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Recensioni Junkini: Bionic – Christina Aguilera

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Recensione a cura di Loray

Premessa:  io sono un fan di Christina, la recensione che leggerete (come quasi tutti gli articoli del sito) sono presentati ed impregnati dal parere di chi li scrive, quindi se pensate che sarà una recensione troppo di parte vi posso già confermare che così sarà. Io sono il moderatore del forum di Christina ma cerco di mantenere il più possibile una certa integrità nei miei giudizi.

Detto questo… Cominciamo!

Siamo nel 2010, a mio avviso l’epoca più intollerante di tutte: mai il mercato ha imposto come ora a tutti i cantanti il genere elctro-pop con ritornelli catchyssimi, se un tempo il termine “pop” era ampissimo ed ogni cantante era libero di dargli le sfumature che preferiva oggi vediamo scomparire dalle classifiche le ballate e il 90% delle canzoni sono inzuppate di electro.
Quest’anno è molto importante per Christina, il ritorno ufficiale dopo 4 anni (in mezzo un Greatest Hits decisamente “forzato” e la nascita di suo figlio Max) ed il suo debutto cinematografico (che avverrà a fine anno), in questi anni sono sorte nuove star, prime su tutte Lady GaGa, poi Katy Perry, Ke$ha, ecc.
Christina torna per imporsi nuovamente sul mercato ma la partenza è stata decisamente tiepida. Il concept dell’album è altamente discutibile, in molti ne saranno contenti ma per altrettante persone (penso io) quest’electro-pop risulterà omologato a quello che c’è in giro. Sicuramente c’è di mezzo la casa discografica, quest’attesa a mio avviso è stata la prima rovina della carriera della cantante, tra dichiarazioni ufficiali (poche) e non (tantissime) si è parlato di genere “futurista”,di sperimentazioni vocali, insomma roba che non si sente in giro ma per gran parte del disco così non è stato. A lavoro ultimato Linda Perry ha subito dichiarato che non sarebbe stato un album futurista, la BMG ha fatto registrare altri pezzi all’ultimo minuto alla cantante, la canzone prodotta coi Ladytron (nome più interessante tra i vari collaboratori) è finita come bonus track della deluxe ed una seconda su itunes come 24sima traccia (pare ce ne siano ancora due che chissà se sentiremo mai), probabilmente Christina aveva in mente un’altra idea del concept definitivo dell’album e si è vista rovinare e ricomporre il suo lavoro sotto gli occhi da altre mani senza potere decisionale ma questo non lo sapremo mai.
Ad ogni modo la nostra C. ha dichiarato (e così è stato) che questo disco sarebbe stato divertente, con molte uptempo, caratterizzato per lo più da testi leggeri visto che nei precedenti aveva inserito parti della sua vita.
Il primo singolo “not myself tonight” ha fatto cilecca, è stata accusata di copiare Lady GaGa (mossa architettata a tavolino dalle major delle due) e Christina, quando nel 2006 sembrava avesse abbandonato l’immagine provocante e volgare della Stripped Era passando ad un livello superiore qui, nelle foto del booklet, nel video del primo singolo e nei testi ce la ritroviamo nuovamente immersa (del resto nell’album BtB in “still dirrty” ce l’aveva lasciato intendere!) condendo il tutto in un sound electricissimo.
Lei di recente ha rimarcato i suoi 11 anni di carriera e l’ho appoggiata, ma proprio per questa posizione che ha raggiunto io non ho particolarmente gradito di nuovo quest’immagine da z**cola, spinta al massimo; da una donna, madre, moglie di quasi 30 anni che vanta milioni di copie vendute sul curriculum e tantissime collaborazioni importanti, bella e con una voce pazzesca non mi aspetto un ritorno al volgare in questa maniera quando potrebbe tranquillamente girarci attorno alla musica attuale (come fece con BtB) e farsi notare in tutt’altro modo.
Sono fan di Christina, lei è la mia dea e questo disco ripeto che mi piace tantissimo perché c’è la qualità che l’ha sempre contraddistinta, sia nelle intense e toccanti ballate, sia nel genere che ha voluto sperimentare, sia nei pezzi furbamente catchy dove ci sono interessanti variazioni, oltre che nell’uso della voce anche negli arrangiamenti che risultano comunque interessanti.

