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Concerto di Amy Winehose all’Alcatraz di Milano.

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Quella che state per leggere, non è la recensione di un concerto, né una critica ad un’esibizione live di un’artista sconvolgente (lascio queste cose a chi è più qualificato di me) ma è il racconto o la cronaca di una giornata magica, giornata che mi ha fatto vivere mille emozioni e che auguro almeno ad uno di voi di vivere.Erano ormai tre settimane che io ed un mio amico avevamo preso i biglietti per il concerto di Amy Winehouse, e devo dirla tutta è stato lui a convincermi ad andarci perché io non volevo. Amy infatti non mi aveva conquistato, non so il motivo, forse perché non è proprio il genere che amo (preferisco l’RnB tipo Mary J. Blige o Janet Jackson) fatto sta che alla fine dopo mille preghiere mi ha convinto.Siamo partiti da Parma alle 16 e 30 con la speranza di accaparrarci un posto visibile.Non poteva andarci meglio. Siamo arrivati all’Alcatraz alle 18, e non c’era molta gente. Appena entrati nella discoteca ci siamo subito resi conto che sarebbe stato fantastico: eravamo in prima fila, il palco sopra di noi era a qualche metro di distanza, e, l’euforia che ci circondava, ci aveva contagiato, instillandoci un’impazienza a stento controllabile.Alle 21 e 10 calava il sipario, ed un Amy eterea e con lo sguardo assente quasi non fosse lì, iniziava il suo perfetto concerto. Alle note di Addicted tutto l’Alcatraz, compresi io e il mio amico, non riusciva più a contenersi, accogliendo con grida e feste questa incredibile artista.Amy per tutta la sera ha fatto la mattatrice involontariamente, ha bevuto tre drink, ha ballato, litigata più e più volte con la spallina del vestito che la cingeva. Sembrava fatta, si toccava il naso, i capelli e il vestito, ma erano dettagli. Non appena iniziava a cantare tutto il pubblico era rapito, nessuno badava al vestito al drink ecc. ma solo alle note divine che uscivano dalla sua bocca e alla band (che tra l’altro suona benissimo).La cosa che mi ha più colpito è stata la sua figura. È magra come un chiodo, cinta in un vestito che la snelliva di più, con gambe sottilissime quasi che sembrava che non riuscissero a reggerla, e i suoi occhi che erano lontani e emozionati, quasi come se non fosse lì a cantare ma chissà dove.Ha addirittura suonato la chitarra.Non so quali problemi abbia e se siano irrisolvibili, fatto sta che se interrompesse il tour sarebbe un crimine. Grazie Amy, posso definirmi un tuo fan.

– pubblicato da Velvet Rope –

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