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Drake parla dei suoi obiettivi e di cosa vuole ottenere con l’arte

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Drake

Il 2015 si è rivelato pieno di soddisfazioni per Drake, che è riuscito a raggiungere un importante traguardo: è il primo artista dopo più di 10 anni ad aver avuto due album alla prima posizione nelle vendite durante lo stesso anno. Gli album in questione sono: “If You’re Reading This It’s Too Late“, progetto/mixtape rilasciato a sorpresa lo scorso Febbraio, che risulta essere anche il primo album uscito quest’anno ad aver ottenuto la certificazione come disco di platino in America, ed il joint album con Future “What a Time to Be Alive“.

In questi giorni, è stato pubblicato un servizio illustrato ispirato al rapper su W Magazine. Durante l’interessante intervista che accompagna l’intero servizio, Drake parla di arte visuale, recitazione e dei suoi obiettivi in ambito creativo.

Ecco alcuni estratti dall’intervista:

[sulla recitazione]: “Non vedo l’ora di ritornare a recitare. Nessuno mi chiede mai di fare un film, ma, nonostante il mio interesse principale sia la musica, ne farei uno molto volentieri. Quella era la vita che conducevo prima, e sarebbe bello riprovare quell’esperienza.

Domanda: “Com’è stato essere la musa per questo progetto?

Risposta: “E’ stata la mia prima volta come “musa”, però ho sempre realizzato molte collaborazioni. La curiosità è la parte migliore del lavorare con qualsiasi tipo di artista. Sei lì che vuoi vedere come funziona il processo creativo di un altro. E’ come imparare un qualcosa di segreto. Mia madre era un’insegnante, e portava tutte le cose possibili e immaginabili in casa. Così ho imparato presto che l’ispirazione può venire da diverse cose, e diverse persone.

D: “Sei cresciuto circondato dall’arte?

R: “Non avevamo dei quadri appesi alle pareti, ma sono cresciuto con le copertine dei dischi! Amavo la copertina di “What’s Going On” di Marvin Gaye. Mi fece venire voglia di ascoltarne la musica, di far parte di quel mondo. Mi è sempre piaciuto qualsiasi elemento visivo che mi spingesse verso la musica.

D: “Vivi ancora a Toronto. Molta gente se ne va…

R: “Davvero? Molte delle persone che conosco sono ancora lì. Credo che ci resterò per tutta la vita. Le voci, gli odori, i suoni di quella città rappresentano casa per me. Quando penso ad una ragazza con cui potrei avere una relazione romantica, voglio che sia di Toronto e che sappia ciò di cui sto parlando quando siamo in macchina per la città.

D: “Quando dici “sono qui per la magnificenza”, cosa intendi?

R: “Realizzare che avevo un obiettivo più grande è stata una delle sensazioni più rilassanti e di pace della mia vita. Sono giunto alla conclusione di essere come una nave che, principalmente tramite la musica, deve distribuire un carico emotivo alle persone. Voglio dare il background musicale alla vita che le persone vivono. Io ci sono per voi quando avete il cuore spezzato, quando siete gioiosi o quando siete tristi. Il pensiero di essere ricordato è ciò che mi fa andare avanti. Quello che cerco di dire è che la negatività non è importante, è la storia che conta. All’età di 19 anni ero solo molto, molto felice del luogo in cui mi trovavo. Tutto aveva un certo non so ché di romantico. Ora, a quasi una decade di distanza, le cose sono un po’ cambiate. Devi scontrarti con negatività e conflitti. Devi dare conto ad un sacco di str*nzate, ma va bene.

 

Cosa ne pensate delle parole di Drake? E soprattutto, a cosa si riferiva con le ultime frasi? Sicuramente un certo Meek Mill avrebbe qualche idea…

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