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Elisa: ecco “Quelli che restano”, emozionante duetto con Francesco De Gregori

Elisa e Francesco De Gregori, due big della musica italiana, uniscono le loro voci in un appassionante duetto, che fa da apripista al nuovo disco della cantante friulana

Elisa ritorna all’italiano, ecco Quelli che restano, pura poesia intonata insieme a Francesco De Gregori

Elisa, dopo aver festeggiato l’anno scorso ben 20 anni di carriera con un album, intitolato semplicemente Soundtrack ’97-’17, e quattro concerti all’Arena di Verona nello show Together, here we are, si prepara a rilasciare la sua nuova fatica discografica, che uscirà entro la fine dell’anno.

Il suo ultimo album di inediti, On, risale al 2016, nel bel mezzo della sua avventura come coach nel celebre talent show di Maria De Filippi, Amici. Molti suoi fan di vecchia data sono stati delusi per la svolta commerciale presa dalla cantante, che in compenso, nonostante tutto, ha dimostrato per l’ennesima volta di saper stare al passo con i tempi e di essere un’artista versatile, caratteristica non comune nel panorama musicale.

L’inedito rilasciato ieri si discosta però dal materiale che la cantante originaria di Monfalcone ha proposto negli ultimi anni e la vede ritornare all’italiano, lingua che ha spesso messo in disparte a favore dell’inglese. Inoltre, come feauturing d’eccezione ha scelto nientemeno che Francesco de Gregori, che a distanza di 17 anni torna a collaborare con un’artista femminile.

Risale difatti al 2001 la sua ultima collaborazione con una cantante donna, ovvero Fiorella Mannoia nel brano L’uccisione di Babbo Natale.

Quelli che restano è una ballad in crescendo, scritta dalla stessa Elisa, che dimostra una maturità inedita per la cantante di Broken. È De Gregori a cantare la prima strofa, a cappella, seguito da Elisa. Le voci dei due artisti si alternano nel corso del pezzo per poi congiungersi ed esplodere nel finale.

Con questa canzone la cantante friulana invita a non mollare nella vita, a continuare nonostante gli errori e le cadute, per raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni e diventare alla fine cercati ed apprezzati da coloro che dapprima non credevano in noi, siamo noi quei pazzi che venite a cercare.

Il video è stato girato al Teatro Flaiano di Roma completamente in bianco e nero, e vede i due artisti come unici protagonisti della clip, mentre intonano il brano e chiacchierano serenamente tra pianoforte, chitarra, sigarette e bicchieri di vino all’interno del teatro vuoto.

Ecco la suggestiva clip:

Di seguito il testo della canzone:

È che mi chiedevo se la più grande fatica è riuscire a non far niente
A lasciare tutto com’è fare quello che ti viene e non andare dietro la gente
È che mi perdevo dietro a chissà quale magia quale grande canzone in un cumulo di pietre
Sassi più o meno preziosi e qualche ricordo importante che si sente sempre

È che mi lasciavo trascinare in giro dalla tristezza quella che ti frega e ti prende le gambe
Che ti punta i piedi in quella direzione opposta così lontana dal presente
Ma noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano

E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali

È che mi voltavo a guardare indietro e indietro ormai per me non c’era niente
Avevo capito le regole del gioco e ne volevo un altro uno da prendere più seriamente

È che mi perdevo dietro a chissà quale follia quale grande intuizione tra piatti sporchi e faccende
Tra occhi più o meno distanti e qualche ricordo importante che si sente sempre
Ma noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali
E più di una volta e più di un pensiero è stato così brutto da non dirlo a nessuno

Più di una volta sei andato avanti dritto dritto sparato contro un muro
Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno

Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno
Siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li perdono e sulle autostrade così belle le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici e selvatici selvatici
Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni
Quelli che di notte luci spente e finestre chiuse non se ne vanno da sotto i portoni
Quelli che anche voi chissà quante volte ci avete preso per dei coglioni
Ma quando siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare

 

Vedremo che direzione deciderà di prendere Elisa con l’album, se deciderà di stupirci come ha fatto con L’anima vola, pubblicando un disco di soli brani in italiano, oppure un misto di brani in inglese, lingua da lei prediletta da sempre, e nella madrelingua.

Voi cosa ne pensate del brano? Secondo voi che sound avrà il nuovo lavoro della cantante di No hero?

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