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Rihanna – Talk That Talk (Recensione CD)

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Non è certamente la popstar più abile vocalmente, non è nemmeno la più brava on stage, tuttavia Rihanna è la rappresentazione del Pop moderno, ed è assolutamente inarrestabile nei tempi, sfornando a 6 anni dal suo debutto il suo sesto album in studio intitolato “Talk That Talk”. A meno di 1 anno di distanza dal suo precedente “Loud”, che ad oggi ha venduto oltre 6 milioni di copie nel mondo, la SuperStar caraibica torna con un progetto nuovo di zecca che farà la gioia dei suoi fans. Dei fans che non sono mai rimasti a digiuno di nuova musica della loro beniamina da quando ha fatto ballare il mondo con “Pon Da Replay”, nel lontano 2005.

Il nuovo progetto “Talk That Talk” viene anticipato dal nuovo singolo “We Found Love” mentre ancora “Cheers” faceva il suo gioco in classifica. La prima track del disco segue un filo logico, ha un beat dance, e sembrerebbe che Rihanna voglia proporre una sorta di “Loud” parte 2, tuttavia, durante questa recensione, scoprirete che la ragazza vuole creare atmosfere diverse tra loro, in un disco, che già dal primo ascolto risulta più rischioso, variegato, e futuristico.

1) You Da One: ..proprio dal secondo estratto dal disco, si può capire che Rihanna non è solamente una semplice popstar che segue i trend dance-commerciali del momento. Scritta da Ester Dean e prodotta da Dr.Luke, la canzone è creata appositamente per fare il delirio nelle radio, proprio così, “You Da One” è estremamente radio compatibile, ed a differenza del primo singolo potrebbe piacere tantissimo anche agli ascoltatori Urban. Fresca, sbarazzina, giovanile, e perfetta per i suoi fans. Un Pop decisamente più rilassato, che respira, e che profuma di anni ’90! “My Love Is Your Love, Your Love Is Mine” ricorda inequivocabilmente “My Love Is Your Love”, la hit del 1999 di Whitney Houston, che Rihanna ha citato più volte come suo idolo. Ma si tratta solo di una somiglianza di lyrics, il pezzo ha delle tinte pop, ed il solito accenno caraibico, che la rende a dir poco irresistibile. Dopo alcuni ascolti diventerà la canzone che fischietterete più di questo CD!

2) Where Have You Been: insieme a “We Found Love” è la track più dance e più pompata. Il risultato forse supera addirittura il primo singolo, farcita di sonorità potenti, distorsioni, bassi, e voce che s’incolla ad un beat dai sapori trance. Il pane giusto per il suo fanclub “pro Loud” ed assolutamente una club-banger per le discoteche commerciali. La produzione sembra molto simile a quella di Calvin Harris, tuttavia dietro questo pezzo c’è la mano di un versatilissimo Dr.Luke. Successo assicurato, anche se a tratti questa esasperazione nel beat la rende una delle track più truzze degli ultimi anni.

3) We Found Love: la prima domanda che mi sono posto quando l’ho sentita è “come la farà live?”! “We Found Love” è una canzone commerciale-dance al 100%, ma la vocalità di Rihanna è armoniosa, leggera, prolungata, ed angelica. Il richiamo spietato alla dance (o italo-dance) degli inizi ’90, senza dubbio. La combinazione tra la voce soave, ed il beat aggressivo, me la fa apprezzare più di “Only Girl” ed altri singoli dance della Rih. Il video che accompagna la canzone è provocatorio e forte, e certamente uno dei migliori di questo 2011. Pollice verso invece per la monotonia del testo, anche un po’ banalotto, anomalia che viene assolutamente compensata da una creazione Dance superlativa e di spessore. Già 3 le settimane alla 1 di Billboard, un nuovo grande risultato per RiRi.

