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Nelly Furtado – Intervista Esclusiva per RNBJUNK.com

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Una calda giornata di Giugno abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Nelly Furtado. L’artista di “Big Hoops” è uscita ieri con il suo nuovissimo album “The Spirit Indestructible”. Si tratta di un ritorno alla musica inglese dopo che aveva vinto un Latin Grammy con il suo disco in lingua spagnola “Mi Plan”.

33enne, mamma e reduce da molteplici successi, la cantante canadese di origini portoghesi si è raccontata ai nostri microfoni. Il grande carisma, la simpatia, l’umiltà e la semplicità di questa donna ci hanno letteralmente conquistati.

Ecco cosa l’intervista esclusiva di RNBJUNK.com a Nelly Furtado:


Nelly Furtado – Nelly Furtado Intervista Esclusiva per Rnbjunk.com on MUZU.TV.

Benvenuta su Rnbjunk Miss Nelly Furtado! Finalmente sei tornata! Quasi 3 anni dalla tua ultima release, e ora questo è il 5° album?

Si, il mio quinto album!

Vogliamo sapere tutto di questo album! Per prima cosa vogliamo sapere cosa traspare da questo album della tua personalità, di te… quale lato di te, c’è qualche aspetto di te in questo album?

Si! Beh, questo nuovo album è… mi piace definirlo “un amichevole pugno in faccia” perché ti colpisce e cattura la tua attenzione verso la musica che c’è dentro, i sentimenti… Perché è forte, è veloce, è .. molto giovane, è come se ci fosse un’energia senza freni in questo album, e mi piace che sia così… non è proprio “perfetto”, sai, ma ha dei momenti intensi, ha delle scariche… ed è quello che stavo cercando! Mostra molto di me a livello personale: è il primo album in cui ho sentito che la musica non era abbastanza per descrivere il significato che stava dietro i temi le canzoni e poi volevo esplorare altri mezzi per comunicare, come quello del libro, una poetica nostalgica sui temi delle canzoni, e magari anche esplorare l’utilizzo anche di altri media, per descrivere lo “spirito indistruttibile” dell’album. A livello di sonorità la musica dell’album è un po’ come un mio viaggio personale attraverso gli ultimi 5 anni o giù di li. Sei anni dall’ultimo album in Inglese, e mi sembra di ritrovare me stessa, un po’ come se tornassi alla parte di me che è quella della stessa ragazza che scrisse il mio primo album. E ci sono riuscita, mi sento la stessa persona, come se fossi ritornata a casa, a ciò che io sono davvero, dentro… Credo che sia per questo che l’album tocca anche vecchi temi – la nostalgia come in “Big Hoops”, che parla di me a 14 anni, innamorata dell’R&B e dell’Hip-Hop dei primi anni ’90, delle pareti della mia stanza con i poster delle mie star preferite…

Condividiamo lo stesso amore, sai?

Si!! Beh sai, questa è una canzone “tributo”. Ho anche una canzone che si intitola “Parking Lot” che parla proprio del fatto di stare in un parcheggio con gli amici, a far niente e a tirare mattina. Questo album è un po’ una celebrazione! Ha dentro un sacco di gioia, un sacco… ma è anche duro.

Quindi “The Spirit Indestructible” è il tuo spirito?

Si, in parte è il mio, in parte si! Si, parla di questo, perché penso che si debba fare così, penso che soprattutto nel business dell’intrattenimento non sia così facile… devi scavarti il tuo tracciato, e poi devi imparare come navigare lungo questo percorso, e poi devi trovare il modo per restare ispirato, che è complicato di per se, è dura restare ispirato, devi saper ascoltare molto il tuo cuore… Io poi ho anche incontrato un sacco di persone con uno spirito inarrestabile in questi ultimi 2 anni, voglio dire, sono abbastanza fortunata da essere stata in Africa due volte negli ultimi due anni per lavorare con “Feed The Children”, siamo stati in Kenya, e ho incontrato tutte queste ragazze, sai, in queste scuole superiori che ho visitato ed ho insegnato loro alcune delle mie canzoni, e loro adorano “Powerless” dal mio secondo album, ed è diventata il loro inno a scuola… e poi ho conosciuto un altro portavoce che lavora per l’organizzazione, che è Spencer West, che è nordamericano ma che sta scalando il Kilimangiaro pur essendo senza gambe. Quindi è come se… ho incontrato così tante persone, e ho pensato che dovevo fare un tributo a loro, sai, essere sincera a proposito di cosa mi ha ispirato davvero: perché devi cantare di ciò che ti da ispirazione, se vuoi a tua volta ispirare gli altri!

