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VIBE magazine fa un’interessante analisi di Royalty di Chris Brown: l’intervista

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Chris Brown è protagonista del nuovo numero della rivista musicale VIBE. Il cantante virginiano compare infatti in copertina, ha posato per un photoshoot e si è lasciato intervistare per promuovere il suo settimo studio album, “Royalty” disponibile nei negozi di dischi ed online.

Proprio VIBE qualche tempo fa aveva dedicato a Brown un post speciale dove descriveva in che modo nei suoi 10 anni di carriera, Breezy avesse innovato l’R&B contemporaneo lasciando un’impronta tangibile, e rivoluzionando completamente il genere (Trovate la traduzione dell’interessante articolo QUI).

Ora, mettendo nuovamente in luce le caratteristiche che hanno reso Chris un vero e proprio artista d’avanguardia, la rivista ci offre un’ interessante visione a proposito della sua nuova pubblicazione musicale. Venerdì scorso, in concomitanza con la release del progetto, noi di RNBJunk vi abbiamo proposto la nostra recensione di “Royalty” (La trovate QUA), e devo dire che questo spunto ci era davvero sfuggito.

VIBE è partita da un confronto con il precedente disco di Breezy “X”, rilasciato poco più di un anno fa, nel settembre 2014. All’epoca Chris non era ancora a conoscenza del fatto di essere padre, dal momento che la madre della piccola, tale Nia Guzman, con cui Chris non aveva avuto una vera relazione, aveva preferito tenerglielo nascosto. L’interprete era fidanzato con la modella Karrueche Tran, con la quale ha rotto dopo la scoperta della paternità.

Dunque, la rivista VIBE ha evidenziato il fatto che ci sia stato un cambio drastico a livello dei testi e delle atmosfere tra “X” e “Royalty”, conseguente certamente alle vicende personali dell’interprete. “X” è infatti caratterizzato dalla presenza di molti brani d’amore, come “Lost In Ya Love”, “Time For Love”, “Don’t Be Gone Too Long”, “Lady In A Glass Dress”. In “Royalty” non c’è spazio per testi che siano d’amore romantico, anzi, troviamo addirittura canzoni che inneggiano ad una rivincita, pensate a “Zero”. Il cantante si rivolge apertamente alla ex nel brano “KAE”, facente parte della deluxe version, in cui dice: “Non dovevamo scivolare, scivolare via dall’amore“. Certo, anche in “X” si parla di solitudine e di relazioni finite, ma questo è perfettamente in linea con il tipo di rapporto che aveva CB con la Tran, un tira e molla continuo, che ben si traduce nelle tracce di “X”, che esplorano tutti i tipi di sentimento che possono derivare da una storia.

Se ci pensate bene, in “Royalty”, l’unica vera canzone d’amore (al massimo nelle altre si parla di intesa sessuale) è quella verso sua figlia, ed ancora una volta tutto ciò è perfettamente in linea con la situazione attuale dell’interprete: single e completamente assorbito dal suo ruolo di padre e dall’amore provato nei confronti della piccola “Royalty”. Non a caso la traccia chiude il disco. Dunque sotto un certo punto di vista “Royalty” è un disco più “freddo” di “X”, più controllato e misurato, ma non per questo meno autentico, anzi, ancora una volta Chris si è dimostrato abilmente capace di tradurre la sua vita in arte.

Messi gli affari di cuore nel dimenticatoio, Chris ha voluto offrirci un disco dal sound internazionale, che presenta una versione aggiornata delle sonorità toccate dai grandi, come Michael Jackson, Marvin Gaye e James Brown.

Parliamo ora dell’intervista. Chris si è mostrato calmo e pacato. L’autore dell’articolo lo descrive come un vero professionista durante il photoshoot: con un atteggiamento serio ha valutato le opzioni e scelto i vestiti, discutendo sull’impatto delle celebrità sulla moda negli anni, e parlando dei progetti futuri della sua linea “Black Pyramid”. L’interprete è incredibilmente a proprio agio durante il servizio fotografico, quasi come se fosse una dote genetica, passando da espressioni comiche alla Pippo e sorrisi spensierati a posture drammatiche e sguardi intensi con la stessa facilità.

