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Kendirck Lamar: la droga “non è così cool”

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Dalla nascita dell’hip-hop, molti artisti hanno basato la loro carriera sulla droga: prendete Jay-Z e Pusha-T, che raccontano della loro carriera di spacciatori, e artisti come Snoop Dogg, Chief Keef, Tyga e Lil Wayne  (per citarne solo alcuni) che hanno cantato e cantano ancora l’esaltazione della droga. C’è però chi, finalmente, vuol dire stop a questa cultura poco costruttiva.

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I più attenti avranno notato che alla fine dell’ultimo video di Kendrick Lamar, “B*tch don’t kill my vibe”, appare la scritta “Death to Molly”. Molly, o Mandy, è il nome comune dell’ecstasy o MDMA e proprio ieri, ai microfoni di MTV, il rapper di Compton ha spiegato questa scritta. “A volte ci sono delle mode che non sono davvero così belle. Potresti trovare degli artisti che rappresentano queste mode e che non hanno realmente quello stile di vita e quindi comunicano il messaggio sbagliato. E diventa più o meno trito e ritrito dopo un po’. Si tratta di mantenere l’hip-hop originale e scacciare la banalità. Quando tutti consapevolmente usano questo termine o questa espressione nelle canzoni, annacquano la cultura. Quindi è proprio il tempo di andare avanti.”

 

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La ricerca del rinnovamento nell’hip-hop è una questione molto spigolosa, dato che la maggior parte degli artisti è ancorata ai cliché del genere. Il primo passo in avanti l’ha fatto Jay-Z quando, dopo la nascita della figlia Blue Ivy, annunciò che non avrebbe mai più usato la parola “bitch” nelle sue canzoni. Adesso Kendrick Lamar propone una nuova riflessione, che speriamo possa portare presto ad ampi consensi.

 

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