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2016 in musica: tante promesse, ma le Dive del Pop se la fanno addosso!

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Lo scorso anno, il 2015, da un punto di vista musicale è stato assolutamente deludente, piatto. Pochissime le releases degne di nota, con in pratica un’annata musicale che si è trascinata a fatica con il dominio nelle mani di uno dei personaggi più scialbi che il music biz abbia mai conosciuto: Taylor Swift.

Per quanto io abbia apprezzato la svolta “Perryana” intrapresa dalla cantante con il suo “1989” e ne abbia ascoltato molto volentieri i singoli, bisogna ammettere che il fatto che tutti i riflettori fossero puntati su un personaggio di così poco carisma e spessore artistico, in pratica una songwriter che poteva benissimo rimanere tale, miracolata (che per carità, ha pure il suo motivo di esistere, non discuto quello), dovrebbe farci capire quanto l’industria dell’intrattenimento sia caduta in basso, piombando ad i suoi minimi storici. Non sono mancate belle sorprese e newbies interessanti, come Meghan Trainor, Jess Glynne e Tori Kelly. Ma ahimè, è poca cosa questa, quando tiriamo le somme.

Il 2016 sembrava promettere una svolta, con tanti comeback attesissimi che sarebbero arrivati in tempi brevi. Beyoncé, Lady Gaga, Britney Spears, Katy Perry, Christina Aguilera, Justin Timberlake, Usher.

E’ passato qualche mese ormai dall’inizio dell’anno, e nessuno fa nulla, manca poco ormai all’estate e considerando che durante la bella stagione nessuno rilascerà niente perchè è il periodo più magro per le vendite album (che già sono in crisi per fatti loro), e che tutti sembrano essere ancora impegnati nella realizzazione degli album, mi sembra di aver capito l’andazzo della situazione, nessuno si smuoverà fino a novembre/dicembre, e ci aspettano i soliti mesi di hit dance e reggaetton.

Tutta questa attesa per poi rilasciare una miriade di progetti tutti concentrati negli stessi giorni, nella speranza di racimolare qualche copia in più in vista delle festività natalizie, e non capendo che tutta questa concorrenza non fa altro che confondere quei poveri (pochi) acquirenti che ancora ci sono, costringendoli peraltro a dover scegliere, dal momento che sarebbe impensabile acquistare un gran numero di album a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

Alcuni ce l’hanno fatta, e sono appena tornati con un nuovo progetto discografico, come Rihanna, che però ha sfinito i suoi fan con un numero incredibile di posticipi e dopo un’attesa di ben 3 anni, ha fatto fuori tutti i singoli rilasciati in precedenza ed ha dovuto puntare su un’immagine porno e da finta alternativa per arginare il mostruoso ridimensionamento che sta avendo in termini di successo (ma tanto chi se ne importa, basta fare la pubblicità per la Puma e per Dior, che le vacanze me le pago lo stesso, anzi ve lo regalo l’album, tanto qualcuno che se lo comprerà quando lo metterò in vendita lo trovo comunque) o Gwen Stefani, che dopo i singoli flop del 2014 ha rilasciato il nuovo album che ha fatto registrare la first week più bassa della sua intera carriera (ma dobbiamo tutti rallegrarci, perchè per la prima volta ha ottenuto la numero 1 in Billboard 200, come se contasse qualcosa).

Fergie anche lei è reduce da un singolo flop rilasciato nel 2014, “L.A. Love”. La cantante doveva tornare a marzo 2016 con il nuovo progetto “Double Duchess”, ma non sono stati annunciati nè nuovi singoli, nè tracklist, nè data di release. Ma attenzione, perchè Fergie aveva anche annunciato un tour ed indovinate un po’? Di tutte le canzoni presenti nel nuovo disco, in setlist ne erano presenti soltanto…. 4. 4? Il resto sarebbero dovute essere infatti tutte canzoni dal precedente disco di Fergie e singoli dei Black Eyed Peas. Ma ci rendiamo conto di cosa significhi questo? Si tratta di una resa in partenza, praticamente non gliene frega nulla dell’album nè di promuoverlo, se qualcuno ha voglia di acquistarlo le fa un piacere, sennò è uguale, nessun rancore. Ma come si può essere arrivati a questo punto? Come si può pretendere che un progetto faccia successo, che la gente si senta motivata a spenderci dei soldi, se queste sono le premesse?

Ma andiamo a parlare degli artisti che dovrebbero sbrigarsi a tornare ed invece non si decidono a farlo. Molti di loro sono reduci da un flop discografico, o da un risultato mediocre rispetto alle loro precedenti pubblicazioni discografiche.

