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Beyoncé è la nuova regina del pop? Più rilevante di Michael Jackson?

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A tre giorni di distanza dal memorabile concerto al Coachella, Beyoncé continua a ricevere elogi. C’è chi, addirittura, la mette sopra a Michael Jackson

“Quando ero soltanto una debuttante il mio primo produttore mi faceva sempre ascoltare la performance live di Michael Jackson in ‘Who’s Loving You’. Avrebbe voluto che lo guardassi per ore, voleva comprendessi la sua anima. Potevi percepire a fondo il suo ‘soul’, era solo un ragazzino che non aveva ancora sperimentato l’amore, ma era potente. Per qualche strana ragione lui riusciva ad evocare più emozioni di un adulto. Era così graffiante e così puro…Questo è un dono di Dio. Michael mi ha insegnato che qualche volta devi dimenticarti della tecnica…Michael Jackson mi ha cambiato, e mi ha aiutato a diventare l’artista che sono”

Oggi, a qualche anno di distanza da queste dichiarazioni di Beyoncé sul leggendario Michael Jackson, si può dire che l’allieva ha superato il maestro?

Prima di scatenare inutili polemiche, mettiamo subito bene in chiaro che non siamo noi a dirlo né pensarlo, ma ci tenevamo a ragionare insieme a voi riguardo alcuni tweet scritti da Bill Werde, direttore editoriale di Billboard. L’uomo, senza troppi giri di parole, sostiene che Queen Bey “abbia chiaramente raggiunto, per non dire superato, il livello di influenza e rilevanza di Michael Jackson”

Michael’s solo peak lasted from around 1979 to maybe mid-92 when “Remember the Time” started to fade. Please don’t make a case for his last no 1, “You Are Not Alone.” By then, accusations were swirling. So that’s 12+ years. Beyonce is at 14+ and only getting stronger.

— Bill Werde (@bwerde) 16 aprile 2018

Michael’s roots give him an edge in the pre-solo department: The Jacksons were bigger, for longer, with more of a chart history and more iconic classics than Destiny’s Child.

— Bill Werde (@bwerde) 16 aprile 2018

Beyonce shines on this front. Outside of the under appreciated era of 4–an album that still hit no 1 in many countries–Beyonce has almost inarguably been one of the top 1-2 pop stars in the world since she went solo. No one else has that extended period of being on top.

— Bill Werde (@bwerde) 16 aprile 2018

True. And I think framing this as only about Beyonce and Michael was my mistake. I guess my real point is, there’s greats and then there’s greats that transcend era. I am not as interested in proving Beyonce>Michael as i am in asserting that she certainly belongs in the convo. https://t.co/HHaVwWs69c

— Bill Werde (@bwerde) 16 aprile 2018

And she’s not just on top, but also: reinventing how we think about albums & their release; putting on arguably the most critically/commercially acclaimed tours; creating unprecedented brand relationships; & doing it all while leading certain social/racial justice conversations.

— Bill Werde (@bwerde) 16 aprile 2018

Actually, I’d argue that if social media was around in Michael Jackson’s era, his career may well have suffered more greatly when the allegations of child abuse were raised. https://t.co/nwQwnRbP7m

— Bill Werde (@bwerde) 17 aprile 2018

I love the folks whose counter argument is “Beyonce works with an army of people to make her music.” Like Michael didn’t work with the all-time greatest producer Quincy Jones for his best work, or like Rod Temperton didn’t write “Thriller” AND “Off the Wall.” Come at me, bro.

— Bill Werde (@bwerde) 17 aprile 2018

People are like “Where is Beyonce’s ‘Beat It’?” But 1. Dont even lie and say that you want to hear that today and 2. Where is Michael’s “Run the world” or “Formation” or “Partition”?

— Bill Werde (@bwerde) 17 aprile 2018

Point is, Beyonce can do grown-person sexiness with credibility, which Michael could never do. And Beyonce puts her politics out there in a way that Michael never really did.

— Bill Werde (@bwerde) 17 aprile 2018

I don’t see comparing and contrasting two artists as downgrading one of them, per se. I really don’t. This whole conversation is about respective greatness. But I’m sorry if I’ve left you feeling insulted.

— Bill Werde (@bwerde) 17 aprile 2018

Se avete avuto l’interesse e la pazienza di leggere le argomentazioni di Werde a sostegno della sua tesi (che molti condividono ma altrettanti bocciano completamente), vi sarete innanzitutto accorti che la sua riflessione (personale) non nasce con la volontà di sminuire l’importanza di Michael Jackson, intoccabile da qui all’eternità, ma come provocazione in grado di dimostrare quanto grande sia diventata Beyoncé, non solo musicalmente parlando.

Il giornalista ha confrontato i due artisti partendo dal loro periodo di successo, evidenziando come Bey sia in voga da ben 14 anni come solista, mentre il periodo al top per MJ è durato per 12 anni, fino al ’92. Entrambi hanno riempito/riempiono stadi, smuovevano/smuovono l’attenzione mondiale con ogni loro mossa e facevano/fanno la differenza a livello sociale.

A chi non smette di accusare la donna di affidarsi ad un team enorme di collaboratori per portare a termine i suoi progetti spiega subito che lo stesso faceva MJ, affiancandosi i migliori produttori al mondo, da Quincy Jones a Rod Temperton.

Quelli elencati da Werde sono dati di fatto, oggettivi, che riguardano una delle più importanti artiste del XXI secolo, se non la più grande. Quale miglior modo di provocare chi ancora non lo vuole ammettere se non accostarla ad uno dei più grandi ed iconici di tutti i tempi?

Voi come la pensate invece? Beyoncé può essere considerata alla pari del compianto MJ o il confronto è ancora prematuro?

 

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