Certo. Ma c’è qualcosa che non lasceresti mai fuori dal tuo album? Da questo album ,o da qualsiasi altro album: qualcosa che in un album di Nelly Furtado ci deve assolutamente essere?

Sicuramente! Io penso che sia qualcosa che i miei fan si sono abituati ad aspettarsi da me, è sempre una specie di elemento fisso… c’è sempre quel mio lato di cantautrice, e penso che ai miei fan questo piaccia… La chiamerei quasi un “energia rock”, dove c’è un pizzico di sentimento, come una canzone struggente … sai che vogliono quel tipo di “passione”, e penso che in tutti i miei album – anche se ho canzoni funky come quelle che ho… per esempio “Loose” ha Maneater e ha Promiscuous, però poi ha anche All Good Things Come To An End, come in questo nuovo “Spirit Indestructible” ci sono canzoni come Big Hoops, High Life e Parking Lot che sono canzoni funky, ma poi c’è una canzone intitolata Believers con Bob Rock, o come Enemy con Salaam Remi che è una canzone più seria – beh penso che in ogni album, come Try in “Folklore” .. in Whoa Nelly” probabilmente era, non so, forse era “Hey Man” o qualcos’altro… Insomma in ogni album ai fan piace quella canzone che sembra essere un po’ oltre il pop, qualcosa per cui possano piangere, possano emozionarsi un po’ di più.

Qualcosa dall’anima! Ma diventare mamma come ha cambiato il tuo processo creativo e di scrittura?

Beh, è un ottima domanda, perché ha proprio cambiato tutto! Perché per il mio primo album, e poi per tutto il tempo fino ad ora, io passavo 24 ore al giorno scrivendo canzoni! Ero completamente ossessionata dalla musica, solitamente spendevo tutto il mio tempo nei negozi di dischi, per andare a comprare vinili, o per andare a concerti…proprio così… e quella era la mia carriera, e non avevo proprio alcuna separazione tra la mia carriera e la mia vita, era tutto collegato insieme. E poi quando ho avuto un bambino , e ho avuto una famiglia, è stato come “Oh, wow, ho un lavoro! Anzi, ho due lavori! Ho il mio lavoro nella musica, e poi sono una mamma!!. Quindi in realtà le cose sono migliorate perché ho finalmente avuto questa separazione tra la mia vita privata e la mia vita lavorativa. E forse sono anche più seria per quel che riguarda il mio lavoro: ho un po’ cominciato a prenderlo più seriamente, ho cominciato ad essere più professionale… con più obiettivi credo! Con il mio primo album ero tipo una foglia che scivola lungo il fiume, senza nemmeno saperlo… Avevo anche un atteggiamento più tipo Hippie, i tour e tutto il resto…E poi, quando ho avuto una famiglia, invece ho iniziato ad essere più… E poi un altro fatto è che hai meno tempo per scrivere canzoni, e devi tipo andartene via per riuscire a scrivere. Quindi per me questo voleva dire nascondermi nello studio per alcune ore… Per questo album in realtà ho vissuto proprio la mia vita quotidiana, e poi a volte andavo via nei finesettimana a Los Angeles, per lavorare con Rodney Jerkins, ed erano tipo quattro giorni di estrema creatività, estrema ispirazione, estrema… wow… grande musicalità! E poi tornavo a casa e mi ritrovavo a preparare la colazione per mia figlia… e la cosa era… bella, abbastanza difficile ma figo! Mi sono sentita molto fortunata ad avere entrambe le cose.

E quanto sono importanti le pause tra un album e l’altro per la tua creatività?

Per me sono importantissime! C’è una canzone che parla proprio di questo nell’album, una canzone che si intitola “High Life” che è tipo una traccia in stile hip-hop con anche del rap nel finale ma che ha un ottimo stile artistico… e High Life parla proprio di quando ero in tour con “Loose” ed ho avuto una serata in cui stavo per perdere la testa, ero così stanca e consumata, e sono salita sul palco ad Amsterdam ed ho pianto durante tutte le prime 2 canzoni, perché ero così stanca! Cercavo di esibirmi ma ero piena di emozioni, e… e dopo di ché ho iniziato a pensare seriamente alla mia vita, e al fatto che volevo una pausa… e poi mi sono presa quella pausa! E High Life parla della differenza tra il successo come “traguardo finale di riposo” o il successo come “stile di vita”, modo di vivere la vita. Così negli ultimi 6 anni, da quando mi sono presa la pausa, ho imparato come il successo possa essere uno stile di vita… il successo come… successo in tutti i campi, famiglia, amici, nel gestire il proprio stress, nel gestire la propria creatività artistica. Ho imparato molto su me stessa, perciò dico che prendersi delle pause è davvero importante, perché hai bisogno di tempo per riflettere. Prima di fare questo ultimo album ho proprio spento il mio telefono, spento il mio twitter e tutte quelle cose, e sono andata in campeggio, sono andata nei boschi, ed ero immersa nella natura e li ho trovato molte idee per l’album.

