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I Grammy Awards favoriscono i bianchi? Il presidente risponde alle accuse

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E’ passata quasi una settimana dalla cerimonia dei Grammy Awards ma le polemiche riguardo l’assegnazione di alcuni premi non si sono ancora del tutto placate.

E’ così, sebbene gli stessi artisti si siano scambiati complimenti pubblici per le reciproche vittorie e nessuno dei presenti si sia fatto avanti per manifestare dubbi o perplessità sulla correttezza delle decisioni prese dalla Recording Academy, la giuria di professionisti del settore che si riunisce annualmente per scegliere a chi assegnare le ambite statuette, anche quest’anno non sono mancate le polemiche esterne, scatenate in primis dai fandom degli artisti per così dire snobbati e da alcune comunità sentitesi messe in secondo piano.

Il problema più grande di questa edizione sembra essere il dominio assoluto di nelle 3 categorie più importanti, Album, Canzone e Record dell’anno. Questo ha mosso non poche accuse di razzismo nei confronti dell’Academy, colpevole di aver troppo spesso favorito artisti bianchi nei 59 anni di storia dei Grammys.

Beyoncé, Chance The Rapper e hanno sì conquistato i loro premi, ma per categorie che l’accusa considera ben minori rispetto a quelle in cui ha trionfato Adele. E che dire di e , che sono addirittura rimasti a bocca asciutta? Il motivo, secondo molti, sarebbe proprio il colore della pelle, quindi “penalizzati” perché neri, a favore di Adele, bianca.

Insinuazioni di razzismo pesantissime che hanno necessitato dell’intervento del direttore dell’Academy, Neil Portnow, che ha così risposto, includendo nel discorso anche un chiaro riferimento alle accuse di (QUI):

“E’ più che altro gusto personale, quindi a queste accuse infondate posso solo rispondere che i risultati riguardano nient’altro che la musica, di certo non la razza.

Come organizzazione veniamo da un lungo cammino, certamente noi per primi non siamo soddisfatti di dove siamo arrivati ora, ma c’è bisogno di più partecipazione di tutti (gli artisti) per lavorare di più e meglio. E’ così che funziona la democrazia.

Alcuni dei commenti che ho letto arrivano da chi non ha ben chiaro come funzionano le cose. Un conto è essere un critico, un altro è unirsi e votare ed essere parte del cambiamento che si vuol vedere.
Posso capire che alcuni si siano sentiti tagliati fuori, ma è molto semplice: partecipate e votate, così siete parte della conversazione. Noi per primi incoraggiamo questo, ne abbiamo bisogno e siete i benvenuti”

Secondo voi parlare di razzismo in questo caso è esagerato o il monopolio di Adele fa pensare che qualcosa di losco sotto ci sia?

Purtroppo la verità è che in queste occasioni le polemiche ci sono e ci saranno sempre e comunque. Se avesse vinto tutto Beyoncé avrebbero detto che i premi sono stati comprati, se avesse vinto un altro/a il problema sarebbe stato un altro ancora.

2 commenti

MicheleT 18 Febbraio 2017 at 00:10

Io capisco la frustrazione dei cantanti di colore e dei loro fan.. c’è anche da dire che però, e non me ne voglia nessuno, questi artisti fanno generi abbastanza di nicchia (forse Beyoncé, Jason derulo e pochi altri riescono a farsi apprezzare da un pubblico di gusti diversi).. con questo non metto in dubbio la qualità dei loro lavori (e dovrebbe essere valutata più che altro quella) ma alla fine la musica è più complicata del solo aspetto tecnico che si può notare.. la musica è soprattutto trasmissione di emozioni, di messaggi ed è anche orecchiabilità, memorabilità.. nella gran parte tutte queste caratteristiche è più facile trovare in lavori pop e visto che chi vota tiene conto anche di queste cose, be’, allora il voto è più verosimile che converga verso quelli artisti.. ma ripeto, anch’io ammiro e adoro opere di altri generi che penso meritino di ricevere quei premi ma il voto è democratico, la maggioranza vince e credo che la maggioranza ragioni in quel modo..

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Navy_Kpop_Swift 17 Febbraio 2017 at 22:06

Se avesse vinto Drake invece sarebbero stati sessisti secondo loro…ma che cavolate

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