessa fortuna nel ritrovare la chiave del successo.

Video thumbnail for youtube video John Legend canta All Of Me da Ellen

7 Frozen da capogiro: il successo della soundtrack  Frozen non deve sconvolgere troppo. Dopo qualche anno la Disney è riuscita a trovare un buon film animato e ha saputo  costruirci  attorno un’impalcatura di accessori tra cui si inserisce la soundtrack. Essa è stata realizzata con estrema cura e se, a tutti quelli che hanno più di 15 anni, non fa nessun effetto è normale: non è destinata a voi ma ai più piccoli. Per loro questo film e queste canzoni come “Let it go”, “Life is an open door”, “For the first time in foreveer”, “Do you want to build a smowman” rappresentano ciò che per noi possono essere state le musiche del Re Leone e di tanti altri film Disney. Il suo  successo è quindi un segnale, inaspettato nelle proporzioni, di un interesse ancora forte nei più piccoli verso la musica realizzata per loro. E se questa musica viene acquistata legalmente ( 7 mln di copie nel 2014) non si può che essere felici (per loro e per la discografia).

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6 Happy-mania: non sono mai stato un sostenitore di questo brano, la hit delle hits nel 2014, però bisogna dare atto a “Happy” di aver dato vita ad una ‘mobilitazione’ internazionale che ha portato migliaia di giovani e meno giovani a postare su tutti i social network dei video in cui cantano/ ballano sulle note del singolo di Pharrell Williams. In questo contesto, a mio modesto parere, il singolo si eleva da semplice canzone a ‘veicolo’ perfetto per trasmettere un messaggio positivo: essere felici ed infondere felicità negli altri. In passato pochi altri brani sono riusciti a creare questo tipo di influenza sulle ‘masse’ è ciò rende ancora di maggior rilievo il successo del singolo.

happy mania in Italia

5 La cura Bennett rigenera Lady Gaga: il joint album di Gaga e Bennett era stato annunciato già nel 2011 ma, con il senno di poi, possiamo dire che è un bene che sia uscito solo ora in quanto ha permesso a Lady Gaga di risollevarsi dopo le delusioni della ARTPOP Era.

La fama e la credibilità di Tony hanno permesso a Gaga di lasciare da parte eccentricità varie per lasciare spazio ad uno stile, una musica ed un immagine più credibile. Inoltre, come spesso sottolineato, “Cheek to Cheek” ha permesso a molti ascoltatori di scoprire Lady Gaga come artista musicale e non come semplice popstar dal gusto eccentrico. Dal lato umano infine è innegabile che la Lady Gaga in versione jazz manifesti una gioia e una serenità che da molto non si vedevano in lei. Ringraziamo Tony!

Video thumbnail for youtube video Lady Gaga e Tony Bennett - Anything Goes (primo singolo)

4 Ariana Grande ed Iggy Azalea da record: nel 2014 delle classifiche musicali ci sono stati due spartiacque: la release di “Problem” il 28 aprile e la pubblicazione di “Shake it off” il 18 agosto. Ariana Grande ed Iggy Azalea si può dire che si siano aiutate l’un l’altra con questo singolo: Ariana ha potuto beneficiare, oltre della strofa rap,  della fama in ascesa della Azalea che stava salendo in classifica con “Fancy”, dall’altro Iggy ha avuto la possibilità di farsi conoscere con le numerose performances di “Problem”. Da quel giorno in poi le due cantanti si sono tolte molte soddisfazioni: Iggy Azalea è entrata nella storia occupando la top 2 della Billboard Hot 100 con “Fancy” e appunto “Problem” ed inoltre la sua “Fancy” è diventata la canzone di una rapper donna con più settimane in vetta alla Hot 100 (7).

Il loro successo però non si è esaurito (come ci si poteva attendere) in pochi mesi ma è continuato per tutto il 2014: pensate che dalla settimana dell’uscita di “Problem”, Ariana Grande ha un singolo in top 10 della Billboard Hot 100. La loro serie di record è culminata a metà agosto quando entrambe sono riuscite ad avere nella stessa settimana 3 singoli nella top 10 della Billboard Hot 100, cosa che non era mai successo in tutta la storia. Aldilà di questi record, la Grande e la Azalea hanno dovuto superare diversi (pre)giudizi e farlo non è stato semplice: Ariana si è dovuta scrollare di dosso l’immagine da 15enne lolita (che ancora la perseguita) mentre Iggy Azalea si è ritrovata massacrata dal mondo rap statunitense (ne riparleremo…). Ad entrambe però è mancata la capacità di sfruttare il successo dei singoli per far eccellere i loro album, cosa che avrebbe permesso loro di essere consacrate definitivamente come stars internazionali.

