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5 Brani che avrebbero dovuto essere estratti come singoli – Seconda Parte

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Nella seconda parte della rubrica dedicata a 5 brani, particolarmente originali o radiofonici, che sarebbero potuti essere dei singoli, vorrei anche stabilire alcuni miei criteri per la scelta.

– Non ho considerato album con l’Era ancora in corso, come The Pinkprint di Nicki Minaj, 1989 di Taylor Swift o Listen di David Guetta.

– Non ho considerato i singoli promozionali, poiché sono stati pubblicati al di fuori dell’album, anche se con una notorietà e un supporto ben diverso dai singoli ufficiali.

Dopo aver stabilito queste regole, che nel primo post sbadatamente non ho incluso, diamo inizio a questa rassegna!beyonce-hot-hot-1652585252

1. CALVIN HARRIS FEAT. TINASHE – DOLLAR SIGNS (MOTION)
Calvin Harris negli ultimi anni si è imposto come un grande hitmaker. Dall’ultimo album Motion ha estratto vari grandissimi successi, partendo da Summer, poi Blame, ma poi… la promozione si è fatta confusa: il duetto con Ellie Goulding Outside è stata la sua ennesima hit, la quale ha oscurato Open Wide (feat. Big Sean), inizialmente singolo promozionale ma poi promosso ad ufficiale, mentre Pray To God è stata un mezzo flop soprattutto per la sua scarsa qualità.

Al posto di questo brano elettropop decisamente mediocre c’era di meglio nell’album? La risposta è sì, decisamente.

La scelta più auspicabile porta il nome di Dollar Signs, duetto con la stella nascente dell’R&B Tinashe. Il brano è una splendida uptempo big room house, caratterizzata nell’intervallo musicale da dei suoni che ricordano la caduta delle monete. Il testo non è per nulla profondo, parla di come i soldi siano nella alla testa. Tinashe fa un’ottima performance vocale, utilizzando anche il falsetto.

Probabilmente se tutta l’Era fosse stata gestita meglio, senza la sovrapposizione di singoli che c’è stata, ed evitando Pray To God come singolo, Dollar Signs avrebbe potuto trasformarsi in una hit, l’ennesima per il DJ scozzese e un’occasione ghiotta per la cantante americana di farsi conoscere anche in Europa.

2. MILEY CYRUS – DRIVE (BANGERZ)
Parliamo ora di un’Era discografica che si è davvero imposta sulle altre: la Bangerz Era di Miley Cyrus, durante la quale la cantante e attrice americana ha attirato l’attenzione su di sé come non mai, grazie al suo comportamento trasgressivo e provocatorio, spesso volgare.

Dall’album del lancio mondiale Bangerz sono stati estratti tre singoli: l’uptempo pop’n’b We Can’t Stop, la splendida ballad Wrecking Ball e un’altra ballata, Adore You, la quale ha fatto più fatica ad affermarsi nelle classifiche rispetto ai suoi predecessori. Non parliamo comunque di un flop, è stata certificata Platino negli USA.

Dopodiché, l’Era si è interrotta e Miley è partita in tour. Ma in Bangerz c’erano numerosi altri brani molto meritevoli che avrebbero potuto diventare singoli. Proseguendo sulla strada delle ballate, non si può non citare la spettacolare Drive.

Il brano è una midtempo electro-R&B prodotta da Mike Will Made It, in cui Miley utilizza al massimo la sua voce splendida, riuscendo a far dimenticare il twerk e gli scandali: questo brano è un’autentica opera d’arte che mette davvero i brividi. La produzione introspettiva si fonde perfettamente con l’angelica interpretazione dell’artista, sentita e passionale. Il testo parla di un amore ormai finito, ma che fa ancora male e si fa ancora sentire.

Ecco il brano, un chiaro esempio di come Miley non sia solo provocazione ma anche talento.

3. KESHA – SUPERNATURAL (WARRIOR)
Approdiamo ora a casa della cantante americana Kesha.

L’anno scorso l’interprete è stata al centro delle cronache per le sue accuse rivolte al produttore Dr.Luke, il quale ha prodotto la maggior parte delle sue canzoni. Oltre ad aver abusato di Kesha psicologicamente e fisicamente (il processo dimostrerà se ciò è vero), l’hitmaker ha impedito alla bellissima cantante di fare la musica che vuole: lei vuole fare la rockstar, ma il produttore le impone la strada elettropop.