Il disco può essere diviso equamente in 3 parti (quando parlo di Bionic parlo del disco nella sua interezza quindi le 24 tracce, 23 della deluxe più la bonus track di itunes): 7 pezzi estremamente electro-modaioli, 7 sperimentali strizzando l’occhio ad un genere di nicchia come l’elettronica e 7 ballate emozionanti (che poi sono 6 visto che I Am viene riproposto in chiave acustica). Guardando oltre il mio sguardo da fan penso che non sarà un disco epocale, intendo dire che oltre i suoi fan e ad un pubblico per lo più gay difficilmente questo disco lascerà il segno come un (ad esempio) The E.N.D. dei Black Eyed Peas, nonostante sia un disco davvero ricco rischia di confondere chi lo ascolta, a primo ascolto spiazza notevolmente perché passiamo da pezzi orecchiabilissimi con testi estremamente volgari ad altri ironici e inusuali, spiazzando per il genere, l’uso della voce e la scelta di non tirare la voce al massimo come ci ha sempre abituati, poi le ballate che sono nella parte centrale tutte assieme, a mio avviso questa è stata l’idea più giusta perché sparse, posizionate in mezzo alle up-tempo, avrebbero spiazzato e non si sarebbero potute apprezzare a dovere.

A molti non piacerà l’idea delle ballate una di fila all’altra perché possono annoiare, specie chi si sta facendo scorpacciate degli ultimi dischi più in voga ormai carenti di ballate.
Il suo ritorno ad un’immagine spinta non verrà gradito da tanti (come a me) così come questo tuffo nel sound che ci sta nauseando di più attualmente!
Ad ogni modo io consiglio questo disco (ovviamente la deluxe perché il secondo disco contiene 4 pezzi incredibili, tra i migliori del disco), dicendo a chi lo ascolta di ascoltarlo più volte ed abituarsi al contrasto di queste 3 dimensioni raggruppate in un’unica tracklist. Una volta interiorizzata questa cosa si potrà apprezzare il lavoro con lucidità e lasciarsi catturare facilmente, i brani “furbi” sono fortissimi e hanno un potere trascinante notevole, i brani pseudo-elettronici fanno venire voglia di riascoltarli subito e le ballate sanno commuovere. Dopotutto si tratta di un disco di 24 tracce, estremamente curato e dettagliato dove, diciamocelo, anche una canzoncina acquisisce più valore con la voce estesa di una cantante così che gioca sulle ottave e le variazioni con maestria. Alcuni fan lo definiscono il nuovo “Stripped”, non lo so onestamente, in comune hanno sicuramente la varietà di generi però sono molto diversi. Sicuramente il miglior album della discografia della cantante è BtB in quanto omogeneità, coerenza, onestà e coraggio e Bionic non gli si avvicina proprio però sono tutti molto diversi per fare confronti, personalmente metto Bionic per terzo, non per qualità, non ci trovo pezzi banali o imbarazzanti ma ha dei testi troppo volgari che mi danno talvolta fastidio, inaccostabili ad un You Lost Me o Elastic Love però è un disco capace di trasmettere tanto, o almeno a me lo fa.
Infine mi permetto di dire ai nostalgici della scorsa era che a fine anno riavranno sicuramente un sound della cantante più vicino a quello di BtB nella colonna sonora di Burlesque!
insomma Christina sta cercando di accontentarci tutti e per quanto mi riguarda sono davvero soddisfatto. L’attesa è finita e aspettare ne è valso, fino all’ultimo secondo.