Secondo te, come è cambiato il mondo del pop tra i precedenti album e l’ultimo?

Il pop è cambiato moltissimo! Voglio dire, è un mondo diverso! E’ anche divertente per me, perché mi sento un po’ una veterana ora! Cosa che pensavo non fosse una figata, ma che in realtà è bello! Perché ora incontro artisti, altri musicisti, gente molto più giovane di me che mi dice “Figo, il tuo primo album era il mio album preferito quando avevo 5 anni!” o cose del genere… Al primo momento fa un po’ strano, ma poi è bellissimo! Il modo in cui la musica nel mondo è cambiata maggiormente è probabilmente nei social media, il che penso sia abbastanza un vantaggio perché gli artisti possono davvero tipo… parlare direttamente con i propri fan, e magari correggere qualche piccola scorrettezza che potrebbe venire fuori dai media, e cose così; ma poi c’è un lato negativo: penso che molti artisti probabilmente danno troppo retta a queste opinioni, perché in realtà la gente quando è online ti dice cose che poi non ti direbbe mai in faccia… quindi devi davvero saperti chiudere al riparo da tutto questo. Credo che sia parecchio difficile per un artista concentrarsi sull’arte, al giorno d’oggi, ma ci devi provare sempre più forte, solo provarci più forte e chiudere tutto fuori e concentrarti solo sulla passione che ci metti.

Nella tua carriera hai collaborato con così tanti artisti: con chi ti piacerebbe collaborare ora?

Mi piacerebbe ancora lavorare con Eminem, penso che sarebbe divertente! E lui mi affascina, si è davvero dimostrato un rapper epico, classico ormai. Ho avuto il piacere di avere Nas in questo ultimo album nel pezzo intitolato “Something” ed è divertente perché quando mi ha mandato il testo da inserire nel libretto… quando ho visto le rime di Nas scritte su un foglio di carta ho realizzato come ci sia davvero la poesia in quei versi, ed è stato bellissimo per me! Però si, penso che Eminem sarebbe davvero divertente! E mi piacerebbe anche lavorare con il compositore musicista indiano A.R. Rahman

Quello che ha lavorato anche nella colonna sonora di “Millionaire”…

Si, esatto, ha lavorato a quello… lui è fantastico!

Ok, oggi abbiamo avuto la possibilità di intervistarti quale artista di grande successo, io non avevo 10 anni quando tu hai cominciato ma in ogni caso… ero un pochino più grande, ma… sono felicissimo di avere questa possibilità! Ma mi chiedevo, mentre pensavo alle cose di cui avremmo potuto parlare in questa intervista: dopo tante canzoni vincitrici di premi, grandi successi, è difficile continuare a creare le tue canzoni, le tue creazioni artistiche? Voglio dire, c’è il rischio di restare troppo simile a ciò che hai già fatto, a ciò che hai raggiunto, o dall’altra parte c’è il rischio di risultare troppo diversa nelle scelte, con la tua gente che potrebbe non capire queste scelte?

Eh si, penso che sia stata una costante nella mia carriera… Tipo, io faccio più o meno sempre quel che mi sento di fare, e non tutti nel mondo hanno voglia di sentire quel che senti!! Ma la cosa divertente è, quando crei qualcosa che tu pensi, magari, non riesce a raggiungere il cuore delle persone, anni dopo ti rendi conto che tu avevi davvero trovato un certo tipo di connessione con loro! Come per esempio quella canzone che ho cantato in Africa per queste ragazze, Powerless, quando uscì qualche anno fa ad alcuni piaceva, ma altri pensavano io fossi troppo arrabbiata, o troppo questo e quello… E così, pensa, circa 8 anni dopo, ora mi rendo conto che tutto questo valeva la pena: guarda queste ragazze, non hanno mai sentito questa canzone e ora si sentono piene di forza grazie alla mia canzone, sta dando loro energia, gli sta dando positività! Perciò, se segui il tuo cuore, è sempre la scelta giusta, se lo fai sempre per il giusto motivo, finisce sempre per funzionare. Ed è quel che è capitato anche per il mio album Spagnolo: non stavo certo progettando di vincere un Latin Grammy, ho semplicemente incontrato un amico che mi doveva aiutare a scrivere un pezzo in Spagnolo, e poi ne è venuto fuori un intero album, ed è stato un Latin Grammy! Voglio dire, se l’avessi scritto in un progetto, nessuno mi avrebbe mai detto di fare un album in Spagnolo dopo “Loose”, mai! Avrebbero tutti pensato che ero pazza!

