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Tidal: dati streaming “truccati” sulla piattaforma di Jay-Z!

A due anni dal lancio ufficiale di Tidal, la piattaforma non ha mai smesso di difendersi dalle molteplici polemiche che ne hanno costantemente intaccato la credibilità.

C’è da dire che neanche Jay-Z, in questi anni,  è stato particolarmente chiaro sui dati reali degli streaming, in particolare quando si è trovato nelle condizioni di permettere ai propri artisti di poter usufruire delle modalità di conteggio appropriate per entrare nelle classifiche americane più importanti.

Due pesi e due misure che hanno portato artisti importanti come Kanye West a prendere provvedimenti drastici per tutelare i loro interessi. Risale a qualche mese fa la notizia in cui West dichiara di aver chiesto agli amministratori di Tidal 3 milioni di dollari di arretrati, a fronte di un risarcimento per gli sforzi di marketing messi in campo dalla sua produzione. Incluso nella cifra stabilita anche il pagamento di un bonus per l’incremento di un milione e mezzo di abbonati del servizio streaming registrato con l’annuncio della pubblicazione nel febbraio del 2016 del suo ultimo album The Life of Pablo.

L’ultima notizia. che mette nuovamente in cattiva luce la piattaforma, riguarda proprio le ultime cifre inviate al Nielsen SoundScan, responsabile dei dati su cui si basa la classifica Billboard. Secondo il comunicato che riportiamo qui sotto, due album in particolare avrebbero “truccato” i numeri necessari per scalare la classifica:

“Nella prima settimana di pubblicazione di 4:44, gli streaming totali riportai da SoundScan erano 122 milioni, di cui 68 milioni in più degli streaming calcolati da BuzzAngle. Allo stesso modo, due settimane prima, DJ Khaled ha vinto la “lotta” con gli Imagine Dragons per la #1 con 17 milioni di streaming in più riportati da SoundScan e non da BuzzAngle. Fonti interne hanno confermato che sia Apple Music sia Spotify, i servizi di streaming più importanti con il 90% complessivo di copertura, hanno riportato gli stessi numeri.”

In conclusione, Tidal sarebbe colpevole di aver gonfiato i numeri inviati a Soundscan per determinare le classifiche e si sarebbe interessato poco di riconfermare questi numeri con altri servizi come BuzzAngle, altro sistema utile a monitorare il consumo di musica negli USA.

Nessun commento delle parti ma qualcosa si sta muovendo all’interno di queste grandi organizzazioni. In primo luogo SoundScan sta cercando di riformare le modalità di conteggio dei dati acquisiti per evitare futuri fraintendimenti. Tidal, intanto, potrebbe presto perdere il diritto di comunicare questi numeri per la formazione delle classifiche, perdendo di fatto la possibilità di diventare una piattaforma rilevante come Spotify.

 

 

Nonostante queste vicende, Tidal continua le sue mire espansionistiche e questa volta tocca proprio all’Italia. Dopo il lancio della versione 2.0 dell’ app mobile, che presenta design e layout rinnovati, in stile Apple e Spotify, sono state avviate le trattative per una partnership con Vodafone:  gli abbonati dell’operatore di telefonia potranno infatti provare la versione Tidal HiFi gratis per 6 mesi, attivando l’opzione Vodafone Pass Music: per 3€ ogni 4 mesi prevede l’ascolto senza consumo di giga.

Il servizio offrirà anche un’offerta specifica per il nostro territorio con la realizzazione di  speciali e playlist, i primi dedicati a Gue Pequeno, Max Pezzali e all’etichetta RecordKicks, e un evento, denominato Tidal X, che si svolgerà sabato 29 luglio al Fabrique di Milano e vedrà la presenza del DJ Kaskade e il duo italiano Lush & Simon: l’evento sarà gratuito per gli abbonati o per chi attiva il periodo di prova gratuito.

 

 

 

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