Ecco l’analisi del disco, pezzo per pezzo:

Bionic’
Written by Christina Aguilera, John Hill, Dave Taylor & Kalenna Harper
Produced by John Hill & Switch

L’album si apre con la title-track. E’ un brano energico che spacca, ricco di suoni synth che ti rapiscono e ti costringono ad alzarti e muoverti. Bionic a mio avviso è il ”brano perfetto” per questo disco perché è caratterizzato dal sound comunque sperimentale, le strofe sono particolari e i bridge ancora di più (il lavoro fatto sulla voce è fighissimo) per poi trasportanti in un ritornello estremamente orecchiabile e facilmente memorizzabile. Il giusto punto d’incontro tra ricerca e catchy. Il testo è azzeccatissimo, perfetto per l’apertura dell’album, un invito all’opera e alla dimensione in cui questo disco ti accompagnerà, mi fa sorridere ma lo trovo geniale al tempo stesso.

‘Not Myself Tonight’
Written by Jamal Jones, Ester Dean, Jason Perry & Greg Curtis
Produced by Polow Da Don

Cosa dire su questa canzone che non sia ancora stato detto!?
E’ una uptempo assolutamente energica che odora di produzione timbalandiana nonostante lui non compaia assolutamente tra le firme, si intuisce che è stata costruita a pennello sulla cantante, ha addirittura qualcosa di Dirrty pur strizzando l’occhio al sound di oggi con l’immancabile acuto. Spesso scervellarsi troppo per creare qualcosa di “perfetto” risulta poi scaturirne l’effetto opposto. NMT non è il primo singolo che Christina avrebbe voluto ma, abbandonando l’immagine del video e valutandolo a freddo all’interno del disco acquisisce più valore e senso e risulta comunque un pezzo valido. Non da primo singolo ma valido.
Il testo ci sta, non ha nulla di ricercato ma ha un messaggio chiaro ed esplicito, su un pezzo del genere non ci avrei visto scritto qualcosa di poetico o addirittura aulico! Le parole tendono al volga rotto ma messe a confronto di quelle che vi aspetteranno nei prossimi pezzi potrebbero risultare quasi come fiabe per bambini!

‘Woohoo’
Written by Christina Aguilera, Jamal Jones, Ester Dean & Claude Kelly)
Produced by Polow Da Don
Contains a sample from ‘Add Már, Uram Az Esöt!’ as performed by Kati Kovács

Questo pezzo ha il potere di dividere la gente: o lo si ama o lo si odia.
Personalmente mi piace molto, come in Stripped c’era un raggio di luce che sapeva di R&B con “can’t hold us down” qui troviamo Woohoo, sempre con il feat. di una rapper (Nicky Minaj) anche se qui Christina si immerge di testa nell’ hip-hop tralasciando per una volta il bel canto.
Quando si dice che Christina ha quel tipo di voce che può cantare qualsiasi cosa si dice la verità, lo dimostra anche in questo brano dove sembra che faccia hip-hop da tutta la vita! E’ quasi spiazzante e si riconosce a stento.
Il pezzo è molto ripetitivo e dura uno sproposito (5,31) però viene furbamente condito con suoni elettronici, l’intro crea pathos ed attenzione e nella parte finale la musica pompa proponendo un risultato curioso ed interessante.
Forse questo è un pezzo che in America spaccherebbe, si sta parlando di possible secondo singolo ma personalmente eviterei perché se NMT non è stata gradita per volgarità qui Christina, facendo la tamarrona del bronx arriva a dire di “leakkargliela tutta” (usiamo questa censura un po’ virtuale!) e non solo…

‘Elastic Love’
Written by Christina Aguilera, Mathangi Arulpragasam, John Hill & Dave Taylor
Produced by John Hill & Switch

Elastic Love è una perla di questo disco se non “la perla”!
Il testo è altamente spassoso ed originale, l’arrangiamento poi inusuale, accattivante che sa dare allegria e voglia di saperla e cantarla con lei!
E.L. si rifà all’elettronica, primo pezzo sperimentale che viene presentato, del resto dietro c’è uno dei collaboratori più interessanti di quest’era: M.I.A.
Vorrei che fosse il nuovo singolo con un video spassoso, Christina ci aveva visto giusto con Back to Basics perché poi è scoppiata la moda del retrò con la Winehouse, Duffy, Adele, ecc. (attenzione non dico e mai dirò che l’hanno copiata!), qui rifacendosi all’elettronica-pop pare essere nuovamente lungimirante e mi danno ragione i La Roux che entrano questa settimana in top 10 in Billboard.

