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Album Più Venduti Degli Anni ’90: *Nsync, Boyz II Men e Backstreet Boys | Quinta Parte

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E’ un percorso obbligato quello di dedicare la quinta parte dei dischi più venduti degli anni ’90 alle Boy Band, dopo aver esaminato la scorsa settimana quelle delle “femminucce”.

I componenti di una boy band spesso vengono dai cori religiosi o da gruppi di musica Gospel (Boyz II Men), ma altrettanto spesso sono creati da produttori che hanno già in mente cosa vogliono creare e scelgono le persone più adatte per realizzare il loro progetto (*Nsync, Backstreet Boys).

Ecco perché l’impressione generale che lascia una boy band è spesso quella di un prodotto “prefabbricato”… un’impressione che trova una sua logica nei confronti degli *Nsync e meno nei Backstreet Boys; un gruppo ancora attivo discograficamente parlando, a quei vent’anni dal proprio debutto.

 

*Nsync – *Nsync

Con scarse possibilità di fama e successo negli Stati Uniti, gli *Nsync reclutarono il manager Lou Pearman dalla loro città natale di Orlando, in Florida. La band firmò un primo accordo commerciale con la BMG Ariola di Monaco e il primo album “Omonimo”, venne pubblicato in Europa dove i singoli “I Want You Back” e “Tearin’ Up My Heart” riscossero un enorme successo in tutto il vecchio continente.

Nsync

L’uscita sul mercato di “*Nsync” in America, avvenne nella primavera del 1998, dopo che la band aveva consolidato la propria fama in Europa e Asia con un Tour durato un anno intero.

Seppur virtualmente sconosciuti negli States, il quintetto affiancò all’album una serie di apparizioni dal vivo organizzate nelle piste di pattinaggio di tutto il paese, e lo sforzo iniziò finalmente a dare i suoi frutti quando il singolo “I Want You Back” raggiunse il numero 13 della Top 100 di Billboard.

Per traghettare la loro musica verso un Pop di sicuro richiamo per i teenager di allora, gli *Nsync si affidarono a diversi produttori, non ultimo Kristian Lundin dei Backstreet Boys. Anche Denniz Pop e Max Martin (che avevano lavorato con gli Ace of Base) salirono a bordo.

L’album vendette nel mondo oltre 12.000.000 di copie e balzò al numero due della Top 200 di Billboard e fu numero 30 in inghilterra.

Boyz II Men – II

Quando un primo singolo di un’album conquista la vetta delle classifiche negli Stati Uniti e viene scalzato dopo due mesi dal nuovo singolo, ecco che l’album giunge all’apice del successo. Fu questo che avvenne a “II”, il secondo lavoro dei Boyz II Men che poté entrare nella legenda grazie ai singoli “I’ll Make Love To You” e “On Bended Knee”.

Se normalmente non può bastare un secondo disco a consolidare la fama di un gruppo, questa fu l’eccezione che confermò la regola.

Boyz II Men

Shawn Stockman, Michael McCary con Nathan e Wanya Morris, seppero dosare con arte i sapori del Soul e dell’R&B e lavorando insieme ad alcuni dei migliori talenti in circolazione come Babyface, Jimmy Jam e Terry Lewis, diedero vita a un album che spopolò in discoteca ed esibì con prepotenza gli incredibili intrecci canori del quartetto di Philadelphia.

I pezzi più lenti mostrarono al meglio l’inclinazione della band per vocalizzi tecnicamente impeccabili che divennero il loro marchio di fabbrica. Le prodezze vocali giunsero al culmine nel pezzo che chiuse il progetto… un’audace esecuzione a cappella di “Yesterday” di John Lennon e Paul McCarteny.

“II” ha venduto nel mondo la bellezza di 13.500.000 copie.

 

Backstreet Boys – Backstreet Boys

Anche se si erano formati a Orlando, in Florida, fu in Europa (più precisamente in Germania), che i Backstreet Boys ebbero il primo assaggio di gloria, mentre in America il loro primo album “Omonimo” uscì quasi un anno dopo.

Il ritardo di certo non li danneggiò, visto che questa raccolta di brani tratti da due dischi pubblicati qui in Europa divenne il terzo disco più venduto del 1998. Con le classifiche infarcite del Pop spumeggiante delle Spice Girl e di tutta una miriade di Boy Band molto commerciali, il gruppo riuscì a lasciare il segno.

Backstreet Boys

Proprio come le altre Boy Band del periodo, i Backstreet Boys servirono un menù di melodie alla moda che percorrevano l’intera scala musicale, dalla dance più scatenata alle languide ballate, guarnite con una spolverata di rap e delle pennellate di Hip Hop alla moda. A dispetto del nome quasi minaccioso, i Backstreet Boys erano e sono bravi ragazzi e la loro musica mandò in delirio le teenager.

“Get Down (You’re The One For Me)” il pezzo che li lanciò qui nel vecchio continente, comparve in questo progetto insieme ad altre hit orecchiabili che spopolarono dall’altra parte dell’Atlantico.

Una combinazione che permise a questo album di vendere nel solo territorio Americano ben 14.000.000 di copie.

Come di consueto vi aspetto la prossima settimana con la sesta parte dei dischi più venduti degli anni ’90. Nel frattempo, diteci cosa pensate di queste tre Boy Band!