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The Weeknd: il nuovo album “Starboy” ha segnato un calo drastico per lui!

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Il cantante canadese The Weeknd è tornato lo scorso anno con il suo ultimo disco “Starboy”, di cui fanno parte le hit “Starboy” appunto e “I feel it comin'” .

Il suo precedente album, che lo aveva portato alla ribalta ed al successo mondiale, “Beauty Behind the Madness”, era stato rilasciato solo nel 2015, un anno prima dunque. Quella di pubblicare un album all’anno era una strategia attuata da Rihanna all’apice del successo, ed in quel periodo pagò, segno che Universal avesse molte rosee aspettative nei confronti di The Weeknd, che si mostrava essere come una delle scoperte più promettenti degli ultimi anni.

L’interprete si è dovuto scontrare con Bruno Mars come rivale maschile nel periodo di uscita dell’album (Bruno ha fatto molto meglio di lui), ed è stato buttato immediatamente in pista dopo la vicenda Frank Ocean, che ha voltato le spalle a Universal rilasciando il suo progetto in maniera indipendente. Forse è addirittura per questo che The Weeknd è tornato a sorpresa, per cercare di oscurare il talentuoso Frank.

Qualunque sia il motivo, all’epoca molti giudicarono prematuro un comeback così affrettato, interrogandosi su quanto questo avesse penalizzato l’effettiva qualità dell’album.

A distanza di svariati mesi possiamo notare che Starboy ha ottenuto risultati considerevolmente inferiori rispetto il precedente LP, tanto che, ad oggi, il disco non è stato neppure certificato gold in USA, neanche con lo streaming, dove The Weeknd era fortissimo.

Beauty Behind the Madness ha ottenuto la certificazione triplo platino in USA, smerciando oltre 1 milione di copie vendute in un anno.

Le differenze sono pronunciate anche se si guarda il mercato internazionale, date un’occhiata:

Beauty Behind The Madness
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Starboy

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Un calo drastico, che ci fa capire come l’hype che ruota attorno a questo personaggio, ultimamente anche al centro del gossip per il suo fidanzamento con Selena Gomez, stia pericolosamente scemando.

Una gestione confusionaria dei singoli, una copertina forse un po’ troppo azzardata per via dei contrasti cromatici che potrebbero anche risultare fastidiosi, fatto sta che per ora l’album nemmeno lontanamente sta riuscendo a replicare i risultati del suo predecessore.

Forse ormai dobbiamo abituarci a cali che avvengono in tempi sempre più brevi e non dopo diversi anni di carriera, un po’ come è successo ad Iggy Azalea, passata praticamente dalle stelle alle stalle nel giro di 2 anni.

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