‘Desnudate’
Written by Christina Aguilera, Christopher Stewart & Claude Kelly
Produced by C. “Tricky” Stewart

Quando ho sentito Desnudate la prima volta l’ho odiata. E’ un pezzo “spanglish”, Christina torna un po’ alle origini cantando parte del brano anche in spagnolo, raggiungendo l’apice della volgarità e (del trash) nella frase “damelo duro” o nel ritornello dove sta raggiungendo un orgasmo. A causa del testo e del ritornello ho considerato questo pezzo ai primi ascolti spazzatura poi però andando oltre il testo mi sono concentrato su quello che c’era sotto: un lavoro nell’arrangiamento incredibile dove vengono mischiati suoni tipici latini con l’electro ed andando avanti il pezzo attira sempre più l’attenzione, subentra una tromba che fa sfociare il brano quasi nella tribal-house. C’è troppo lavoro sotto perché questa canzone possa venire considerata brutta, è un vero tributo, una vera rivisitazione della musica latina, Stewart&Kelly per l’ennesima volta hanno saputo mostrare grande genialità e maestria nel manipolare più generi e unirli senza trasformare il pezzo in un polpettone.

‘Love & Glamour (Intro)’

‘Glam’
Written by Christina Aguilera, Christopher Stewart & Claude Kelly
Produced by C. “Tricky” Stewart

Questo è il primo singolo che avrebbe voluto Christina come apri-pista di quest’era e ciò mi solleva perché mi lascia intendere che la voglia di giocare, esplorare e buttandosi su nuovi generi c’è sempre.
Voglio precisare, visto che su questo sito c’è la tendenza ad ingigantire le cose e farsi opinioni assolute da semplici gossip che Kelly quando dichiarò che questo pezzo sarebbe stata la nuova Vogue non intendeva dire che i 2 pezzi nelle note si somigliassero o che venderà lo stesso numero di copie, semplicemente è un pezzo che parla di moda come quello di Madonna. Punto.
Glam, ad ogni modo è un altro pezzo sperimentale dove Christina usa la voce in maniera leggera ed assolutamente inedita (nella prima metà). E’ una canzone apparentemente insipida e monocorde che con gli ascolti ti rapisce e ti fa venire voglia di riascoltarla. E’ particolare lo special della canzone dove C. torna a farsi riconoscere cantando nuovamente nella sua ottava ed in maniera incisiva e la musica sale e si arricchisce di dettagli, da lì fino alla fine ci saranno variazioni musicali e vocali sopra il pezzo.

‘Prima Donna’
Written by Christina Aguilera, Christopher Stewart & Claude Kelly
Produced by C. “Tricky” Stewart

Prima Donna è un pezzo strong, incisivo che viene al sodo. Diciamo che è in puro stile Aguilera anche nel testo ma in chiave electro-pop. Si lascia ascoltare, C. si sbizzarrisce con la voce, è molto catchy, e si sente il tocco di Stewart&Kelly perché sanno dare a questo pezzo il giusto valore per non renderla banale, verso la fine la base si pompa di energia. E’ un buon pezzo, tuttavia Christina che canta ancora sta roba, nello stesso disco in mezzo a Glam e Morning Dessert non è una scelta che ho apprezzato, lo ammetto.

‘Morning Dessert (Intro)’
Written by B. Edwards Jr.
Produced by TheRealFocus

Questo interlude serve ad abituare l’ascoltare ad ammorbidirsi, Morning Dessert apre le porte verso quella che sarà la parte più intima, più seria e perché no, la parte dove Christina sa valorizzarsi meglio all’interno dell’album: che le ballate abbiano inizio!

