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Ne-Yo – R.E.D. | Recensione Album

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Quinto album anche per il cantante, autore e produttore Ne-Yo. Sono passati appena due anni dall’ultimo disco “Libra Scale”, e Ne-Yo sembra aver capito bene che non bisogna più aspettare troppi anni tra un disco e l’altro, ed approfittare subito della notorietà ottenuta, anche in chart più ampie come quelle Pop che l’hanno visto trionfare con brano come “Closer” e “Beautiful Monster”.

Come altri maschietti della musica R&B (Usher e Chris Brown), anche Ne-Yo ha seguito una sorta di evoluzione, obbligata per rimanere rilevanti a livello internazionale, puntando spesso e volentieri su singoli che con la musica R&B hanno ben poco a che vedere. Aldilà di questa mossa eticamente discutibile, c’è il fatto che Shaffer Chimere Smith riesce ad ottenere buoni risultati anche su basi aggressive ed uptempo di vocazione dance.

Non fa eccezione nemmeno il suo nuovo disco “R.E.D” uscito lo scorso 6 Novembre, che ha trovato in “Let Me Love You” il suo cavallo di battaglia più forte, apparso già in diverse classifiche mondiali, e che mescola alla perfezione la classe e la voce di questo artista dei bpm a 128 creati appositamente dagli StarGate.

Andiamo però ad approfondire il discorso, nel vivo del disco, per scoprire se veramente Ne-Yo ha voltato completamente le spalle al suo stile e le sue origini musicali, o se ha riservato delle primizie per i suoi core-fans:

1) Cracks In Mr. Perfect: doveva essere addirittura il titolo del nuovo disco, che poi si è trasformato in R.E.D., per la felicità di The Game che qualche anno fa pubblicò The R.E.D. Album (evviva l’originalità). Cracks In Mr. Perfect è una sorta di appello a sfatare il mito del ragazzo perfetto, dell’immagine pulita che negli anni ha dato il Gentleman della musica R&B. Prodotta da Shea Taylor è una vera coccola per il suo sound disteso e rilassato, con un testo creato a doc per demolire l’immagine di “bravo ragazzo”.

2) Lazy Love: primo singolo estratto dall’album, ma manco a farlo apposta è stato un flop a livello commerciale. Un vero peccato, perchè si tratta di una perla, dove Ne-Yo tira fuori un romanticismo sensuale, una cremosità vocale, come non capitava da tanti anni a questa parte. “Lazy Love” è una perla mal recepita, ma non mi meraviglio di un risultato scarso, sappiamo bene che le parole d’ordine per il successo di un brano oggi giorno sono uptempo-dance, club, dancing, floor, e via dicendo. Il brano è una throwback track, ci si rivede proprio il Ne-Yo di “So Sick” e “Sexy Love”. Prezioso nel disco, e del quale il ragazzo dev’essere assolutamente orgoglioso, anche se incompreso dai consumatori di musica più “immaturi”.

3) Let Me Love You (Until You Learn To Love Yourself): Gli Stargate conoscono bene Ne-Yo, e proprio con lui hanno creato dei brani indimenticabili della storia recente musicale. Insieme hanno unito le forze per il secondo singolo del disco “Let Me Love You”, che si allinea perfettamente con quello che i club, le radio Pop, ed il musicbiz più gretto, richiedono dagli artisti. Rispolverando il successo di collaborazioni con Afrojack e Calvin Harris, Ne-Yo punta su questo brano dance al 100%, con un beat veloce, per conquistare il suo posto a livello internazionale, e per ora i risultati non sono mancati. Il brano è si dance, anche piuttosto pesantuccio, ma il testo della canzone è romantico, e vocalmente il ragazzo risulta prestante e piacevole. Di questi tempi, ne abbiamo sentite di peggio, e devo dire che “Let Me Love You”, seppur “obbligata”, fa la sua bella figura in questo decennio musicale.

4) Miss Right: A differenza di Guetta, RedOne, Afrojack, ed altri produttori dance, gli Stargate si sono da sempre dimostrati molto, molto versatili nelle loro produzioni, e lo dimostrano con forza in “Miss Right”, quarta traccia di questo album rosso di Ne-Yo. Un brano

Shaffer Chimere Smith

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