Rina Sawayama – SAWAYAMA (Recensione Album)

Rina Sawayama, cantautrice e modella di origini giapponesi naturalizzata britannica, è la nuova promessa del pop acclamata dalla critica mondiale.

Dopo l’apprezzato EP di debutto “Rina”, la giovane cantante torna con un progetto più completo e ambizioso, dal titolo “SAWAYAMA”, pubblicato il 17 Aprile 2020 e trainato dai singoli “STFU!”, “Comme Des Garçons (Like the Boys)”, “XS”.

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L’album si presenta multi-sfaccettato e contaminato da diverse influenze, non solo provenienti dal pop più commerciale…ma iniziamo con la nostra recensione track-by-track:

DYNASTY

La traccia di apertura è un’ottima introduzione all’album, presentandosi fin dai primi istanti come un pezzo potente e drammatico.

La soffice voce di Rina viene inizialmente accompagnata da un arrangiamento elegante ed etereo per poi arrivare ad un esplosione di chitarre elettriche, con una chiara influenza metal che ricorda i Limp Bizkit.

Una melodia marcatamente pop caratterizza il pezzo, che si presenta come un invito a rompere gli schemi per seguire una nuova “dinastia”. L’intermezzo in cui la voce di Rina sembra competere con l’assolo di chitarra su note sempre più alte lascia senza fiato.

XS

Terzo singolo estratto dall’album, XS è un pezzo ironico sugli eccessi e la ricerca dell’opulenza (ricorda in questo senso un brano iconico come “Stupid Girls” di P!nk).

L’arrangiamento inusuale, che unisce ancora una volta pesanti riff di chitarra con suoni più vicini ai N.E.R.D. più pop, e la melodia infettiva lo rendono una scelta azzeccata come singolo. 

STFU!

Lead single dell’album, STFU! (acronimo per “Shut the fuck up!”), è uno dei pezzi più potenti dal punto di vista sonoro.

La canzone è una critica al continuo uso di stereotipi sull’etnia giapponese che Rina si è sentita rivolgere nel corso della vita.

L’arrangiamento è questa volta più prepotentemente rock e aggressivo, ricordando i tempi d’oro dei No Doubt di Gwen Stefani. L’influenza della Stefani si sente anche nel ritornello, in cui la produzione si fa più morbida per accompagnare il sussurrato invito della cantante a tacere. 

COMME DES GARÇONS (LIKE THE BOYS)

Secondo singolo ufficiale, questo brano è una prima svolta dal punto di vista sonoro. Elemento portante della produzione è un potente riff di basso che ben accompagna il messaggio di “female empowerment”. È uno dei pezzi più apprezzati dalla critica, marcatamente pop ma anche spiccatamente originale.

AKASAKA SAD

Questo pezzo cambia ancora una volta le carte in tavole, con un arrangiamento caratterizzato da suoni più vicini all’electro-pop più sperimentale.

La produzione è ottima ed accompagna un messaggio questa volta più personale, reso anche con un secondo verso in giapponese: Rina infatti cita infatti il nome di sua madre (Akasaka Sawayama) per descrivere come si senta spesso fuori posto, come probabilmente si sentirono i suoi genitori dopo il trasferimento a Londra.

PARADISIN’

La sesta traccia dell’album, Paradisin’, sembra provenire direttamente da un videogame giapponese o da una serie di Disney Channel.

La stessa Rina ha citato queste influenze per la produzione del pezzo, che ha immaginato come ipotetica colonna sonora di una sit-com à la “Hannah Montana” ma basata sulla sua vita. Nonostante sia una traccia nostalgica sul suo ribelle passato da teen-ager, il pezzo è un allegro bubble-gum pop, a tratti un po’ stucchevole. 

LOVE ME 4 ME

Citando addirittura RuPaul (“if you can’t love yourself, how are you going to love somebody else?”), questo pezzo è una feel-good song, una lettera che la cantante scrive a se stessa per potersi amare esattamente così com’è.

Il brano vuole portare un messaggio importante accompagnato da un arrangiamento dalle influenze pop’n’b più tipiche degli anni 1990-2000 che ben si colloca in un album così variegato. 

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BAD FRIEND

Ottava traccia, Bad Friend, è uno dei pezzi più emozionanti del disco. Dedicata da Rina alla sua migliore amica, questa canzone parla di tutte le volte in cui ognuno di noi si è sentito un “cattivo amico” per le persone a cui tiene.

La produzione è morbida con piccoli elementi anni ’80 e caratterizzata anche da un dolce uso di vocoder nel ritornello. 

FUCK THIS WORLD (INTERLUDE)

Questo intermezzo è una riflessione sulla situazione del mondo attuale, che spinge la cantante a volersi a volte isolare per non dover affrontare la difficile missione di portare un vero cambiamento. Un buon pezzo, ma non uno dei migliori dell’album. 

WHO’S GONNA SAVE U NOW?

Accompagnato da cori da stadio, questo brano pop-rock ricorda a tratti la Christina Aguilera di Stripped. Un pezzo potente, diretto a un ex-amante, in cui Rina ci regala ottimi acuti in piena voce. Si tratta di uno di quei pezzi che riscaldano l’atmosfera durante un concerto, perfetto anche come apertura.

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TOKYO LOVE HOTEL

Unendo elementi anni ’80 a suoni e melodie più tipici del mondo pop asiatico, Tokyo Love Hotel è una lettera alla città di Tokyo.

La cantante critica chi non apprezza la profondità della cultura giapponese e tratta la città come uno dei suoi Love Hotels, motel a ore dove ci si ritrova per avere rapporti sessuali. Interessante il messaggio e la produzione, ma il pezzo non raggiunge i livelli di altre tracce presenti nell’album. 

CHOSEN FAMILY

Chosen family è l’unica vera e propria pop ballad dell’album, dedicata dalla cantante alla comunità LGBTQ, sua famiglia per scelta.

È un pezzo commovente e potente, in cui la produzione si fa a tratti banale per lasciare spazio a un più importante messaggio: non serve avere legami di sangue per sentirsi parte di una famiglia. Chapeau.

SNAKESKIN

Tredicesima e ultima traccia, Snakeskin rappresenta una delle più interessanti produzioni dell’album. L’arrangiamento unisce suoni eterei ad atmosfere più dance e pop/trap per poi concludersi con un campionamento di Beethoven (!).

Il messaggio è anch’esso potente: Rina fa capire come questo album fosse la sua “pelle di serpente” pronta per essere indossata dai suoi fan e strumentalizzata dall’industria musicale. Un ottimo brano di chiusura che rende chiaro il progetto nel suo complesso. 

Questo album di debutto è davvero impressionante, sia dal punto di vista produttivo che creativo. Rappresenta sicuramente un’ottima presentazione di Rina Sawayama nell’industria musicale!

E voi avete già ascoltato l’album? Cosa ne pensate?

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