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In viaggio verso l’Eurovision Song Contest 2015 – Quarta parte

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Siamo arrivati alla fine di questo percorso verso la manifestazione musicale più importante d’Europa, l’Eurovision Song Contest.

Spero di aver suscitato curiosità e interesse nei confronti dell’evento, uno spettacolo completo, con musica rigorosamente dal vivo in cui ogni paese del Vecchio Continente  presenta una parte di sé al grande pubblico europeo.

Durante questo viaggio non mi era ancora soffermato sullo slogan della 60a edizione del festival. Il motto di quest’anno è Building Bridges, ossia “Costruendo Ponti”: credo che non si sarebbe potuto mai trovare un tema che rispecchiasse così bene uno dei fini della musica, ossia quello di unire diverse culture al di là di qualsiasi disuguaglianza.

Detto questo, ricordo rapidamente gli appuntamenti televisivi in prima serata:

  • 18 maggio 2015, Rai 4, ore 22.40, Eurovision Song Story (speciale dedicato all’evento)
  • 19 maggio 2015, www.eurovisionsongcontest.rai.it, prima semifinale in diretta con audio originale
  • 20 maggio: Prima semifinale in differita col commento di Marco Ardemagni e Filippo Solibello
  • 21 maggio 2015, Rai 4, Seconda semifinale sempre col commento dei suddetti (inoltre, in questa occasione l’Italia avrà la possibilità di televotare i suoi preferiti)
  • 23 maggio 2015, Rai 2 e Rai HD, Finale col commento di Federico Russo e Valentina Correani (sarà possibile seguire l’appuntamento finale anche in lingua originale con l’opzione doppio audio)

EurovisionsongcontestVienna

Adesso presentiamo l’ultima decina di brani di questa edizione dell’Eurovision Song Contest.

Azerbaigian: Elnur Hüseynov – Hour Of The Wolf

Il paese caucasico porta un brano pop in inglese in grande stile grazie anche alle capacità vocali del rappresentante azero. Elnur ha già partecipato all’ESC nel 2008 in duetto col connazionale Samir Javadzadeh e per l’occasione i due avevano assunto il nome di “Elnur e Samir”.

Il brano è stato scelto internamente dall’emittente televisiva azera che si augura possa ottenere risultati migliori rispetto al deludente 22o posto raggiunto da Dilara Kazimova con Start A Fire.

Belgio: Loïc Nottet – Rhythm Inside

Dopo la mancata qualificazione alla finale di Axel Hirsoux e della sua ballata Mother, il Belgio propone qualcosa di diverso. Si tratta di un brano alternative-pop eseguito da un ragazzo giovanissimo, classe 1996, che lo scorso anno si qualificò secondo nella seconda edizione di The Voice Belgique.

https://youtu.be/xV2b3L1K6_c

Armenia: Genealogy – Face The Shadow

L’anno passato Not Alone di Aram Mp3 era tra i brani favoriti alla vittoria ,e,infatti si è avvicinato molto all’ambito trofeo classificandosi quarto. Quest’anno, invece, l’Armenia unisce le forze e schiera un gruppo di rappresentanti di origine armena provenienti dai cinque continenti con l’aggiunta di un cantante prettamente armeno.

Il brano ha subito un cambio di titolo in seguito alle critiche da parte della rappresentanza azera e turca che aveva visto nel pezzo e nel video del rimandi alla drammatica vicenda del genocidio armeno. Don’t Deny era il titolo iniziale, percepito come un chiaro richiamo al riconoscimento della strage. Ad ogni modo, la delegazione armena continua a negare qualsiasi riferimento specifico.

Cipro: John Karayiannis – One Thing I Should Have Done

La piccola isola del mar Mediterraneo ritorna all’ESC dopo un anno di pausa.Infatti, Cipro torna a gareggiare dopo il risultato deludente ottenuto da Despina Olympiou e la sua An Me Thimasai che due anni fa si fermò in semifinale.

Questa volta il cantante cipriota tenterà la qualificazione con un brano lento in lingua inglese. Giannis, divenuto John per l’occasione eurovisiva, aveva già cercato di rappresentare il suo paese nel 2007 e nel 2008 partecipando alla finale nazionale della versione per piccoli dell’ESC, meglio conosciuta come Junior Eurovision Song Contest.