3 Sia 1000 forms of fear: Dopo aver aiutato numerosi artisti a rimanere in alto nelle classifiche, la cantante australiana Sia ha finalmente deciso in questo 2014 di capitalizzare questa sua fama realizzando un album anche per il pubblico mainstream: “1000 forms of fear”. Dal punto di vista qualitativo l’album è uno dei migliori del 2014 in quanto mette insieme il suo talento da songwriter e la sua potenza vocale, due fattori che difficilmente si ritrovano nelle normali popstars,  come avevo messo in luce nella recensione del CD.

E Sia, nella promozione del suo album, si è tenuto ben lontana dagli stereotipi delle normali stars mantenendo un profilo basso ed originale (quando mai si erano viste delle esibizioni in cui la cantante si esibisce di spalle mentre tutta la scena viene presa da una ballerina di 11 anni?). Sicuramente  “1000 forms of fear” avrebbe meritato la nomination come “Album of the year” ai Grammy,  dispiace però che dal progetto sia stato estratto come singolo internazionale solo “Chandelier”, la quale avrebbe comunque meritato un successo ben maggiore di quello che è riuscito ad avere.

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2 Gli alfieri della musica britannica conquistano il mondo: due artisti diversi e simili tra loro e provenienti entrambi dalla Gran Bretagna sono riusciti a fare il salto definitivo nella loro carriera ottenendo il consenso di pubblico e critica: sono Ed Sheeran e Sam Smith. Il primo e’riuscito in particolare a convincere con l’album “X” mentre il secondo e’ andato alla grande soprattutto con i singoli ( “Latch”, “I’m not the only one” e “Stay with me”). Ed Sheeran e Sam Smith sono due simboli positivi del musicbiz in quanto hanno raggiunto questo successo puntando sulle loro capacità artistiche che possono declinarsi nel cantautorato (Ed) o nella vocalità (Sam) e non su fattori come la bellezza, la simpatia o meno che mai sugli scandali. Lunga vita e carriera a questi due artisti.

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1 Taylor Swift salva l’annata discografica…. e qui mi rendo conto che molti non condivideranno questa scelta. Taylor Swift aveva tutto da perdere per quello che riguardava le vendite. Perché? Perché è passata al pop lasciando il country che tante soddisfazioni le aveva dato, perché le vendite nel 2014 sono state generalmente disastrose, perché bene o male, dopo tanti anni di successi, un calo poteva essere considerato fisiologico. Invece Taylor ne è uscita meglio che mai realizzando record su record:

-prima donna ad essersi sostituita alla 1 della hot 100 (da “Shake it off” a “Blank space”),

-artista con più settimane alla 1 della Hot 100 nel 2014 (10 settimane a pari merito con Pharrell)

-prima donna di sempre ad aver 3 album che hanno debuttato con più di 1 milione di copie

-unica artista singola ad aver 4 album che hanno passato ciascuno 6 settimane in vetta alla Billboard 200,

-album più venduto del 2014 negli USA (l’ufficialità arriverà con le vendite della prossima settimana grazie alle quali supererà Frozen)

-artista che ha venduto più album nel 21esimo secolo in America (oltre 25 milioni),

– 4.6 milioni di copie vendute nel mondo in due mesi

Tutto questo è stato ottenuto senza scandali ne polemiche (quella con Katy Perry è evaporata in due giorni, quella con Spotify è ‘di nicchia’ nel senso che interessa solo agli addetti ai lavori). Taylor Swift si è dimostrata sicura  delle sue scelte come non mai anche quando la casa discografica e i collaboratori le consigliavano tutt’altro. Ha saputo essere il manager di se stessa e si può dire che non poteva farlo in modo migliore.

Inoltre, se la sua musica non è più un crossover tra pop e country, la sua immagine continua ad avere un apprezzamento crossover tra teenagers e adulti, ed è proprio questo l’elemento chiave che le permette di ottenere un successo incomparabile con quello di altri artisti anche senza impegnarsi troppo nelle performances (ne riparleremo tra qualche giorno…). Un successo che la vede sfidare solo se stessa e i suoi precedenti record. Se c’è una cosa che bisogna riconoscere a  Taylor, è che quest’anno solamente il suo successo ci ha fatto sperare  (illusoriamente) in futuro roseo per il mondo discografico.

E tra pochissimi giorni arriverà il post sui fatti da ricordare negativamente. Una sola anticipazione: non si salverà nessuno!

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