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Testo Aveva Vent’Anni – Paolo Tocco

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Decise il cuore la via della ragione
Decise il vizio la via della prigione
Salì sul treno senza neanche salutare
E dal posto finestrino guardava gli occhi di chi restava
E dal posto finestrino guardava gli occhi di chi restava

Prese un cappello e il migliore dei suoi vini
Prese un coltello e il peggiore dei suoi cani
Decise il giorno che non l’avrebbe più sposata
Qualcuno se lo ricorda a guardare stelle come fa un pittore
Qualcuno se lo ricorda a contare stelle come un aviatore
Qualcuno se lo ricorda…

Che aveva vent’anni, vent’anni consumati
Con il sole negli occhi e la ruggine sulle mani
E volava nel cielo come vola un aquilone
E sotto a quel portone sul baffo nero del pescatore
E sotto a quel portone col ferro nudo del cacciatore
E sotto a quel portone…il pazzo vince e l’amore muore.

E fu la vita a tradirlo per amore
E fu l’amore a tradirlo in questa vita
E li sorprese, amanti e clandestini
Mano nella mano giudicati dall’inquisizione
Mano nella mano condannati dal buon pastore
Mano nella mano…

E aveva vent’anni, vent’anni da impiegato
Con le matite e i colori e la polvere da sparo
Riciclava i suoi sogni per rivenderli al peccato
E sotto a quel portone sul baffo nero del pescatore
E sotto a quel portone col ferro nudo del cacciatore
E sotto a quel portone…il pazzo vince e l’amore muore.

Che aveva vent’anni, vent’anni consumati
Con il sole negli occhi e la ruggine sulle mani
E volava nel cielo come vola un aquilone
E sotto a quel portone guardava stelle come fa un pittore
E sotto a quel portone contava stelle come un aviatore

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