Romania: Voltaj – De la Capăt / All Over Again

Tra una moltitudine di canzoni in lingua inglese spunta la Romania con un brano bilingue eseguito dalla band Voltaj.

In realtà, anche il pezzo romeno inizialmente doveva essere cantato interamente in lingua inglese ma, in seguito alle proteste di numerosi romeni, contrari alla penalizzazione della loro lingua, il gruppo ha deciso di gareggiare con questa versione.

Ormai sono sempre di meno i paesi che decidono di mettersi in gioco con pezzi interpretati nella propria lingua, convinti che l’inglese possa far arrivare il messaggio della canzone a più persone. Speriamo che la scelta dei Voltaj sia riveli vincente.

Lo scorso anno il duo formato da Paula Seling e Ovi finì al 12o posto col brano Miracle.

Germania: Ann Sophie – Black Smoke

Facendo parte dei Big 5, la Germania deve riscattarsi dal 18o posto ottenuto dalla band Elaiza col brano folk Is It Right. Quest’anno la rappresentante tedesca è una donna ed il suo è un buon pezzo pop-soul perfetto per le radio.

In realtà, Ann Sophie non ha vinto la selezione nazionale tedesca per l’ESC ma ha avuto la possibilità di partecipare grazie al ritiro di Andreas Kümmert, che aveva trionfato nella trasmissione Unser Song Für Österreich con la canzone Heart Of Stone.

Serbia: Bojana Stamenov – Beauty Never Lies

Così come Cipro, anche la Serbia torna in gara dopo un anno di pausa.

la mancata qualificazione in finale delle Moje 3 e del loro pezzo dance Ljubav Je Svuda nel 2013 fu probabilmente un colpo duro da digerire ma quest’anno il paese balcanico sembra in cerca di riscatto. Il titolo originale del pezzo era Ceo Svet Je Moj ed il testo era interamente in lingua serba; ecco così l’ennesimo paese che cerca un riscontro positivo giocando la carta dell’inglese.

Ungheria: Boggie – Wars For Nothing

L’Ungheria cambia registro rispetto allo scorso anno con un brano più lento e dall’importante tematica visibile chiaramente nel titolo. Nella passata edizione, il cantante ungaro-americano András Kállay-Saunders aveva proposto un pezzo che trattava una questione altrettanto significativa, riguardante le vittime di abusi.

Il brano Running, dai sapori pop&B, aveva raggiunto un ottimo 5o posto in finale. Vedremo come se la caverà Boggie.

Svizzera: Mélanie René – Time To Shine

Paese confinante con la nazione ospitante, la Svizzera propone una voce femminile dopo la scelta maschile di Sebalter e il suo brano folk Hunter Of Stars, canzone che passò la semifinale e si piazzò al 13o posto.

La cantante svizzera, originaria delle isole Maurizio, è chiamata a reggere il confronto col suo connazionale, ma sarà difficile fare meglio.

Montenegro: Knez – Adio

Concludiamo la rassegna delle canzoni partecipanti a questa edizione dell’Eurovision Song Contest col Montenegro. Il paese balcanico lo scorso anno ha raggiunto un po’ a sorpresa la finale grazie a Sergej Ćetković ed alla sua Moj Svijet. Il brano è riuscito a piazzarsi al 19o posto ed è diventata la proposta montenegrina di maggior successo in tale competizione.

Quest’anno è la volta di un nuovo brano in lingua montenegrina eseguito da un’altra voce maschile, quella di Knez. Che stavolta gli europei vogliano premiare il ritorno della Serbia e lasciare il Montenegro fuori dalla gran finale?

Il nostro viaggio verso l’Eurovision Song Contest 2015 è terminato! Chiaramente tutti noi facciamo il tifo per la nostra Italia e il talentuoso trio del Volo in gara col brano Grande Amore.

Quali sono le canzoni che preferite? Ce n’è una che spicca su tutte? Di seguito vi segnalo la mia personale top 10; se ne avete una anche voi, condividetela! Buon Eurovision Song Contest a tutti voi!

  1. Albania
  2. Australia
  3. Norvegia
  4. Spagna
  5. Italia
  6. Repubblica Ceca
  7. Francia
  8. Estonia
  9. Romania
  10. Lettonia

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