‘Sex For Breakfast’
Written by Christina Aguilera, Detail & B. Edwards Jr.
Produced by TheRealFocus

Elettrica o catchy Christina resta sempre una grande vocalist e con questo pezzo ci mostra come sa muoversi con agilità in una midtempo così “black”, così “retro’” (retrò è forse esagerato ma queste mid in questi ultimi anni sono andate un pò scomparendo) dove si muove con sensualità e sicurezza senza mai gridare o esagerare (come le piace tanto!). Questo pezzo per un attimo rimanda a Stripped, a pezzi come Walk Away ma ha anche tanto di Stevie Wonder, Michael Jackson e Mariah Carey.
La prima volta, ascoltarla dopo pezzi come Primadonna e Desnudate spiazza letteralmente e ti fa dire “ma che cazz…” poi entri nel mondo di Bionic e capisci che è tante cose, anche intimità. Christina ha voluto mostrare tutti i suoi lati.

‘Lift Me Up’
Written by Linda Perry
Produced and recorded by Linda Perry

LMU l’avevamo già ascoltata in versione acustica mesi fa per il concerto per Haiti con Linda Perry al pianoforte (compare per la terza volta in un album di Christina, seppur con un unico pezzo si fa notare visto che forse è anche il più bello) ma qui ha tutta un’altra veste. E’ più incalzante ed incisiva, inoltre Christina canta con un’inedita morbidezza il brano, sa arrivare diretta dentro all’anima una canzone così, sicuramente ce lo vedrei come singolo.

‘My Heart (Intro)’

Teneramente Jordan (suo marito) e Max (suo figlio) giocano e c’è un piccolo dialogo di pochi secondi che introdurrà quella che si dimostrerà la ninna nanna dedicata al suo bambino di 2 anni e mezzo.

‘All I Need’
Written by Christina Aguilera, Sia Furler & Samuel Dixon
Produced by Samuel Dixon

All I Need è il primo dei 3 brani (messi uno di fila all’altro, in realtà ce n’è un quarto nella deluxe) prodotti da Sia Furler, cantante australiana scoperta recentemente anche da Christina.
Il brano in questione è dolcissimo ed originale, Christina, ancora in questa veste morbida tiene la nota lunga del ritornello con un falsetto sfiatato quasi non volesse svegliare il suo bambino e trasmette molta dolcezza.
Anche l’arrangiamento è minimal (piano, archi e percussioni) e viene esguito il tutto con grande delicatezza quasi come se desse l’impressione che Christina fosse lì vicino a cantartela.

‘I Am’
Written by Christina Aguilera, Sia Furler & Samuel Dixon
Produced by Samuel Dixon

Il pezzo in questione è dedicato a Jordan, il testo è molto convincente: Christina si mette a nudo e dice al marito cosa rappresenta per lei. E’ un brano sicuramente non destinato a diventare singolo ma di quelle piccole perle all’interno dei dischi che sono tutte da apprezzare. Nuovamente la voce di Christina si tiene morbida, il pezzo tende a ripetersi per lasciare variare ed arricchire gli strumenti e le variazioni vocali di Christina senza mai esagerare, nel finale gli archi fanno da padroni, se Sex For breakfast rimandava a Dirrty, I Am invece riporta la mente indietro di 4 anni all’era di Back to Basics.

‘You Lost Me’
Written by Christina Aguilera, Sia Furler & Samuel Dixon
Produced by Samuel Dixon

You Lost Me è “la ballata”. Punto.
Questo brano è stato considerato da molti il vero perché di tutto il disco, addirittura c’è chi lo mette davanti a Beautiful. E’ ancora cantata con morbidezza, ha una struttura piuttosto semplice, niente di pomposo, il primo ritornello è delicato e tutto in falsetto, dal secondo prende corposità per arrivare allo special ed esplodere nel suo finale. Questa e You Lost Me seppur diverse sono le uniche due ballate commerciali dell’intero album e Christina lo sa bene al punto che l’ha già presentata due volte dal vivo. Chissà se in questo periodo in cui le ballate non riescono più ad emergere Christina azzarderà tentando di lanciare questo brano? Lo scopriremo col tempo…