Una fra questi è proprio Britney Spears, che con il suo ultimo lavoro, “Britney Jean”, ha dovuto affrontare delle vendite deludenti. Va beh, a lei ormai non frega più nulla, rimane ancorata a Las Vegas, pagata a peso d’oro, ad esibirsi mentre finge di cantare canzoni con la traccia audio datata 1998. Ha provato l’anno scorso a tornare con “Pretty Girls”, ma il brano non ha riscosso successo. Dovrebbe essere al lavoro per il nuovo album, che dovrebbe uscire quest’anno, ma tutto tace. Lei sta lì e ad i suoi fan va bene così. Amen.

Christina Aguilera poi è anche peggio di Britney. Mentre la Britta infatti quantomeno si esibisce per il suo pubblico, Xtina oramai vive in simbiosi con la poltrona rossa di The Voice, che è diventata un prolungamento del suo corpo. E chi la schioda di lì? Ogni tanto si diletta a lanciare frecciate a Britney, ora con un’imitazione, ora con qualche dichiarazione del suo manager, tanto per tentare invano di fomentare la vecchia faida tra fanbase (A’ Christì, ma chi se ne importa, non siamo nei primi Duemila). Ogni tanto posa per una copertina, parla di produrre programmi televisivi, o rilascia una canzoncina per qualche serie TV. Così siamo tutti contenti? No che non lo siamo, una con una voce del genere che sta lì a giudicare aspiranti artisti, la maggior parte dei quali non faranno mai nulla di rilevante nella vita. Pessima.

Justin Timberlake. Non c’è molto da dire su di lui, il cantante non ha mai conosciuto periodi di flop, anzi. E comunque prende sempre periodi di pausa lunghi tra un disco e l’altro, preferendo dedicarsi alla recitazione. Ormai per quanto riguarda la musica si sente parlare di lui solo per accuse di plagio. Ma è al lavoro per il nuovo disco. Dunque, muoviti Justin.

Lady Gaga. Un’altra cantante che ha conosciuto un forte ridimensionamento a causa delle vendite del suo ultimo disco Artpop, che non hanno soddisfatto le aspettative. La Germanotta è una interprete molto talentuosa che è riuscita a raggiungere qualche anno fa lo status di fenomeno mediatico, con conseguente sovraesposizione, che ha portato i suoi vantaggi e svantaggi. Quello che secondo me ha “fregato” Gaga è l’innalzarsi troppo su un piedistallo, l’auto-celebrazione. La gente oramai non si lascia più prendere da questo tipo di strategie, e basti vedere chi sta riscuotendo successo ultimamente per capire quanto sia vera la mia tesi.

Le persone ora vogliono riconoscersi nei propri beniamini, non vogliono il distacco, la formula del “Io sono la Regina e voi non siete un ***” funzionava ai tempi di Madonna, che pure ora continua a tirarsela solo da noi in Italia, in USA ha tutt’altro atteggiamento. Eppure per quanto riguarda Gaga si continua su quella scia: premi su premi, donna dell’anno in musica quando in pratica non ha combinato nulla nel 2015, ai Golden Globes si presenta con acconciatura da grande Diva del cinema e mentre va a ritirare il premio dà uno spintone a Leonardo DiCaprio. Lady Gaga incredibile qua, e inarrivabile là. Poi giustamente rilascia un singolo, e non sale oltre la 95 della Billboard Hot 100. Okay.

Beyoncé. La cantante è reduce da un gran successo con il suo ultimo disco che porta il suo stesso nome. Lei e Jay-Z sono una delle coppie più ricche e potenti nel music biz da diversi anni oramai. Con il rilascio di “Formation” su TIDAL e Youtube, la performance durante l’halftime del Superbowl e l’annuncio del tour, tutti pensavano che il comeback della cantante di “Single Ladies” fosse alle porte. Eppure ancora niente. Che la Diva stia tergiversando a causa del mancato impatto di “Formation”? (La canzone è vero che non è stata messa in vendita, ma ha ottenuto un airplay basso anche nelle radio urban e ritmiche americane). Che si stia decidendo bene come comportarsi in merito alla strategia di rilascio, dovendo scegliere se pubblicare l’album su tutte le piattaforme o solo su quell’aborto di TIDAL, come è stato per “The Life Of Pablo” di Kanye West? Che Bee stia per sorprenderci tutti con una release a sorpresa? Non possiamo saperlo. Intanto, i biglietti per il tour vanno a ruba.

