Rnbjunk Musica
Gossip notizie video recensioni e traduzioni dei tuoi cantanti preferiti

Recensione Junkino: Beyoncé – B-Day

0 261

Sembra ci sia voluto davvero poco a confezionare la tracklist di “B’Day”, il secondo album da solista di beyonce, la componente più “forte” delle Destiny’s Child. A detta della stessa Bee, ci ha messo poco più di due settimane per ultimare l’incisione di queste stringatissime dieci tracce.. e si vede che le cose sono state fatte in fretta, eccome!

Per prima cosa il materiale scarseggia (non voglio neanche prendere in considerazione quell’aborto della riedizione). In altri casi dieci tracce sarebbero più che sufficienti, ma non qui dove le tracce sono tutte dannatamente simili: in gran parte up-tempo forti e serrate, con (in linea di massima) un ottimo ritmo (Get Me Bodied, Upgrade U); eppure tutte accomunate da quel senso di riciclato, di “cheap”… a partire dalle basi strumentali (un uso di tastiere tutte uguali davvero smodato in quasi ogni song) fino ad arrivare a farsi passare una (buona) traccia da Victoria Beckham (!): un pezzo (Resentment)  che di per se funziona discretamente, ma che Bee riesce a storpiare urlando a squarciagola per due terzi della canzone, forse nel tentativo di ricordarci per l’ennisma volta della sua voce potente… fin troppo, a quanto pare!

Ci sono giusto un paio di colpi di genio nell’album: gli Swizz Beatz osano con un beat tanto folle quanto ipnotico (Ring The Alarm) e Ne-Yo confeziona una delle hit più contagiose degli ultimi tempi (Irreplaceable)

 

Tutto il resto è di gran lunga trascurabile: il fondo si tocca con le produzioni firmate con la collaborazione di Pharrell Williams (Kitty Kat, Green Light), forzate, ripetitive, noiose. Bocciato anche Rich Harrison che propone un qualcosa a metà  fra uno scarto di Amerie e un’imitazione mal riuscita della sua celeberrima “CrazyInLove” (Freakum Dress).

Insomma, alla fine con questo “B’Day” Beyonce pubblica qualcosa di coraggioso, di lontano (stilisticamente ma soprattutto qualitativamente) dal suo (poco innovativo, ma corposo e valido)  precedente lavoro “Dangerously In Love” e quindi dall’ R&B più classico, ma nonostante cerchi di essere originale anche nei testi, con quest’album regala una bella delusione a chi (come me) si aspettava un lavoro all’altezza del predecessore, delle (enormi) capacità di Bee e dei produttori coinvolti.

Con tutta probabilità soddisfatti saranno per lo più in Sony, dove avevano puntato molto sulla performance in chart di questo progetto e, almeno loro, non sono stati delusi.  6.5/10  –  Stefano Petrella – Email: [email protected]

Get real time updates directly on you device, subscribe now.