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Recensione Junkino: Florence and The Machine – Ceremonials

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E’ finalmente arrivato (per chi l’ avesse aspettato) il secondo album di Florence and The Machine, “Ceremonials” . Per la creazione di questo album Florence ha ricevuto svariate proposte da vari produttori ma lei ha preferito lavorare con Paul Epworth (già produttore di Adele e Bloc Party, il quale ha prodotto interamente tutto il disco). Rispetto al suo precedente album (“Lungs”), “Ceremonials” è un disco più maturo, dalle atmosfere più dark , con un’ impronta maggiormente soul, più unitario e coeso e meno sconnesso. Lei stessa ha così definito l’ album “ pensate ad Adele o Tori Amos ma con l’ aggiunta del serio dna di Kate Bush, specialmente per il ritmo”. Il disco attraversa vari generi come soul, l’indie, il baroque pop, l’ art rock supportato da dei cori alla Florence, da una maggiore presenza della batteria e da un basso dai toni più bassi. E’ stato registrato negli Abbey Road Studios.

Tracce:
L’ album è composto da 12 tracce nella versione normale, mentre nella deluxe sono presenti altri 8 brani che però sono demo, le versioni acustiche o versioni diverse di questo e dell’altro album.

Only If For A Night: il brano parla di una Florence che ricorda una vecchia situazione difficile da affrontare e al tempo stesso surreale (così surreale che un fantasma sarebbe sembrato pratico/più reale “And so surreal, That a ghost should be so practical”), all’ interno della quale interviene una figura esterna (rappresentata da una voce che lei sente) che le dona la forza di affrontare il tutto, perché combattere è l’ unica cosa da fare in quell’occasione che se durasse solo una notte sarebbe meglio (Only if for a night). La canzone è composta da arpe e un piano sui toni bassi a cui nel ritornello si aggiungono pesantemente colpi di tamburo e profondi cori. La canzone potrebbe anche essere un nuovo futuro singolo ma non ne sono sicuro.

Shake It Out: questa track è il primo singolo ufficiale dell’ album ed è un brano pop gospel con un arrangiamento composto da organi , campane e tamburelli. Il messaggio della canzone consiste nel “volersi scrollare di dosso i rimpianti, le cose che ci tormentano per vivere più leggeri” . La frase che esprime meglio il concetto è “It’s hard to dance with the devil on your back. So shake him off!“. Lei stessa ha dichiarato che la canzone è stata scritta in una situazione post hangover. Inizialmente la canzone non mi ha fatto impazzire ma dopo aver visto il video (ispirato e con riferimenti vari ad Eyes wide shut) mi è piaciuta di più come se avessi capito l’ atmosfera che voleva trasmettere ma rimane comunque quella più mainstream…penso.

What the water gave me: è la prima canzone rilasciata dall’ album che però non è un singolo ufficiale, ma promozionale. Il titolo della canzone prende il nome da un quadro di Frida Kahlo. La canzone parla dell’ acqua in tutte le sue forme ma anche di Virginia Wolf. L’ elemento è quindi l’ acqua. Perché l’acqua? Perché secondo quanto ha dichiarato Florence l’ acqua , ma in particolare l’ oceano rappresenta chiaramente le cose che lei ama nell’ arte e nella moda, ossia le cose sommerse (overwhelming)[l’ acqua è un elemento che riscontriamo spesso all’ interno dei vari brani]. Non a caso mentre scriveva la canzone pensava alle persone che hanno perso la vita nel tentativo di salvare i loro cari dall’ annegamento. Il tutto è accompagnato da arpe e chitarre che ben si adattano ad una canzone indie rock art come questa. Il brano è un continuo crescere fino all’ esplosione finale pieno di yeeeyeee di Florence. Ha ottenuti modesti risultati nelle charts nonostante non fosse un singolo ufficiale.

