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Lana Del Rey: Showcase a Milano (mini recensione)

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Da qualche giorno a questa parte abbiamo spesso cinguettato degli status riguardanti la nuova rivelazione del 2012: Lana Del Rey.  La cantante americana ha pubblicherà questa settimana in Italia il suo primo album sotto major label, intitolato “Born To Die”. Per promuovere il progetto questa artista già conosciutissima nel web è volata a Milano, ed abbiamo avuto il grande onore di poterla ascoltare in uno showcase intimo, dove, accompagnata da un pianoforte, ha voluto mostrare tutto il suo squisito talento artistico e la sua raffinatezza vocale.

Il soffio gelido dell’inverno quest’anno si è fatto attendere. Sabato 28 gennaio veniamo invitati al Massive Arts Studios di Milano, un cielo plumbeo ed una pioggia delicata e fredda ci accompagnano per trovare la location. Ultima sigaretta, e veniamo accolti. Questa volta in pochi hanno avuto il piacere di partecipare all’evento organizzato dalla Universal Music, e tra blogger, giornalisti, reporter, ci si scruta, a volte con aria di sfida o curiosità.

Dopo alcuni minuti d’attesa veniamo chiamati nel piccolo studio di registrazione, dove fa bella mostra di se un pianoforte a coda, illuminato da luci soffuse da salottino. Trenta posti a sedere circa, ci disponiamo come buoni soldatini ordinatamente, come al cinema, aspettiamo l’inizio dello spettacolo, scambiandoci le ultime battute.

Poi all’improvviso eccola entrate da dietro, Lana finalmente, con un passo delicato ma deciso allo stesso tempo, si volta a destra ed a sinistra per analizzarci. Non ha ancora aperto bocca, non è ancora arrivata al microfono, eppure repentinamente pare di venire rimbalzati indietro nel tempo, in un film a colori sbiaditi di fine sessanta.

Figura slanciata e longilinea, capelli vaporosi ramati con una riga in mezzo che le delinea il viso truccato alla perfezione ma senza eccessi,  sicuramente ritoccato qua e la. Tubino corto nero in pizzo, senza scollatura, castigato sopra, che però evidenzia delle bellissime gambe. Noto da subito la sua catenina con crocifisso molto discreta, quasi a celebrare una fede molto tradizionale ed intima.

Applausi per la sua entrata, e con voce esile e timida, ci saluta e ci ringrazia, senza dilungarsi troppo però, per poi dare le sue istruzioni al pianista.  Dalla sua entrata e dall’atmosfera che si è creata siamo certi che non ci troviamo di fronte alla prima ragazzina di turno che tenta di fare il colpaccio nelle classifiche con delle hit facili.

Non poteva non aprire il suo set con “Born To Die”, il brano che sta attualmente facendo grandi progressi nelle charts internazionali. La sua vocina esile, quasi da bambolina, si trasforma subito in qualcosa di magico, che crea atmosfera, una voce dipinta di colori malinconici, sbiaditi, vissuti ma genuini. Non ti stende, non ti acchiappa a piene mani il cuore, ma certamente ti ipnotizza, ti strega, la davanti a noi come un cobra incantatore, offre una performance del suo cavallo di battaglia di tutto rispetto, che mi fa ricredere su tutte le maldicenze lette sul web riguardo alle sue esecuzioni live.

Ondeggia qua e la, con passi misurati e delicati, guardando il vuoto, e raramente il suo pubblico così vicino. Intona “Blue Jeans”, quasi chiedendo il permesso al suo pianista, altrettanto bravo. Si entra nelle atmosfere crude del brano, l’aria si fa ancora più intrigante, e lei sembra a tratti consapevole del suo potere, a tratti intimidita dalle attenzioni da parte nostra. Non è raro vederla toccarsi i capelli, con le unghie lunghissime, da panterona, in stile americano.

“Off To The Races”, si passa ad un brano un po’ più movimentato, Lana non può vantare una grande estensione vocale, ma in questo live ha dimostrato di sapere modulare la sua voce in maniera pregevole, ed ha una naturale predisposizione a sedurci con una teatralità sul palco che lascia basiti. La sua voce segue sempre le emozioni che questa artista vuole trasmettere, valori musicali quasi sempre dimenticati se si guarda al mainstream odierno.

Dopo l’ennesimo convinto scroscio di applausi, Lizzy ci chiede se vogliamo ascoltare la sua “Video Games”, e la mini-platea di lascia andare ad uno “Yes” convintissimo. Appena partono le note del suo primo singolo estratto da “Born To Die”, comincia a salire un brivido dalla schiena. Un fascino incredibile, la riscoperta di sensazioni musicali perdute, rare e preziose. Mi sveglio da questo mondo incantato, e mi rendo conto di ritrovarmi davanti una ragazza del 1986, con un magnetismo incredibile, e mi rituffo subito coccolato dalla sua mirabile interpretazione.

Il mini set si conclude con la sensuale “Million Dollar Man”, uno dei miei brani preferiti del disco. Esecuzione impeccabile, conturbante, e buon controllo vocale senza strafare come in altri live visti in precedenza.

Mi faccio mille domande su questa ragazza, la sua timidezza contrasta con la sicurezza delle sue melodie e dei suoi testi, la sua immagine plastificata da femme fatale contrasta con degli occhi che esprimono riservatezza e candore giovanile. Non c’è dubbio, mi trovo davanti ad una piccola Dalidà, assolutamente incredibile in un epoca musicale fatta di eccessi, volgarità e rumore.

A conclusione del set, come una bambina che ha rubato la marmellata, e quasi inconsapevole del fascino raro che ha lasciato nella stanza, Lana ringrazia, si congeda con un arrivederci alle interviste.

Io personalmente ho seguito dal Web questa nuova rivelazione della musica, di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi. Ho visto i suoi video, ho sentito alcuni suoi brani, trovando grande slancio creativo nel suo lavoro, ma rimanevo assolutamente scettico riguardo alla sua credibilità nei live, ed alla sua reale genuinità come artista, visti i gossip che la coinvolgevano riguardo a pezzi rifatti e padre ricchissimo.

Ebbene, mi sono completamente ricreduto, è stato veramente un grande onore vederla così da vicino, e sentire i suoi brani cantati con tale pathos.

Ma non è tutto, il bello deve ancora arrivare, abbiamo avuto l’occasione di conversare 20 minuti con Lana, state sempre e comunque collegati su RNBJUNK.com, che in settimana ve la postiamo con tanto di traduzione in italiano….