Invece è stata una tua scelta!

Ma adesso, sai, è come un viaggio, devi seguire il tuo cuore! Penso che sia proprio questo! E’ la regola numero 1 nella mia carriera, diciamo “Segui il tuo cuore, se ti senti di fare qualcosa, fallo!” E poi sono un genere di artista che musicalmente si annoia molto in fretta, quindi….

E’ proprio questa l’impressione che abbiamo di te, che tu abbia il tuo controllo diretto sulle cose che vuoi fare, artisticamente parlando…

Si, sono stata fortunata, sono stata circondata da ottime persone… Ed ero anche abbastanza indisponente soprattutto quando ho cominciato, nel senso che avevo proprio questa mentalità da punkettona, sapevo esattamente cosa volevo, ed ho sempre saputo quel che volevo… e fortunatamente ho ammorbidito un po’ questa cosa negli anni, ora sono un po’ più accondiscendente, tipo “Ah, davvero, le scarpe rosse stanno meglio? Ok, allora indosserò quelle!”… ma musicalmente è ancora come allora… so ancora cosa voglio!

E noi vogliamo che tu vada avanti così! Stavamo parlando di “Mi Plan” prima: ci sono tracce simili in questo nuovo album, o hai dei piani di quel tipo nel futuro? Magari hai già qualche idea in mente…

Sii… è divertente perché quest’album non è ancora uscito, ma io ho già delle idee per il mio prossimo album in Inglese, e vorrei proprio iniziare a lavorarci sopra molto presto! Il che è una bella cosa, vuol dire che mi sento creativa, e mi rendo conto che questa è un’altra grande lezione che ho imparato, cioè se crei qualcosa e stai ad aspettare che tutti lo amino… poi resti incollata al passato! E invece devi muoverti , andare avanti: se crei qualcosa, lascialo lì da solo, e prosegui per la tua strada. E ora infatti sto guardando al tour, sto pensando allo “Spirit Indestructible Tour”, come voglio che sia, come voglio che suoni, chi voglio con me sul palco, come voglio che siano gli effetti video, cosa voglio che la gente senta… Insomma, sto sempre a pensare a nuove idee, e poi voglio anche lavorare ad un nuovo album in Spagnolo, voglio fare un album in Portoghese, sto pensando a come potrei calarmi in un album jazz tra un paio d’anni….

Fantastico, così tante idee!! L’ultima domanda che ti facciamo: ma com’è stato camminare sui trampoli attraverso le strade di Los Angeles??

Ah, i trampoli… è stata una follia… una cosa dell’ultimo minuto, perché ho parlato con il regista [del clip di Big Hoops] di queste scarpe-trampolo che però erano solo alte così, che volevo indossare nel video, e la prima cosa che ricordo è che mi sono ritrovata in una scuola di circo su dei trampoli alti 6 piedi, con l’imbragatura!

Ho provato i trampoli, non è così semplice!!

Li hai provati? Sai com’è, devi far roteare la tua gamba… alza e fai ruotare. Si, è difficile! Ci ho messo tipo 8 ore o qualcosa di simile per imparare! Ho avuto un allenatore, c’era l’istruttore del circo con me. E… è stata una sfida! Mi piacciono le sfide nei miei video, è divertente. Mi piacciono tutti i tipi di sfide, mi diverto.

Ok, allora speriamo di vederti di nuovo dal vivo a Milano, magari presto!

Si si, conto di venire in Tour Europeo nel 2013, il Tour dovrebbe partire il prossimo inverno quindi… ci vediamo presto!

Grazie per questa intervista, ora ti amiamo ancora più di prima!

Grazieee!!

Credits: ringraziamo Timbo e SMO per l’intervista, la Universal Italia per la preziosa collaborazione, Andre per il montaggio

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