Never Let Me Go: giusto per rimanere in tema la canzone parla di quella che sembra essere l’ esperienza dell’ annegamento o comunque dell’ affondare nelle profondità del mare. Florence descrive l’ esperienza come calma e rilassante perché quando sei immerso nell’ acqua e ti lasci andare non c’è bisogno di fare niente. Al tempo stesso percepisce che sta morendo e che l’ acqua è fredda. Insomma lei non sa che pesci pigliare, perché da un lato sta bene lì dov’è e non vuole andarsene ( infatti continua a dire alla corrente Never let me go, never let me go) ma dall’ altro non le fa piacere morire. La canzone si apre brevemente (3 secondi)con un suono misterioso che acquista un senso solo se si capisce di cosa parla la canzone. Subito dopo lascia spazio ad una delicata voce di Florence accompagnata inizialmente solo dal piano, poi da dei battiti di cuore “softati” e da tamburelli nel ritornello. La canzone rende l’atmosfera tramite la cadenza vocale di Florence .

Breaking Down: il titolo è alquanto banale ma la canzone no. La traccia è un po’ diversa dalle altre, sia nello stile che un po’ nell’ atmosfera. Il tutto si apre con del pianoforte a medio ritmo che ricorda un po’ una canzone da carillon mista a un piano da bar del far west. L’ arrangiamento è composto anche da dei colpi di batteria. Nel ritornello si ripete un “aaaahaaa” corale quasi sospirato che mi ricorda una canzone da diva degli anni 60 tipo Patty Pravo o Mina (non so bene il perché). La canzone parla di un suo vecchio caro amico che sta per tornare e che lei vede arrivare dal bordo della stanza e del sonno mentre striscia tra i lampioni … che cosa sia non lo so .Comunque è la mia canzone preferita dell’ album.

Lover to Lover: nel ritmo , nella cadenza vocale e nell’ arrangiamento ricorda abbastanza I heard it through the grapevine di Marvin Gaye. Infatti la canzone è molto soul anni 60. Bella e anche allegra se vogliamo.

No Light No Light: è il secondo singolo ufficiale che sarà estratto dall’ album. La canzone si apre con qualche lieve colpo di tamburo che lascia il passo a delle strofe cantante dolcemente con un organo in sottofondo a cui in seguito si aggiungono un arpa (per qualche secondo) è dei beat potenti (praticamente sono colpi di tamburo) che portano al ritornello. Nel complesso ricorda un po’ Cosmic Love. La canzone parla di questa specie di figura (magari un uomo) nei cui occhi blu brillanti non c’è luce (no light, no light in your btight blue eyes …il che sembra una contraddizione) e che ha il potere di decidere riguardo il rapporto tra lei e lui. Penso che parli di chi ha più potere in una coppia.

Seven Devils: canzone decisamente cupa grazie ai suoi cori “dark “ e al piano in sottofondo che crea un atmosfera surreale (surreale come uno che cade da un dirupo a rallentatore). I seven devils probabilmente sono i sette peccati visto che lei all’ inizio della canzone dice che nemmeno l’ acqua santa potrà salvarti (riferito forse al suo amato).

Heartlines: è la solita canzone beat potenti , cori,ecc…un po’ banale (per quanto riguarda il suo stile) senza nulla di nuovo.

Spectrum: per un titolo così interessante troviamo una canzone che non lo è altrettanto. E’ in pieno stile Florence (beat potenti e grandi cori) e culmina in un “say my name” senza però esplodere fino in fondo. Sembra che alla canzone manchi un pezzo che la renda completa. Rimane comunque una bella canzone energica che non lascia indifferenti.

All This And Heaven Too: beh è una canzone in quello che se ho ben capito è uno stile rinascimentale o giù di lì tipo Rabbit Heart. E’ una canzone allegra, la più allegra dell’ album. Il brano parla di lei che pur di capire il linguaggio del cuore (molto probabilmente del suo amato) darebbe tutto compreso il paradiso.

Leave My Body: la canzone è caratterizzata da dei cori bassi nelle strofe normali supportati dalla chitarra e in seguito dalla batteria. Nel ritornello troviamo un tipo di cori diverso, molto simile a quello di What the water gave me quando canta “lay me down let the only sound”. L’ atmosfera che crea la canzone è quella indie Florenciana assieme a una dose di canzone slow far west.

In definitiva quest’ album pur essendo fatto meglio del precedente non piace quanto Lungs (in base a varie opinioni lette sul web) ma rimane comunque un signor album che fa impazzire i fans di Flo. A mio parere è nella la top 5 dei più belli del 2011. Se dovessi usare le stelline per valutarlo gli darei tre stelle e mezzo .

Pubblicato da Francesco Loda

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