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Hudson Mohawke ft French Montana, Future, Pusha T & Travi$ Scott – Chimes | remix

AGGIORNAMENTO. Hudson Mohawke rilascia un particolare video per il remix di “Chimes”, che potete vedere esclusivamente sul suo sito ufficiale, cliccando su questo link. Potete divertirvi tirando le immagini, mentre in sottofondo ascoltate la canzone.

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Hudson Mohawke è un DJ e produttore house scozzese, salito alla ribalta più che altro l’anno scorso con alcune produzioni in “Yeezus” di Kanye West (nel singolo “Blood on the Leaves” e nella controversa “I am God”, ma citabile anche per la sample in “New Slaves”), sebbene avesse già prodotto precedentemente nella compilation della G.O.O.D. Music, “Cruel Summer” (“To The World”, “Mercy” “The One”e “Bliss”). Il ragazzo è stato messo sotto contratto con la G.O.O.D. Music in veste di produttore, mentre continua a rilasciare musica via l’indipendente Warp Records.

A fine settembre, Ross Birchard, questo il suo vero nome, ha pubblicato l’Ep “Chimes”, contenente l’omonimo singolo, rilasciato a giugno e che ha ottenuto un discreto successo. Al fine di promuovere ulteriormente questa base, viene rilasciata una versione cantata del brano, che raccoglie i rapper , , e Travi$ Scott.

 

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Future ci introduce alla canzone con il suo solito ritornello in autotune (che trovo abbastanza fastidioso). Quando entriamo finalmente nella canzone, troviamo Pusha T, i cui versi sono gli unici che faccio salvi, assieme alla base che, seppur non rientri pienamente nel mio genere, è abbastanza immediata.

Visti i quattro rapper, il remix è sicuramente rivolto al mercato americano. Anche se non la sentiremo mai in Italia, voi come la trovate?

5 commenti

DONKERMAG 21 Novembre 2014 at 16:15

Chi scrive questi articoli è davvero incompetente.

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Giuseppe Fumarola 21 Novembre 2014 at 20:13

Potrebbe.. Qual è il problema?

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DONKERMAG 22 Novembre 2014 at 14:47

Sostanzialmente due:
1. Mohawke è tutto fuorché un produttore house.
2. Mi sembra sbagliato che l’autore dell’articolo faccia le proprie considerazioni sull’oggetto stesso dell’articolo. Credo sia “giornalisticamente” sbagliato.

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Giuseppe Fumarola 22 Novembre 2014 at 19:13

Ok ammetto che al posto di house avrei dovuto usare la parola elettronica. Su questo faccio mea culpa.Non è esattamente il mio genere, quindi ammetto l’ignoranza.
Per quanto riguarda il mio stile, non sono un giornalista, nè pretendo di esserlo. Scrivo per passione e, per quanto ami l’hip-hop e lo consumi, non potrei mai entrare nelle questioni prettamente tecniche. Mi concentro su alcuni punti che trovo più interessanti, quali possono essere il testo o la particolarità di una base, mentre è il lettore che poi deve farsi la propria idea ascoltando la canzone, l’unica ad essere “oggettiva”. Tra l’altro, leggendo vari siti americani del genere, ho notato come la maggior parte di essi adotta lo stesso approccio che uso io.

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DONKERMAG 23 Novembre 2014 at 02:02

Sul secondo aspetto sono in parte d’accordo, ma credo che un lettore poco informato sul genere e sul tipo di artista possa essere influenzato anche dal minimo gusto stilistico dell’autore. È per questo che credo sia più indicato rimanere imparziali su un argomento nel momento in cui si scrive, per esprimere le proprie impressioni e i propri feedback ci sono i commenti 🙂

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