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Recensione Junkino: Christina Aguilera – Back To Basics

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2 cd, 22 tracce in tutto per un favoloso viaggio di ottanta minuti indietro nel tempo; con “Back To Basics” Christina torna alle origini, appunto; ci porta a inizio ‘900, agli anni ’20-’30, magari in un raffinato club con musica dal vivo, un po come quello visto nel riuscitissimo video del primo estratto (Ain’t No Other Man). Un progetto ambizioso questo terzo lavoro (escludendo album natalizi e altri progetti vari rivolti al mercato latino), curato da una accorto management che ci propone un’atmosfera e una Christina davvero inedite: la avevamo lasciato a sgambettare in giarrettiera sul palco del Moulin Rouge o, volendo tornare ancora più indietro, sui fortunati schermi di Disney Channel.

Ora ce la ritroviamo reinventata, completamente immersa nel ruolo di intrattenitrice di qualche decennio fa: succinti abiti di lustrini, capelli biondissimi e provocante rossetto rosso fuoco alla Marylin (l’ammirazione per la Monroe è confermata anche in uno degli ultimi servizi fotografici promozionali).Ma il ritorno di Christina non è fatto solo di look e immagine: nonostante la carne al fuoco non manchi, in entrambi i cd non ci sono momenti sottotono o cadute di stile, anzi… l’ascolto scivola veloce, soprattutto nel primo cd.

Qui infatti le sonorità sono più moderne e commerciali, pur rimanendo fedeli al periodo cui l’intero progetto si rifà: un azzeccato mix di ritornelli orecchiabili (Slow Down Baby, Still Dirrty), delicate melodie (On Our Way, Without You) e riuscitissimi campionamenti, il tutto condito da forti influenze R&B. In ogni caso, citarne solo alcune tracce non rende giustizia a un lavoro compatto e ben confezionato che merita di essere ascoltato dall’inizio alla fine, un cd 1 che già di per se varrebbe l’acquisto.Di tutt’altro stampo le nove tracce del secondo cd, breve ma intenso: qui sono il blues e il soul a farla da padrone. Intimista, profondo, ma anche molto coraggioso perchè più difficile per il grande pubblico; è sicuramente con questo cd 2 che Christina tocca l’apice della sua carriera. Affiancata dalla fedelissima Linda Perry, la nostra diva ora inscena un sensualissmo strip-tease (Nasty Naughty Boy), poi arriva a rivolgersi a Dio in persona (Mercy On Me) e riesce a essere divertente (CandyMan), toccante (Hurt) e teatrale (Welcome) come non mai… il tutto in una manciata di canzoni.Probabilmente vi ritroverete ad ascoltare più spesso il primo dei due cd, più facile e accattivante; ma quando avrete voglia di emozionarvi, sappiate che vi basterà mettere su l’altra metà dell’opera.Insomma, se con “Stripped” aveva stupito con il suo look e un album-capolavoro con mostrò al mondo di non essere affatto una delle “fidanzatine d’America”, con questo “Back To Basics” Christina si afferma come uno degli artisti più validi dello showbiz ed entra di diritto nell’olimpo delle super-dive della musica. 8.5/10. Stefano Petrella.

Forse ora vi chiederete come mai allora il voto finale della mia rece non è più alto di così. Beh, il motivo è di natura del tutto personale: sono uno di quelli che preferiva la Christina “sporca e dannata” di qualche tempo fa… si proprio quella che emozionò me e con me mezzo mondo con la sua “Beautiful”, quella che non se ne fregava se Mtv boicottava i suoi video, quella con qualche piercing in più e una fede al dito in meno… ma vabbè, si sa, prima o poi (purtroppo o per fortuna) tutti mettono la testa a posto…

– pubblicato da kaitos00 –

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