Rnbjunk Musica
Gossip notizie video recensioni e traduzioni dei tuoi cantanti preferiti

Justin Bieber ed il ridimensionamento di Purpose su Metacritic, meglio tardi che mai?

0 11

JB1-1125x635

Come molti di voi sapranno, il sito Metacritic accoglie le recensioni dei critici sui nuovi progetti discografici man mano che vengono rilasciati, si va da testate giornalistiche a siti specializzati in musica. Facendo la media tra i voti assegnati nelle singole recensioni (che possono essere anche estremamente diversi tra loro, persino opposti, e ciò dimostra che per quanto se ne dica alla fine dei giochi è sempre il gusto soggettivo a far da padrone, sempre che non subentrino commissioni varie) si arriva a formulare un numero intero che va da 1 a 100, e che in genere indica quello che dovrebbe il valore del lavoro da un punto di vista qualitativo, sulla base del giudizio di esperti del settore.

Ci sono stati in passato dei casi clamorosi di album dalle indubbie qualità (un esempio fra tutti Stripped di Christina Aguilera, che non ha raggiunto la sufficienza, fermandosi a 55) ai quali non è stata resa giustizia da questo sistema, ed al contrario album bruttini o brutti che si ritrovano ad avere un voto che va dal 70 all’80. Pensiamo ad esempio a Blackout di Britney, altro disco che pur essendo considerato da molti (anche dalla maggioranza di voi lettori di RNBJunk) il miglior album della Spears non sia riuscito neanch’esso ad arrivare alla sufficienza, probabilmente a causa del periodo nero che Britney stava attraversando (alla faccia dell’obiettività e della professionalità). Un altro esempio da citare è sicuramente Chris Brown, i suoi due album pre-incidente Rihanna hanno voti decisamente positivi, al contrario dei successivi, nonostante uno di questi abbia addirittura vinto un Grammy.

Parlando di Justin Bieber, se avete letto la nostra recensione di Purpose (la trovate QUI), saprete che noi lo consideriamo un prodotto mediocre, confezionato male e cantato peggio, con un interprete purtroppo eccessivamente carente a livello vocale. Capita spesso che quando pubblichiamo una recensione riceviamo delle proteste anche molto animate da parte dei fan più estremisti di un cantante, ai quali proprio non va giù che qualcuno dica qualcosa che possa minimamente toccare il proprio idolo.

Spesso come arma si utilizza proprio Metacritic, sfruttando il fatto che album mediocri riescano spesso ad ottenere una media alta sul sito, attaccandoci ferocemente e definendoci incompetenti (come se questa media non fosse poi il risultato di voti, tra i quali figurano anche delle insufficienze, assegnate da “esperti”).

“Non capite niente, l’album di Justin sta venendo accolto bene dalla critica”

Ed in effetti, nelle prime settimane (quelle più importanti per le vendite), il disco di Justin aveva un punteggio dal 70 al 75, ottimo. Peccato che a distanza di mesi, ora la situazione sia notevolmente cambiata, ed il voto sia sceso drasticamente a 63 (poco più che sufficiente).  Fatta eccezione per l’album natalizio dunque, se dovessimo prendere per verità assoluta il voto di Metacritic, “Purpose” sarebbe il peggior album di Justin Bieber qualitativamente parlando finora rilasciato. 

Un epilogo abbastanza esilarante, chissà se i suoi fan ora considereranno ancora oro colato quel semplice numero, che dovrebbe essere solo indicativo. Basterebbe aprire le proprie orecchie, o se proprio le si vogliono tenere chiuse, quantomeno rispettare le opinioni altrui, dato che le recensioni nascono soprattutto da opinioni, quelle dei critici e quelle dei “poveretti”, come noi.

Get real time updates directly on you device, subscribe now.