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Artisti francesi alla conquista dell’Italia: Maître Gims e Willy William

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E’ da poco tempo che il nostro paese ha cominciato ad aprirsi alla musica internazionale: fino a pochi anni fa le radio italiane erano intasate dai brani dei numerosissimi artisti nazionali che, come genere, vagavano solitamente tra pop e rock. Fortunatamente però anche il Bel Paese si sta adeguando agli standard europei e ha cominciato a poco a poco a lasciar entrare pezzi di artisti statunitensi, inglesi e non solo!

Fenomeno recente (ma non troppo) è quello del successo di brani francesi in Italia; non è terminato da molto il periodo d’oro di uno degli artisti francofoni più famosi degli ultimi anni: sto parlando di Stromae e del suo incredibile e inaspettato successo riscontrato in seguito alla pubblicazione del suo ultimo progetto discografico “Racine Carrée”. Dall’album vennero estratti la bellezza di 7 singoli, 3 dei quali hanno scalato la classifica italiana, riuscendo ad entrare in Top 20.

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Dopo averci proposto per mesi i successi di questo artista dalle doti invidiabili, sia per i testi delle sue produzioni, nelle quali figura sia come compositore, che come produttore, sia per i video correlati ai singoli, i quali risultano essere lavori che rasentano la perfezione, le radio italiane hanno deciso di inserire nelle loro playlist brani di altri artisti provenienti dalla Francia: Maître Gims e Willy William.

Gandhi Djuna, meglio noto col suo nome d’arte Maître Gims, è un rapper, cantante e compositore francese, nato a Kinshasa. L’artista è stato capace di scalare la classifica dei brani più scaricati su Itunes Italia, riuscendo in poche settimane nell’incredibile missione di spodestare Adele con la sua Hello dalla prima posizione grazie a “Est-ce que tu m’aimes?”, primo singolo estratto dal suo ultimo album “Mon Cœur Avait Raison“.

Traccia pop che ricorda le tipiche sonorità neomelodiche francesi, il pezzo possiede un ritmo contagioso e al contempo malinconico. Il testo del brano tratta d’amore, un amore che è sfuggito dalle mani dell’artista. Lui avrebbe fatto di tutto per la sua compagna, citando, “avrebbe impresso con inchiostro la sua immagine nel retro delle palpebre per poterla vedere eternamente“, ma lei stava cambiando, non era più la stessa e lui giunto a questo punto si pone domande sull’amore che lei ora prova nei suoi confronti, e nel ritornello le domanda e si domanda se tra loro vi sia vero amore. La domanda è retorica: poco dopo spiega che nemmeno lui è certo riguardo i sentimenti che prova per la sua (ormai ex) amata.

Il video che accompagna la traccia fu girato tra Parigi e New York: nelle metropoli vengono esplorati i temi chiave della canzone attraverso le storie di diverse coppie in preda a momenti di difficoltà, alternate a riprese dello stesso Maitre Gims, che vedono come sfondo lo splendido Museo Guimet.

Willy William è un produttore e dj franco-giamaicano, diventato famoso nel nuovo secolo grazie ai remix di molteplici brani in lingua francese. Inizialmente noto con il nickname “Lord William”, ha da sempre composto e prodotto i suoi pezzi, riuscendo però a pubblicarli ufficialmente solo nello scorso 2015. I brani pubblicati includono “Te Quiero”, primissimo singolo sotto il nome di Willy William e la ben più famosa “Ego.

Ego” comincia con il dolce suono di un carillon, melodia che a poco a poco va rafforzandosi, sulla quale si aggiunge la voce di Willy e un suono insidioso proveniente da un pianoforte, il quale esploderà nel ritornello, convertendosi in un brano tropical dance, nel quale un motivetto ipnotico si farà spazio.

Il testo di Ego concerne l’egocentrismo e la megalomania dell’artista: nella traccia l’artista chiede allo specchio (delle sue brame?) chi sia il più bello tra i tanti e al contempo si confronta e si pone domande su ciò che vede, come se davanti a sé vi fosse riflessa una persona diversa rispetto a quella che Willy dovrebbe o vorrebbe vedere.

Il video, pubblicato con l’account di Ego Italy, vede sequenze in cui l’artista con le sue mani effettua giochi di fumo, alternate ad altre in cui si trova di fronte ad uno specchio, che rappresenta lo stesso cantante, ma con abiti di colore opposto: se nella maggior parte delle sequenze è vestito in total black, allo specchio e in alcune scene selezionate indossa a volte una t-shirt, altre una maschera di colore bianco. Il gioco cromatico tra bianco e nero si risolverà alla fine come un contrasto tra bene e male, e quindi tra lui e il soggetto che vede riflesso allo specchio.


Cosa pensate di questi pezzi? Apprezzate anche voi gli artisti francofoni come la maggior parte degli italiani?

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