‘I Hate Boys’
Written by Christina Aguilera, Jamal Jones, Ester Dean, Claude Kelly, William Tyler, Bill Wellings & J.J. Hunter
Produced by Polow Da Don
Contains a sample from ‘Jungle Juice’ written by Bill Wellings and J.J. Hunter, as performed by Elektrik Cokernut

Finisce il momento “soft” del disco e ritorniamo alle up-tempo con quello che, a mio avviso, oltre ad essere l’unico vero brano di riempimento del disco (come se ne necessitasse!), non c’entra veramente un tubo!
I Hate Boys è una canzoncina facilissima, con una struttura elementare ed un testo divertente, nonostante duri meno di 2 minuti e mezzo secondo me fa anche troppi danni! Presa singolarmente è una canzone che mi piace anche e mi diverte ma… 1 – cosa c’entra nel disco!? 2 – perché proprio dopo le ballate? 3 – perché prima di My Girls? A mio avviso la inquina ma parliamone di sotto…!

‘My Girls’
Written by Christina Aguilera, Kathleen Hanna, Johanna Fateman & JD Samson
Produced by Le Tigre
Rap by Peaches

Brano che può far discutere questo, My Girls è il secondo ed ultimo brano con un featuring di Bionic e stavolta l’onore tocca a Peaches. Un pezzo sicuramente ripetitivo ed easy listening dal testo divertente ed ironico però a mio avviso coerente col resto del progetto perché è catchy ma “diverso” non scontato come può apparire, intendo dire che un brano così, sicuramente non è da singolo ma in mezzo a Bionic, Glam e Elastic Love ce lo vedo, gioca sul confine, non è un brano di grande personalità e la personalità saprebbe dargliela un video (nel caso di un singolo) o le canzoni attorno all’interno di un disco e I Hate Boys secondo me, messa prima del brano in questione alla fine di un disco così variegato e lungo rischia di influenzarlo e renderlo un pezzo scemetto ed inutile.

‘Vanity’
Written by Christina Aguilera, Ester Dean & Claude Kelly
Produced by Ester Dean

Chiudiamo questo primo disco con una perla di volgarità come Vanity! Andiamo!!!
Vanity torna all’electro-pop iniziale, è ironica, Christina interpreta un po’ questa fantomatica strega di Biancaneve rivolgendosi allo specchio presa da un attacco di vanità dove dice di essere la migliore. Si prende in giro, gioca con sé stessa e risulta divertente peccato che si definisca la regina della cagne, inviti la gente a baciarle il di dietro e alla fine chiede “di chi è il trono?” e suo figlio “è tuo Mamma!”. A me sorge spontaneo… Ma perché questa volgarità!? Ma ce n’era bisogno da una cantante affermata con una voce pazzesca come la sua!? Ad ogni modo il pezzo è orecchiabile, non da singolo ma cattura e verso la fine (3,26) parte uno slide simile a quello di Candyman che è il vero perché del pezzo toccando un picco “A eb 5”.

‘Monday Morning’
Written by Christina Aguilera, Santi White, John Hill, Dave Taylor & Sam Endicott
Produced by John Hill & Switch

Eccoci nel secondo album e non sarebbe potuto partire in modo migliore! Adoro le produzioni Switch di quest’album e Monday Morning è una canzone inusuale e carinissima che sa prenderti facilmente senza nessuna macchinazione!
Una canzone spontanea dal testo originale dove Christina, senza fare nessun acuto particolare, sa imporsi per qualità ed estro. Tutte le canzoni di questo secondo disco apparterranno al concept iniziale che Christina aveva dell’album e sono veramente interessanti, acquistare Bionic in versione standard è assolutamente un delitto.

