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I dati dello streaming anche nelle classifiche inglesi

Se inizialmente le Official Charts inglesi furono applaudite per non aver inserito all’interno del proprio computo i dati relativi allo streaming, a differenza delle omologhe americane. Ora i vertici della compagnia hanno cambiato idea. A confermarlo è stato George Ergatoudis, il quale ha affermato che le classifiche si conformeranno agli standard già applicati in Germania e Stati Uniti.

Ad oggi è innegabile la popolarità e l’influenza di servizi di streaming quali YouTube o Spotify. Il Chief executive Officer della compagnia: Martin Talbot ha fatto sapere che il ritardo nell’applicazione della nuova metodologia è da riferirsi alla scelta della quantità di play nei servizi di streaming che possa equivalere ad un acquisto vero e proprio. Voi che ne dite ?

8 commenti

jEsSY 20 Febbraio 2014 at 14:45

bad romance e waka waka e on the floor nn mi sembrano video come wreeking ball, se fa un buon video annesso a una buona canzone o a un tormentone hai visualizzazioni, guarda diamond di rihanna, mica fa la pu**…nn generalizziamo please

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Guy 19 Febbraio 2014 at 23:22

Secondo me, se influissero poco e siano appunto in una quantità che equivalga ad un acquisto vero e proprio non sarebbe una cattiva idea, danno comunque uno scorcio di ciò a cui la gente si interessa sul web o su determinate app come Spotify, certo che negli USA le vendite, l’airplay e lo streaming praticamente hanno lo stesso rilievo, per me dovrebbero influire le vendite per un 75/80%, streaming 10/15% (preso in considerazione, ma il giusto, non tanto da far arrivare una canzone alla #1 solo per il video) e l’airplay 10%, o anche meno, visto che le radio possono essere benissimo influenzate ($$$).

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gianlu 19 Febbraio 2014 at 22:11

non è giusto… cantanti “sobrie” come Leona Lewis/Adele ect ne risentiranno… non fanno video alla wrecking ball (canzone stupenda, non lo nego)… Sembra un invito implicito a fare dei video scandalosi per raccimolare qualche posizione in classifica… la questione della radio la condivido parzialmente… ci sono singoli che vendono anche senza supporto radiofonico e quindi non capisco perchè determinate canzoni dovranno venire penalizzate

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Herm 19 Febbraio 2014 at 21:36

ridicolo

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Angelica 19 Febbraio 2014 at 21:32

Che contino lo streaming ci può stare ma contare anche l’airplay radiofonico (come fanno in america) è inconcepibile.

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Nulla 19 Febbraio 2014 at 21:24

Le classifiche di vendita devono trattare solo di vendita no di streaming o airplay.

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Mialich 19 Febbraio 2014 at 20:46

Se come detto “quantità di play nei servizi di streaming che possa equivalere ad un acquisto vero e proprio”, niente di più giusto. 😉

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nadia 19 Febbraio 2014 at 19:04

Bella [email protected]#%a…… l’unica classifica GIUSTA, CIOÉ VENDITE ALTE POSTI ALTI mette anche gli streaming…… prevedo disgrazie……..

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