4) Talk That Talk (feat. Jay-Z): e qua cominciamo veramente a capire che questo progetto non è il solito banale assemblaggio di musicaccia dance-frociarola. Insieme a Jay-Z Rihanna fu consacrata ed entrò nell’olimpo delle superstar internazionali con “Umbrella”. Con “Talk That Talk” riscopriamo finalmente una Rihanna più R&B! Beat creato dagli Stargate praticamente impeccabile, forma perfetta per i club, splendido beat aggressivo ma non schizofrenico. Sexy, coinvolgente, ed un bridge che non vediamo l’ora di ballare! La coppia lavorativa centra ancora una volta l’obiettivo, certamente sarà dura superare “Umbrella” ma siamo convinti che questo singolo potrebbe fare la felicità, specie nelle classifiche Urban!

5) Cockiness (Love It): Rihanna senza alcun pudore, questa la caratteristica di questa “Talk The Talk” Era, che si esprime anche tramite questa pazzesca, confusionaria, e forse eccessiva produzione di Bangladesh “Cockiness (Love It)”. Ms. Citofono (come l’ho soprannominata con amici) esprime tutta la sua ricercata volgarità in questa uptempo caotica, e chissà, innovativa? “Mi piace, mi piace, Mi piace quando la mangi”, ripetuto fino alla nausea. Sarà forse il sangue caraibico che scorre nelle sue vene, ma certamente con questo pezzo si è superata in volgarità. Detto questo non riesco ancora ad esprimermi sul lavoro di Bangladesh, e questa produzione certamente fuori dal comune… una canzone “trend-setter”, o semplicemente un’ammucchiata di sonorità a caso?

6) Birthday Cake:

7) We All Want Love: dopo essersi fatta una doccia fredda ed essersi calmata dalle sue voglie bollenti, Rihanna torna in versione romantica. Produzione dei No ID, che ricorda le produzioni Stargate di alcuni anni fa, un testo banale e buonista con il quale però ci si può facilmente identificare. Quasi da stadio, con tanto di chitarrina che la rende quasi una produzione country. Il pezzo mostra la faccia più “pulita” di questa discussa popstar. Non penso abbia le capacità di muovere grandi numeri in classifica, e pertanto preferirei rimanesse una album track.

8) Drunk On Love: anche gli StarGate hanno voluto tornare sulle loro orme con “Drunk In Love” una midtempo delicatissima, dove Rihanna si sgola letteralmente. Il pezzo certamente ha del grande potenziale, e nel beat possiamo trovarci delle somiglianze con “Closer” del suo amico Ne-Yo. Potrei vederla assolutamente come un grande successo, specialmente quando ci sarà da scegliere una canzone un po’ più tranquilla. Con tutto l’impegno, questi nuovi pezzi tranquilli di Rihanna non riescono a scalfire la grandezza di track del passato come “Unfaithful” o “Take A Bow”. Ho la vaga sensazione che questo tirare “eccessivamente” la voce di Rihanna sia quasi controproducente.

9) Roc Me Out: e qua non posso fare che inchinarmi a sua maestà. Stargate assolutamente ispirati per questo album, e “Roc Me Out” per conto mio sfiora il capolavoro! Questi finalmente si sono svegliati ed hanno deciso di diversificare un po’ il Pop di oggi, praticamente riciclato e fotocopiato con le solite sonorità truzzo-dance. In “Roc Me Out” ci sono venature un po’ rockeggianti (la sua “Fighter”?), c’è un’energia incredibile, un ritornello impeccabile senza balbuzie alla Lady Gaga, un beat irresistibile e ballabilissimo senza trance e senza bassi invasivi. Coinvolgente, diversa dai pasti quotidiani che ci vengono offerti nella musica Pop 2011, una sorta di piatto appetitoso ed esclusivo. Innamoratissimo.

10) Watch N’Learn: produzione di Hit-Boy, la track è certamente la più “Rude Boy”, la più caraibica del progetto. Beat allegro, veloce, estivo, fresco. Rihanna gioca con delle filastrocche, tira fuori la voce più cruda e ringhiata. Spassosa, ma forse le manca qualcosa….

