Concerto del Primo Maggio: trionfo Noel Gallagher, Motta premio Siae

0 34

Momento clou con Noel Gallagher, Ilaria Cucchi ricorda il fratello Stefano: “Sentirvi gridare il suo nome significa che la battaglia di tutti questi anni non è stata inutile”

Fotogramma concerto ambra stato sociale

Appuntamento immancabile con il concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma, nel giorno della Festa del lavoro. Una lunga kermesse musicale, quasi esclusivamente animata da artisti italiani, con l’eccezione dell’ex Oasis Noel Gallagher, e dedicata alla difesa dei diritti.

Il via alle 15 sulle note di “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato. “Omaggio a un artista che si è speso per questo palco e non solo”, grida Ambra che dopo le polemiche sul maglione griffato indossato l’anno scorso, stavolta sfoggia una maglia con impresse le sigle dei tre sindacati promotori dell’evento: Cgil, Cisl, Uil.

Il concerto ha segnato la grande novità della musica indie nei gusti del pubblico giovane. Tra i vari artisti ascoltati nel pomeriggio i Pinguini Tattici Nucleari, Lemandorle, gli Ex Otago, Eugenio in via di Gioia“Oggi su questo palco c’è la nuova musica popolare italiana”, dice Lodo, padrone di casa insieme ad Ambra.

Sono i La Rua ad aprire la 29esima edizione del Concertone bagnato dalla pioggia. Promosso dai sindacati, quest’anno il Concertone ha come parole chiave ‘Lavoro – Diritti – Stato sociale: la nostra Europa’.

Sul palco arrivano Fulminacci, Izi, La Rappresentante di Lista, La Municipàl, Rancore, per citarne alcuni. Via via, la febbre sale: ci sono gli Ex-Otago, reduci dal festival di Sanremo, Anastasio, vincitore dell’ultimo X-Factor, Zen CircusGhemon. Il tempo stringe e sull’esibizione di Omar Pedrini la diretta sfuma.

La seconda parte del concerto è aperta dall’arpista Micol, che esegue le cover strumentali di “Il pescatore” di Fabrizio De André e del canto tradizionale “Bella ciao”, per poi lasciare spazio all’unico ospite internazionale della serata,

Noel Gallagher che, con i suoi High Flying Birds, sale sul palco di piazza San Giovanni e regala al pubblico mezz’ora di musica fra nuovi successi e amarcord degli Oasis,

concludendo l’esibizione con la cover dei Beatles “All You Need Is Love”. Trionfo e pelle d’oca.

Noel Gallagher

Tocca poi a Carl Brave raccogliere il testimone dopo l’uscita dell’ex Oasis e non è certo un’operazione semplice. Ma il cantautore romano può contare su un largo seguito e con una manciata di brani tra i quali le hit “Fotografia” e “Camel Blu”, riesce nell’impresa.

Poi è il turno di Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo che omaggiano i Nirvana con “You know you’re right” ricordando come la scomparsa di Kurt Cobain 25 anni fa significò la fine del sogno di un cambiamento. Quindi propone una versione acustica chitarra e violino di “Non è per sempre” e chiude con un omaggio a Lou Reed con “Perfect day”.

Senza fermarsi un attimo, è il turno di Daniele Silvestri, seguito dai Subsonica, Gazzelle, esempio di un nuovo modo di essere cantautore oggi in Italia, e Achille Lauro che per il suo set ha deciso di farsi accompagnare da una band dalla spiccata matrice rock, composta da Federico Poggipollini alla chitarra (lo stesso di Ligabue), Marco Castellani delle Vibrazioni al basso, e da Sergio Carnevale dei Bluvertigo alla batteria. Il cantante romano porta sul palco alcuni dei brani contenuti nel suo ultimo album per poi concludere con la famosissima “Rolls Royce“.

Poi è la volta di Ghali, che ripropone sia vecchi successi, come “Cara Italia”, che il recente singolo “I love you”, e quindi

Motta che stupisce la piazza con “Del tempo che passa” e con “La nostra ultima canzone” e riceve da Dori Ghezzi il premio Siae.

Queste le motivazioni:

“Orgogliosi di aver consegnato a Motta la targa recante il primo deposito presso SIAE di Fabrizio de Andrè, per la sua capacità di rappresentare oggi il cantautorato che sa coniugare tradizione e innovazione, scrivendo il futuro della nostra musica d’autore”.

n

Infine, si esibiscono i Negrita, prima dell’Orchestraccia a chiudere così il concerto di Piazza San Giovanni.

Tra i momenti più emozionanti della serata però non c’è la musica ma l’ingresso sul palco di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto per un pestaggio avvenuto durante un arresto.

“Sentirvi applaudire e gridare il suo nome è per me un’emozione indescrivibile”

ha detto Ilaria,

“Stefano è morto come ultimo tra gli ultimi, ma sentirvi significa che la battaglia di tutti questi anni non è stata inutile, forse abbiamo aperto un varco, forse oggi abbiamo dimostrato che non bisogna mai smettere di crederci e di indignarsi, mai cedere al pregiudizio o voltarsi dall’altra parte. Voglio dirvi che i diritti umani non sono per nessun motivo sacrificabili”.

Ricevi le ultime notizie di Rnbjunk sul tuo browser, iscriviti ora!

Lascia Risposta

La tua email non verrà pubblicata

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.