Rnbjunk Musica – Ultime notizie e gossip di musica
Eventi e Concerti Notizie

È guerra tra Frank Ocean e i produttori dei Grammy

frankybaby

Stasera si terrà la cerimonia dei Grammy Awards 2017 e l’attesa è particolarmente alta. Tuttavia non sembrano placarsi le polemiche su chi non parteciperà alla serata. Pare infatti che, nonostante i vari tentativi degli organizzatori, molti artisti di rilievo abbiano deciso di non presentarsi ad una premiazione che, a loro dire, non è più rilevante.

Tra questi c’è Frank Ocean, considerato uno dei più talentuosi e promettenti musicisti R&B in circolazione, la cui ultima fatica discografica, Blonde, è stata anticipata da una grande attesa tra gli appassionati e i critici musicali ed è considerata uno dei migliori album del 2016.

Dopo aver concesso in esclusiva l’album Blonde ad Apple MusiciTunes, senza che la sua casa discografica (Universal) ne sapesse nulla, Frank Ocean ha deciso di non sottoporre all’attenzione dei Grammy il suo ultimo lavoro. “L’istituzione certamente ha un’importanza nostalgica, ma non rappresenta più la gente come me, e quello in cui crediamo”, aveva detto Ocean.

La risposta alle critiche di Ocean non si è fatta attendere. Così il produttore e l’autore principale dello show, rispettivamente Ken Ehrlich e David Wild, in un podcast a Rolling Stone Music Now, hanno risposto ricordando il fallimento della sua esibizione ai Grammy del 2013, causato soprattutto dalla rigidità di pensiero di Ocean che non sembrava voler comprendere le dinamiche dello spettacolo.

“Frank aveva un’idea molto precisa di quello che voleva e di come voleva farlo” ha detto Wild. “Ken ha detto, questo non va bene per la TV, e ha ripetuto a tutti noi, “Non stiamo organizzando uno show alla radio…devi riuscire a trasformarlo in un momento televisivo.” E sapeva dall’inizio che non era uno di quei momenti.

“Abbiamo realizzato ciò che aveva in mente sapendo che non avrebbe funzionato”, ha detto Ehrlich, che ha definito Ocean “rigido” nelle sue posizioni. “E abbiamo cercato di dirglielo, di dirlo al suo management, di dirlo alla sua casa discografica. Ecco perché, credo, i suoi sentimenti nei confronti dei Grammy oggi dipendano da quell’episodio. Ma sinceramente, non è stata colpa nostra.”

Ovviamente Frank Ocean ha deciso di rispondere a tono con un post su Tumblr in cui l’artista esprime il disappunto per quanto è stato dichiarato e il fastidio di dover perdere tempo a rispondere alle accuse regalando visibilità a chi non la merita.

“Vincere un premio tv non consacra il mio successo” scrive Ocean.

“Sì sì la mia performance ai Grammy del 2013 è stata una merda assoluta. Problemi tecnici eccetera eccetera.” “Fanculo quell’esibizione. Credete che questo sia il motivo per cui ho escluso il mio lavoro dai Grammy quest’anno? Non avete pensato che, se fosse stato questo il motivo, forse avrei voluto partecipare allo show per “redimere” la mia immagine ?”

Nel suo post, Ocean ammette di aver considerato la possibilità di partecipare al tributo in onore di Prince “ma poi ho pensato che il migliore tributo all’eredità di quell’uomo sia continuare ad essere me stesso e ad aver successo”.

Ocean ha anche criticato i Grammy per aver perso il contatto con la realtà musicale degli ultimi anni, toccando i limiti del ridicolo con la premiazione di 1989 di Taylor Swift come AOTY invece che dare il riconoscimento a Kendrick Lamar con il suo To Pimp a Butterfly,

“Senza dubbio uno dei momenti televisivi più imbarazzanti che abbia visto.”

“Credete alle persone. Credete a quelli che preferiscono guardare una selezione delle esibizioni su Youtube il giorno dopo perché il vostro show li fa addormentare. Continuate ad ascoltare la musica sul vostro vecchio grammofono, ragazzi, io sono uno dei migliori artisti viventi.”