11) Farewell: Conclude il disco base questa produzione di Alex Da Kid, che regalò il successo a Rihanna ed Eminem in “Love The Way You Lie”. Il pezzo non raggiunge tale livello, ma sicuramente è una canzone riuscita, tanto da diventare nel disco la mia slow preferita. Ballatona romantica, sound pieno e coinvolgente, quel tipo di pezzi che nel freddo inverno potrebbero fare grandissimo successo, chissà se l’etichetta la sceglierà come singolo.

Bonus Tracks:

12) Red Lipstick: Chase & Status producono questa canzone magica! Beat tra l’elettronico e le sonorità tribali arabe, si fondono in una track che meritava il suo posto nella versione Standard del disco! Dopo “Talk That Talk” e “Roc Me Out” diventa il mio terzo pezzo preferito del disco. La produzione è assolutamente impeccabile, innovativa, sofisticata, ricorda un po’ la “Rated R” Era. Ci vedrei perfettamente un video dark, occulto.

13) Do Ya Thang: torna una produzione Dream, producers che negli anni ha firmato tante hits, ma che con l’ultimo album di Ciara ha provato di non essere in un periodo molto favorevole. La canzone scivola via piuttosto facilmente, qua viene ricercato un ritornello ripetitivo, che però al momento non mi colpisce particolarmente.

14) Fool In Love: Rihanna si rivolge a Mamma e Papà in questa canzone, per declamare il suo amore verso un ragazzo. Trattasi di una ballad, dolcissima, con un testo assolutamente originale, ed una Rihanna sorprendentemente virtuosa a livello vocale. Un virtuosismo che purtroppo fino ad oggi le riesce bene solo sul disco inciso e modificato…
Buona canzone, ballatona con degli inserti di chitarra elettrica, Pop di buon spessore.

Rihanna è la grande cross-over Postar di questi anni, e lo dimostra al 100% in questo sesto lavoro in studio. Chi si aspettava un lavoro affrettato è rimasto spiazzato. Quasi tutti i brani del disco hanno potenziale, e posso scommettere che Rihanna farà segnare nuovi record con questo album.

Troviamo elementi dance, che hanno fatto il successo di Rihanna specialmente in Europa, ma troviamo anche dei brani che richiamano l’R&B, ed un Pop più genuino e variegato, senza dimenticare le sonorità caraibiche che appaiono quasi sempre in qualche pezzo dei lavoro di Rihanna, e che la differenziano dalle altre.

“Talk That Talk” è un progetto completo, un buon compromesso tra l’innovativo e rischioso “Rated R” ed il commercialissimo “Loud”.

Come Popstar, ad oggi Rihanna avrebbe la possibilità di superare tutta la concorrenza. Per riuscire in questo deve mantenere saldo il suo fanbase Urban, deliziato da brani come “Umbrella”, “Rude Boy”, ed in questo caso “Talk That Talk”, ma deve anche occuparsi di estendere il suo dominio Pop, mantenendosi aggiornata nelle produzioni e nel sound, in questo caso faranno al caso suo “We Found Love”, “Roc Me Out” e “Where Have You Been” in questa Era.

Se la analizziamo a risultati in classifica, e capacità di fare “cross-over”, Rihanna può essere vista come una Beyoncé Knowles o una Janet Jackson dei tempi moderni. Non spaventatevi, si tratta di un paragone riferito al profilo “commerciale” e di risultati nelle charts, niente a che vedere con il talento assolutamente differente tra queste tre artiste.

Nel complesso mi sono trovato a mio agio ascoltando questo CD. Mi aspettavo un disco riciclato, frettoloso, giusto per tenere in vita il nome di Rihanna nelle charts, ed invece sono rimasto sorpreso, colpito dalle produzioni variegate e ben elaborate di questo lavoro. Bilanciato bene, non manca niente, e renderà felici sia i fans della “Rated R” Era quanto quelli della “Loud” Era, oggettivamente molto diversi tra loro. Pur apprezzando la costante uscita di nuovo materiale, ci auguriamo che questa era possa essere sfruttata al 100%, e possa aprire un momento di pausa per lei.

R&B Junk Rating: 3.5/5

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