‘Bobblehead’
Written by Christina Aguilera, Santi White, John Hill & Dave Taylor
Produced by John Hill & Switch

F A N T A S T I C A! Troppo divertente Bobblehead, spicca nel disco, piaccia o non piaccia è un pezzo che brilla per originalità dove Christina ci prende gusto a rappare e lo fa con swagger, con una velocità pazzesca ! Stare sul tempo di un pezzo così è difficilissimo specie se non è il tuo stile, l’arangiamento è molto scarno, sintetico ma diretto!

‘Birds Of Prey’
Written by Christina Aguilera, Cathy Dennis, Helen Marnie, Daniel Hunt, Mira Aroyo & Reuben Wu
Produced by Ladytron

Questa, assieme ad Elastic Love è il pezzo che più amo, è stupendo!
Ladytron, un nome una garanzia, il fiore all’occhiello del disco, gruppo di affermato talento che ha prodotto con Christina 4 pezzi (nel disco deluxe ne finisce solo uno ed un secondo è la bonus track di iTunes).
La canzone è incalzante, ancora una volta C. non fa troppi abbellimenti vocali e acuti particolari cantando il pezzo con un filo di voce (stra-lavorato poi con la tecnologia), il testo è bellissimo ma non lo voglio svelare, vi consiglio solo di premere play su questa traccia e se non vi cattura fatelo ancora un paio di volte e potrebbe diventare una droga.

‘Stronger Than Ever’
Written by Christina Aguilera, Sia Furler & Sam Dixon
Produced by Samuel Dixon

Ecco che spunta un’altra ballata (sempre dalle mani di Christina e Sia) “d’avanzo”… Ma poi perché “d’avanzo”!? E’ una ballata che non ha niente di meno delle altre, la trovo anche radiofonica e più coerente col concept, onestamente ce la vedrei in mezzo ad un Elastic Love e Birds of Prey.
Ha una struttura piuttosto semplice, nel ritornello fa il solito salto di voce e sul finale ci propone variazioni sopra all’inciso, insomma nulla di nuovo ma sa farsi ricordare questo pezzo, mi immagino Chris che la canta col nuovo look “Glam-Rock”!

‘I Am (Stripped)’
Written by Christina Aguilera, Sia Furler & Sam Dixon
Produced by Samuel Dixon

I Am viene riproposta in versione acustica per poter essere ancora più apprezzata, in questa veste Christina appare ancor più vulnerabile, si capisce perché abbia scelto di inserire il pezzo anche in questa veste, sa attribuire ancor più valore all’originale.
‘Little Dreamer (Bonus Track)’
Written by Christina Aguilera, Cathy Dennis, Helen Marnie, Daniel Hunt, Mira Aroyo & Reuben Wu
Produced by Ladytron

Questo pezzo si trova soltanto nella versione del disco su iTunes come bonus track e diciamocelo: questa mossa è una s**onzata!!!!
I Ladytron hanno saputo cogliere pienamente l’anima di Christina e la direzione che voleva intraprendere, qui tirano fuori un’altra perla con la loro produzione. Little Dreamer è un pezzo un po’ ripetitivo ma accattivante, sicuramente lontano dalle radio ma squisito. Odora di estate, sembra un pezzo da sentire in macchina a palla coi finestrini abbassati, mi dà un senso di libertà.

Il giudizio complessivo è 4/5.

Christina o la RCA o chissà chi hanno mischiato 3 generi lontani, l’artista non si è messa in gioco completamente come ha fatto coi 2 precedenti album, l’azzardo qui è solo 1/3 però tutte le canzoni sono così appetibili, con un lavoro della Madonna dietro fatto da grandissimi professionisti che non può non farti venire voglia di riascoltarlo o farti dire che è brutto, casomai per qualcuno potrà essere un polpettono un lavoro di una cantante che vuole strafare ma brutto no. Tanto la mossa dell’immagine volgare è sbagliata (per me) quanto azzeccata è la data di uscita, alle porte dell’estate, è un disco che non poteva nascere in un periodo migliore, il caldo aiuterà questi pezzi ne sono certo.
Voi che ne dite!?

Recensione di _Loray_ (IwillBe)

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