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Katy Perry svela com’è nata Rise e parla del nuovo album

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Uno dei comeback più attesi di questo autunno, assieme a quello ormai ufficiale di Lady Gaga (QUI per scoprire il titolo del lead single), è senza ombra di dubbio quello di Katy Perry. La popstar è tornata a sorpresa un mese fa rilasciando Rise, singolo che però, come ben saprete, non farà parte della tracklist del suo nuovo album in quanto realizzato come colonna sonora per la tv statunitense delle Olimpiadi di Rio (QUI per il video ufficiale).

Rise certamente non sta rispettando le aspettative per quanto riguarda vendite e classifiche; aspettative altissime dovute al fatto che, in tutte le sue precedenti ere, i singoli della cantante si sono rivelati successi in tutto e per tutto. Un’accoglienza fredda (per non dire gelida) dovuta anche ad un sound diverso, più maturo, non in linea con l’”effetto tormentone” di hit come Roar o California Gurls. Nulla di preoccupante in vista del comeback vero e proprio, perché certamente il lead single della nuova era sarà qualcosa di più immediato e forte, qualcosa di scoppiettante che saprà esplodere nelle radio.

In ogni caso, Katy ha parlato di Rise e del nuovo progetto in un’intervista rilasciata al sito web Mashable, che l’ha raggiunta in primis per parlare del suo successo sui social (QUI per il record raggiunto su twitter).

Per quanto riguarda Rise:

“E’ una canzone che era dentro di me come un vortice. E’ un po’ come la storia della fenice, della rinascita. Rialzarsi e trovare una forza interiore ancora e ancora, è come un inno che accompagna tutta la vita. Anni fa avevo provato a scriverla ma non funzionava, non era uscita nel modo giusto. Quando l’organizzazione delle Olimpiadi ci ha contattati era già scritta per metà quindi l’ho ripresa in mano”.

Ha poi aggiunto:

“Non devo sempre necessariamente uscire con un certo tipo di canzoni come singolo nel bel mezzo dell’estate. Non doveva essere per forza qualcosa con il quale sarei partita per il mio prossimo disco, ma sembrava rappresentare al meglio lo spirito degli atleti. Sentivo che le due cose si abbinavano davvero bene. 
Mi sono presa il mio tempo per completare questo brano e semplicemente lo volevo come una sorta di ponte, qualcosa adatto ad un film o qualcosa di simile; le Olimpiadi mi sono sembrate perfette, calzavano alla perfezione”.

Alla domanda se il nuovo album sia paragonabile a Prism risponde:

“E’ troppo presto per definirlo. Voglio che sia la musica poi a definirlo nel momento in cui uscirà”.

Che ne pensate di queste dichiarazioni?

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