Katy Perry. La cantante dovrebbe tornare verso la fine dell’anno. E’ stata l’artista ad aver incassato di più nel 2015, a quanto pare ci sarebbero schiere di persone disposte a farsi martellare da lei i timpani mentre la assistono in tour. Contenti loro. Probabilmente il suo comeback sarà di grande successo.

Su Usher non c’è molto da dire, probabilmente dopo una carriera ventennale l’artista ha deciso di prendere un po’ di tempo per godersi la famiglia. Continua a promettere un album imminente, che però viene puntualmente posticipato da 3 anni a questa parte. Ogni tanto rilascia una canzone dance orrenda, quando dovrebbe capire che è l’ R&B che il pubblico si aspetta da lui, qualità almeno da chi è in grado di offrirla. Bah.

E’ evidente come tutte queste “vecchie glorie” (che tristezza definirle così) vivano nel costante timore di sbagliare, di fare un passo falso. Ciò comporterebbe un pericolo quasi fatale in un momento di grave crisi delle case discografiche, che potrebbe spingere le label a decidere di non investire più denaro nella promozione di questi artisti. Il problema è che manifestando questo atteggiamento incerto, non si fa altro che alimentare un circolo vizioso che porta all’indisposizione da parte del pubblico, e che dunque potrebbe avere effetti molto più deleteri rispetto all’assumersi dei sani rischi, osando e cercando di proporre qualcosa di nuovo, di provare a dimostrare qualcosa, di stravolgere la scena.

Molto spesso si preferisce tergiversare, dedicandosi ad attività collaterali (e remunerative), nella vana speranza che prima o poi arriverà il momento favorevole, ma che tanto in queste condizioni non arriverà mai, ed il risultato sarà probabilmente l’ennesimo flop. E’ quello che è accaduto ad esempio ad Hilary Duff, che ora dice di non avere tempo per la musica perchè deve fare la mamma e l’attrice. Ma chi vuol prendere in giro? E poi ti ritrovi Shakira che fa le pubblicità per le crociere, e che con i denti sbiancati ti invita a provare un dentifricio economico (ma siamo seri?).

I personaggi che troviamo ora sulla scena sono per lo più newbies o personalità del calibro di Justin Bieber, Selena Gomez, Demi Lovato, Ariana Grande et similia, che altro non sono che ombre sbiadite dei grandi artisti del passato. Non mi sprecherò tanto a parlare di loro e di quanto i media siano ridicoli nell’ elogiarli come non so cosa, perchè occorrerebbe allestire un articolo apposito. Quindi non vi fissate molto su quest’ultimo paragrafo, perchè ci sarebbe da spiegare ed argomentare.

E poi c’è Adele. Già, come dimenticarla direte voi. Pensavate mi fosse sfuggita? Adele ha fatto la sua fortuna grazie a questa situazione di assoluta mediocrità. Indubbiamente una brava cantante, ma non è nè unica, nè magica, nè divina, come si vorrebbe far credere alla gente. Semplicemente è una vocalist capace, e sta costruendo un impero perchè riesce ad emergere in un contesto di assoluta incapacità. Se Adele fosse esplosa quando il panorama era invaso da artisti di ben altra levatura e dote canora, non avrebbe neanche venduto la metà della metà di quello che è riuscita a racimolare con il suo repertorio sinceramente scontato e monotematico. E vi parla uno che Adele la ascolta, e ve lo dico con cognizione di causa, a differenza di molti haters ridicoli che fanno questi discorsi tanto perchè odiano vedere una persona ottenere successo, o perchè sono fan della svociata di turno.

L’industria è in crisi ed i dischi non si vendono, ma è anche vero che gli artisti stessi stanno facendo tutto il possibile per non vendere. Quando in seguito al caso Rihanna, Chris Brown dovette affrontare la sotto-performance commerciale del suo terzo album, “Graffiti”, tutti gli sponsor lo abbandonarono e la label non voleva fargli rilasciare nuovo materiale musicale. Ebbene, l’artista decise anzichè dedicarsi ad attività collaterali pur di mantenere lo status di celebrità, di investire il proprio denaro per pagare di tasca sua la realizzazione di svariati mixtapes, per non essere dimenticato dal pubblico, tanto che questi ad un certo punto riuscirono ad ottenere impatto. Non solo, CB pagò a prezzi esorbitanti le sue performance durante le cerimonie di awards, e la sua partecipazione non veniva nemmeno annunciata. Ad oggi Chris Brown è un nome di successo nel panorama musicale, che riesce a mettere su proficui tour e a rilasciare musica in maniera continuativa, con addirittura tre CD nel giro di un anno. Sta tutto nella volontà, c’è chi ha voglia di fare, e chi ha voglia di incassare, sempre e comunque, tenendo la musica in secondo piano.