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Sanremo 2018: seconda serata con tanti ospiti, Meta e Moro non cantano!

Ecco il resoconto e la pagella della seconda serata di Sanremo 2018.

Un’altra notte di musica e sfide a Sanremo 2018. Sono stati 9 milioni 687 mila, pari al 47.7% di share, i telespettatori che hanno seguito ieri su Rai1 la seconda serata del festival di Sanremo di Claudio Baglioni.

Nel 2017 la seconda serata del festival condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi aveva avuto in media 10 milioni 367 mila spettatori, pari al 46.6% di share.

Lo show riprende, dopo il successo di ascolti del debutto, tra l’esordio delle nuove proposte, il ritorno di 10 big e gli ospiti che affollano uno dopo l’altro il palco: Pippo Baudo, Sting, Roberto Baglioni, per citarne solo alcuni.

Un colpo di scena precede la direttadella seconda serata: non si esibisce la coppia Ermal Meta-Fabrizio Moro, scivolata a oggi in attesa del verdetto Rai sulla presunta copiatura della loro canzone “Non mi avete fatto niente” e sostituita, per questa sera, da Renzo Rubino.

Ma lo spettacolo continua e le emozioni dall’Ariston non mancano. Ad aprire le danze è un duetto Michelle Hunziker-Claudio Baglioni sulle note del brano “Il pozzo dei desideri”, dalla colonna sonora di Biancaneve e i sette nani: il tempo necessario per lanciare le nuove proposte e la gara dei giovani può cominciare. Inizia Lorenzo Baglioni, e la sua “Il congiuntivo”, primo delle quattro nuove proposte a esibirsi sul palco dell’Ariston.

Segue Giulia Casieri con il brano “Come stai”, poi Mirkoeilcane con “Stiamo Tutti bene”, infine Alice Caioli con “Specchi rotti”.

Al termine delle esibizioni esce subito la classifica stilata dalla giuria Demoscopica dei primi quattro giovani, nell’ordine: Caioli, Baglioni, Casieri, Mirkoeilcane. E subito si passa ai Big: i primi a cantare sono Le Vibrazioni, con il brano “Così sbagliato”, a cui segue Nina Zilli con “Senza appartenere”.

Prima di proseguire con gli altri artisti in gara ecco che la sfida a colpi canori lascia spazio ai

primi superospiti della seconda serata: Il Volo.

I vincitori dell’edione 2015 del Festival con il brano “Grande Amore” si presentano sul palco esibendosi sulle note di “Nessun Dorma” e in un duetto con Baglioni nel pezzo “Canzone per te”, omaggio a Sergio Endrigo.

Riprende la gara, tra le esibizioni di Diodato e Roy Paci con “Adesso” e quella di Elio e Le storie Tese con “Arrivedorci”, c’è il momento Pippo Baudo.

Il conduttore entra in scena a 50 anni dal suo debutto sull’Ariston e legge una lettera aperta al Festival in cui ricorda il suo “Sanremo”: la Pausini e Ramazzotti, Benigni e il bacio a Sharon Stone, Marchesini-Solenghi-Lopez e il bacio a Luciana Littizzetto, Whitney Houston e Bruce Springsteen.

Non può che finire con un’altra standing ovation, l’orchestra si alza, il pubblico applaude e chiama “Pi-ppo, Pi-ppo”. Dopo lo storico conduttore del Festival ecco arrivare un altro ospite: Biagio Antonacci che canta il suo nuovo singolo “Fortuna che ci sei” e “Mille giorni di me e di te” in duetto con Baglioni.

Riparte quindi la gara dei Big con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico e la loro “Imparare ad amarsi”, e con Red Canzian che canta “Ognuno ha il suo racconto”. In mezzo tra le due esibizioni tiene banco un Favino scatenato: in uno sketch irresistibile, l’attore si scatena sulle note di “Despacito”, in un ballo senza freni con Michelle Hunziker. La gara viene ancora una volta interrotta dall’arrivo dell’ospite internazionale della serata, Sting, che omaggia l’Italia cantando “Muoio per te”, la versione italiana di “Mad about you” scritta da Zucchero, prima di duettare con Shaggy sulle note di “Don’t make me wait”.

Ma arriva poi uno dei momenti clou fin qui di questo Festival: Franca Leosini incalza Baglioni intercalando le strofe di “Questo piccolo grande amore”. L’effetto comico è irresistibile e alla fine la protagonista delle “Storie Maledette” si mette a cantare, come tutti noi.

Dopo le varie ospitate si ritorna quindi alla normalita con la gara tra i big. È il turno di Ron, con l’inedito scritto da Lucio Dalla “Almeno Pensami”, e di Renzo Rubino che con “Custodire” prende il posto della coppia Meta-Moro. Ritocca a Il Volo salire sul palco, questa volta intonando in coppia con Claudio Baglioni proprio una famosa canzone del cantante romamo, “La vita è adesso”.

Dopo l’esibizione dei tre ragazzi si ritorna alla gara con Annalisa e la sua “Il mondo prima di te”. Il brano ha tutti i crismi per arrivare fino in fondo: melodia e testo costruiti apposta per fare centro, almeno al Festival.

Infine i Decibel con “Lettera dal Duca”. Finisce quindi la prima sfilata di big. Ed è tempo di classifiche, solo precedute da un’ esecuzione dell’eterna “Samarcanda” di Roberto Vecchioni, oltre alla sua “Chiamami ancora amore” che trionfò A Sanremo nel 2011, e dalle gag del Mago Forrest che si trasferisce, per una sera, da Mediaset alla Rai.

A fine serata ecco dunque il posizionamento per fasce dei 10 big in gara, in base al voto della giuria della sala stampa, che vale per il 30%. Nella zona blu, la più alta, si sono piazzati Diodato e Roy Paci, Ornella Vanoni-Bungaro-Pacifico, Ron. Nella zona gialla, quella di mezzo, ci sono: Le Vibrazioni, Annalisa, Decibel. Infine nella zona rossa: Nina Zilli, Elio e Le Storie Tese, Red Canzian, Renzo Rubino.

(Voto alla seconda serata: 7) Lo potremmo definire il Festival della terza età.

Lo dicono innanzitutto i verdetti parziali: le favorite della vigilia Annalisa e Nina Zilli vengono superate dall’83enne Ornella Vanoni e dal non altrettanto giovane Ron.

Lo dice uno dei protagonisti di serata, Pippo Baudo, imbiancato e mattatore, e lo dice infine il padrone di questo Sanremo, Claudio Baglioni, criticato per aver concepito un’edizione troppo musicale, eppure premiato dai numeri della prima serata, e per nulla turbato dal piccolo caso Meta-Moro che ha agitato un po’ il preserata.

Nonstante tutto, quella di ieri è stata una serata gradevole, con pochi punti morti e finalmente il giusto equilibrio tra musica, interventi dei presentatori e degli ospiti.

Ad eccezione del Volo, a mio parere totalmente fuori luogo nell’omaggio a Sergio Endrigo, ma piacciono al pubblico, che riserva comunque loro una standing ovation. Nell’insieme le canzoni richiedono almeno un altro passaggio perché si facciano apprezzare e si capisca il loro valore sulla media e lunga distanza.

Ma Baglioni ha mantenuto la promessa di un Sanremo diverso e a sua immagine e somiglianza. Che ne pensate della serata di ieri di Sanremo?

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