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Eurovision: la Russia monta un caso mediatico per la vittoria dell’Ucraina

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Jamala (MAJA SUSLIN/TT/AFP/Getty Images)

Come da copione, a poche ore dalla fine dell’Eurovision Song Contest sono già esplose polemiche relative alla canzone vincitrice. Quest’anno, ormai lo sapere tutti, non ha vinto la classica hit dance alla “Euphoria”, il brano etnico alla “Only Teardrops” , ma nemmeno la canzone avente dietro di sé il personaggio forte come avvenne quando a portarsi il trofeo a casa fu Conchita Wurst.

Quest’anno la vittoria è infatti andata all’ucraina Jamala ed al brano “1944”, un pezzo dedicato una strage ad opera del dittatore russo Stalin che si è svolta appunto in Ucraina, e nella quale morì anche la nonna dell’artista. Nonostante anche il concorrente russo si sia qualificato terzo, arrivando dunque ad un passo dalla vittoria, non poteva non nascere una polemica relativa alle motivazioni che hanno portato alla vittoria del brano.

Per vincere la prossima edizione del festival Eurovision servirà una canzone contro “il sanguinario” presidente siriano Bashar al Assad

ha dichiarato ad esempip la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Il vice premier russo della Crimea Rusian Balbek ha invece pronunciato le seguenti parole:

Oggi anche se sei il più grande vocalista al mondo, la tua cittadinanza russa ti impedisce l’accesso al primo posto. Inoltre, sembra che Jamala stia seguendo le orme di Ruslana. La vittoria all’Eurovision, i balli a Maidan, l’isteria antirussa, una posizione polemica. In un paio d’anni nessuno si ricorderà di questa cantante.

Con quest’ultima frase si fa riferimento a Ruslana Lyžyčko, artista ucraina che vinse l’Eurovision nel 2004 con una canzone simile, e che essendo ricordata a 12 anni da allora non sembra poi essere stata davvero dimenticata.

Ora, che il brano abbia vinto principalmente per il significato del testo è cosa ovvia, ma francamente: c’è forse qualcosa che non va in questo? Finché a lamentarsi sono i russi, ovviamente toccati dalla vicenda, possiamo anche farcene una ragione, ma il fatto che ci stupisce è l’accanimento di molti fan dello stesso Eurovision contro la canzone vincitrice.

Probabilmente, si è così abituati a brani che apprezziamo solo grazie alla produzione, magari senza capire nulla del testo, per riuscire a capire che la musica dovrebbe servire anche per veicolare messaggi, per comunicare il proprio io interiore attraverso un testo che derivi dalle proprie idee e dalla propria esperienza, ed è davvero così scandaloso che per una volta vinca un brano con un testo importante e ricco di significato piuttosto che una canzone dal ritmo facile e con un testo ben fatto ma comunque senza un grande spessore?

Nel dubbio, non ci rigustiamo questa splendida canzone…

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