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Industria musicale in crisi? Il Regno Unito sta iniziando ad uscirne…

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Spesso sentiamo parlare di una crisi senza fine per il mercato musicale. Sono anni che questa voce circola sia sul web che sui giornali. Ma è davvero così? Già in passato vi avevamo parlato del mercato del vinile e della sua continua crescita in questi anni (Qui per maggiori informazioni), ma adesso è il momento di dare un’occhiata più da vicino ad una delle industrie musicali più forti di sempre: quella inglese. Da quattro anni a questa parte viene pubblicato ogni anno il report “Measuring Music” per Uk Music, una delle organizzazioni principali della discografia anglosassone. Questo breve scritto mostra l’impatto e l’influenza della musica sull’economia globale della Gran Bretagna. E, detto senza troppi giri di parole, i discografici britannici hanno davvero da festeggiare: il 2015 per loro è stato un successo enorme!

Nella classifica degli album di fine anno ben 5 posti nella top 10 sono stati occupati da artisti inglesi. Stiamo parlando di Adele, Coldplay, Sam Smith, One Direction e Ed Sheeran. Inoltre, come prevedibile, viene confermato un traguardo notevole per la cantante di “Hello”: il suo terzo album ha venduto ufficialmente 20 milioni di copie dalla data del suo rilascio, raggiungendo i 10 dischi di platino in UK (attualmente il disco si attesta sulle 3,1 milioni di copie in territorio inglese).

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Anche i dati economici mostrano una situazione rosea: solo lo scorso anno l’intera industria ha generato oltre 4 miliardi di sterline di introiti e 2,2 miliardi di esportazioni. Mentre ben 24 milioni di persone hanno assistito ai concerti tenuti sul territorio dai singoli performers, quasi 4 milioni di persone hanno partecipato ai vari festival nazionali.

Ma non è finita qui: infatti l’industria musicale si è rivelata molto florida anche per i posti di lavoro. Dal 2012 al 2015 il personale è aumentato con una percentuale dell’11%, arrivando ad avere 119mila addetti (produttori, songswriters, staff di vario tipo, ecc..) e superando diverse altre sezioni dell’economia. Segno positivo anche il tanto chiaccherato streaming e la piattaforma Youtube,il principale strumento con il quale il pubblico inglese ascolta la musica. Resta però aperto il problema del pagamento dei diritti agli artisti, ancora bassi.

E voi cosa ne pensate di questi numeri?

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