Così nasce nel 2012 il secondo studio album Warrior, seguito dell’album Animal e dell’EP Cannibal, anticipato dalla hit Die Young. L’unica hit dell’Era, che diventa un flop: il secondo singolo C’mon è un brano elettropop molto simile ad altre hit della cantante (Your Love Is My Drug, We R Who We R), il terzo singolo Crazy Kids invece fallisce nelle classifiche a causa principalmente della scarsa promozione, nonostante la collaborazione prestigiosa con Will.I.Am e la qualità del brano, elettropop ma vicino ai gusti hip hop. A quel punto viene pubblicato un video promozionale per il brano pop rock Dirty Love, la collaborazione con Pitbull in Timber e Kesha all’inizio del 2014 finisce in rehab per disturbi alimentari.

Ma non dimentichiamo che in Warrior c’è un brano che da subito ha colpito i fans: Supernatural.
Parliamo di una potente uptempo dubstep nella quale l’interprete rappa e canta accompagnata in alcuni punti da un autotune davvero ben utilizzato. Il testo parla delle relazioni erotiche avute da Kesha con i fantasmi, Supernatural appunto. Il brano sarebbe potuto essere un perfetto seguito a Die Young o ma, nonostante ciò, non è mai stato estratto come singolo.

4. BEYONCE’ – JEALOUS (BEYONCE’)
Da un’Era faticosa come Warrior passiamo ad un’Era vincente sotto (quasi) tutti I punti di vista: la Beyoncè era.

La cantante americana rilascia a sorpresa l’album il 13 dicembre 2013, vendendo cifre record e superando in poco tempo il precedente 4.

L’unica pecca di quest’era riguarda forse proprio i singoli: rilascia XO per le radio pop e Drunk In Love per il pubblico R&B, ma solo la seconda diventa una grossa hit (peak alla #2 della Bilboard Hot 100). Il seguente singolo Partition si rivela una discreta hit (peak alla #23), mentre il quarto estratto Pretty Hurts non sfonda, nonostante sia uno dei brani migliori del disco. Il quinto singolo Flawless viene pubblicato in un remix con Nicki Minaj, ma viene poi ulteriormente remixato da Lil’ Kim, che trasforma la traccia in una diss track contro la rapper trinidadiana, rea di essersi definita ‘The Queen of Rap’.

A seguito di ciò, viene rilasciata la uptempo urban 7/11 che lascia davvero perplessi, la traccia anticipa la riedizione dell’album.

Ma in Beyoncè c’erano brani di gran lunga migliori di 7/11. Tra questi, sicuramente va citata Jealous.
Il brano è una splendida midtempo R&B, nel tratto finale influenzata dal rock, in cui Bey dice di essere gelosa del suo amante, che non è lì con lei: vorrebbe che lui provasse ciò che sente lei.

Bey usa benissimo la sua voce, pur non dandoci dentro più di tanto con i vocalizzi. La traccia è una delle migliori dell’intero album; tuttavia, visto che 7/11 anticipava la Platinum Edition dell’album, si poteva puntare su un remix, in modo analogo a quanto fatto con Flawless.

Ne era stata registrata anche una versione con Chris Brown, successivamente scartata ma leakkata.

5. NICKI MINAJ FEAT. NAS, DRAKE & YOUNG JEEZY – CHAMPION
Il secondo studio album della rapper trinidadiana Nicki Minaj, anticipato dalla super hit Starships, ha messo in mostra un nuovo lato dell’interprete, assente nel primo album Pink Friday: il suo lato dance.

Infatti, in Pink Friday: Roman Reloaded dalla traccia 10 alla 18 abbiamo una serie di tracce dance-house (10-14) e pop (15-18). Questa scelta ha regalato a Nicki una grande notorietà, anche in Europa, ma forse le ha fatto perdere un po’ di credibilità come rapper.

Ma… Le prime 9 tracce? Qualcuno le ha mai considerate?

Dalla traccia 1 alla traccia 9 abbiamo infatti tracce prettamente hip hop, molte delle quali inferiori qualitativamente rispetto a Pink Friday, ma alcune sono delle vere perle. Tra queste, il secondo singolo Right By My Side (più vicino ai gusti R&B) e la settima traccia Champion.

Parliamo, come anticipato. di una potente uptempo hip hop, una sorta di vero freestyle in cui Nicki collabora con Nas, Drake e Young Jeezy. Il brano conquista davvero: la produzione è ipnotica e introspettiva, Nicki rappa con un flow davvero ottimo e canta il ritornello, i colleghi rapper sono tutti molto abili. Il testo è autocelebrativo (Loro sanno chi siamo, i campioni), ma in sé funziona.

Sarebbe stato un ottimo singolo USA, visto l’andamento avuto da Only più recentemente siamo sicuri che avrebbe fatto il botto negli States anche durante gli anni di boom della musica EDM.

Ecco la seconda parte della nostra rassegna! Ringrazio per i numerosi suggerimenti che avete commentato nel post precedente! Ovviamente se avete altro da dire, commentate!

-A cura di Leonardo Quaggio, A.K.A. They? My Everything.

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