9 commenti

MUSIC is the way. 13 Febbraio 2017 at 19:51

bravo frank! ma i grammy ci sono e sono riconosciuti, avrebbe fatto bene a presentarsi o a candidare blonde

Rispondi
MicheleT 13 Febbraio 2017 at 00:06

Io non sono d’accordo con lui ma sono di parte perché sono fan di Taylor, lo ammetto… Eppure c’è da dire che l’anno scorso kendrick ha vinto 5 grammy, mica poco… E poi l’album di kendrick appartiene in ogni caso ad un genere di nicchia mentre il pop ha più risonanza e arriva a più persone possibili.. può darsi che la scelta sia stata fatta anche per demonizzare la crisi discografica degli ultimi anni.. in ogni caso si valutano tante cose, anche l’aspetto soggettivo perché alla fine tutti gli artisti lavorano tantissimo per sfornare un album con ottimi requisiti, lui non è il solo che magari si fa il mazzo..

Rispondi
SilviaM 13 Febbraio 2017 at 00:22

Beauty Behind the Madness di The Weeknd e To Pimp a Butterfly di Lamar (più gli altri due) e vince 1989? Non si tratta di essere fan o no. 1989 è un buon album pop, per carità, ma la vittoria, QUALITATIVAMENTE parlando, è stata scandalosa. Non vuol dire nulla che ha vinto 5 Grammys, se uno merita ne può vincere anche 40. Ormai anche i Grammys hanno dimostrato di non essere sempre dalla parte della qualità.
Come sarà scandalosa nel caso in cui questa notte dovesse vincere Purpose di Justin Bieber.

Rispondi
MicheleT 13 Febbraio 2017 at 00:29

Ma a questo punto dovrebbero essere esclusi tutti gli album pop quando alla fine sono quelli che vengono ricordati di più… Non so, il sistema dei grammy è strano e poi io sono dell’opinione che sia più difficile giudicare obiettivamente la musica rispetto ad esempio al cinema perché pesano troppo fattori di cui una buona parte sono soggettivi..

Rispondi
SilviaM 13 Febbraio 2017 at 00:38

Non è vero che dovrebbero essere esclusi gli album pop, tanto più che per quelli c’è la categoria apposita. Un album pop non per forza deve essere inferiore come qualità ad uno di un altro genere, ma in quel caso c’era un divario incolmabile tra chi ha vinto e chi no. Musica, tematiche, produzione. Ripeto, 1989 è solo un esempio perché è stata la cosa più sconcertante dell’anno scorso.
Ti chiedo, se stanotte Purpose (buon album pop) dovesse vincere contro 25, Views, Lemonade e A Sailor’s Guide to Earth cosa penseresti?

Rispondi
MicheleT 13 Febbraio 2017 at 00:50

Tu però adesso stai paragonando purpose a 1989 come se fossero sullo stesso livello.. dietro 1989 c’è stato un lavoro più attento e minuzioso, sapevi che per “clean” imogen heap ha usato un pianoforte a 13 corde di cui esistono solo pochi esemplari al mondo? Poi sinceramente mi interessa relativamente chi vince, già avere la candidatura è tanto, vuol dire essere considerati tra i migliori dell’anno precedente

SilviaM 13 Febbraio 2017 at 01:30

No non paragono 1989 a Purpose, paragono la situazione: 2 album nominati all’interno di una categoria contro lavori qualitativamente nettamente superiori.
Comunque vabbé, sta di fatto che io sono d’accordo con il discorso di Frank, non è un Grammy (per ciò che questo premio è oggi) che mostra il valore di un’artista o di un progetto.

SilviaM 13 Febbraio 2017 at 00:00

Ha perfettamente ragione quando dice che la premiazione di 1989 come “album of the year” è stato un momento televisivo e musicale imbarazzante, a conferma di quanto negli ultimi anni i Grammys siano diventati degli AMAs 2.0. Siamo anni luce dal livello e dalla qualità di qualche anno fa. E dispiace molto.

Rispondi
Ak.l 12 Febbraio 2017 at 23:41

Il giudizio su 1989 è soggettivo non può dire una cosa del genere. E poi un po’ di umiltà ci poteva stare nel commento, no Frank?

Rispondi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.