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Ecco gli highlights dell’intervista:

“Penso che il controllo artistico sia proprio l’opposto di ciò che sono io. Qui si parla di libertà. Un sacco di miei dubbi o molti dei dubbi che ci vengono messi sul nostro essere persone o individui, non faccio sì che essi condizionino la mia vita. Il mio atteggiamento è quello di non aver paura ”

“Non è il mio lavoro quello di essere il vostro modello comportamentale; il mio compito è quello di essere la vostra ispirazione. C’è una differenza. Si può essere un beniamino ma anche un perdente o una persona non voluta da nessuno, ma si può comunque mantenere il controllo della propria vita, imparare, cambiare, e fare la differenza”.

Per Brown classificare la musica come Soul è riduttivo

“Soul (Anima)” non è riservato ad un genere di musica, una forma d’arte o una situazione.  Ciò che è davvero anima, è l’emozione incondizionata che emetti quando sei ad un concerto, o quando guardi il tuo artista preferito durante uno show televisivo. Oppure, se hai qualcuno  da amare, seduto accanto a te, e per nessun motivo, sorridi semplicemente. Potrebbe anche non essere una canzone, ma proprio qui in questo momento, qualcosa che mi dice di tirare fuori una grande energia, positiva o negativa. Questa è la nostra vera anima.”

Parla anche della condizione della gente di colore in USA:

“Io sono il giovane maschio di colore medio americano: un padre fuori del matrimonio, i tatuaggi, pantaloni bassi, che si intrattiene con le persone cosiddette “reietti”, stato in carcere, ha una fedina penale sporca”.

Dice di non volersi candidare alle elezioni certamente, ma vuole condannare le ingiustizie e dire la sua, afferma che gli uomini di colore debbano unirsi per lottare per i propri diritti, e che purtroppo non ci sia attualmente chi possa far sentire la loro voce. Dice di essere anche lui schiavo del materialismo come tutti, ma così come può lamentarsi di non avere abbastanza diamanti nella collana, può anche lottare per dare a qualcuno una casa, aiutare i senzatetto, dar da mangiare agli affamati, dichiarare le sue opinioni.

Brown ha detto che sua madre, Joyce Hawkins, ha patito la violenza domestica per mano del suo patrigno, ma chiarisce che il suo padre biologico è un altro genere di uomo. Clinton Maurice Brown è infatti un ex agente di polizia in pensione ed ufficiale di correzione.

“E ‘un po’ come essere il figlio del predicatore. Ho dovuto imparare. Ho dovuto toccare la stufa per vedere se era calda, anche se mi avessero dato più limitazioni da piccolo mi sarei ribellato. Mia mamma ha trascorso gran parte della sua vita cercando di prendersi cura di me, ed una volta che ho raggiunto la mia posizione ho cercato di fare altrettanto per lei.

Brown parla anche della scoperta della sua paternità. Ha ricordato di sospettare che Royalty fosse sua figlia prima di saperlo con certezza.

“Avrei dovuto capirlo. Avevo visto le foto, e mi sono detto ‘Dannazione.’ Così ho chiesto, e [Nia] mi ha detto che non era mia figlia. Così non me ne sono più preoccupato. Ma quando l’ho scoperto, non mi importava di non aver avuto una vera relazione con la madre, non mi importava di niente. Volevo solo vederla. Volevo solo essere in grado di avere questa opportunità. Non sono impazzito nè sono rimasto sconvolto, dovevo scegliere bene quali fossero le mie priorità in quella situazione. Io ho scelto di rendere mia figlia la mia priorità “

 

Chris si dichiara coraggioso, ma si affida a Dio. Alla luce di profonde riflessione avvenute tra le pareti di una cella, Brown ora sceglie di gustare la gratitudine.

“Sto andando a fare ciò che Dio permette. E se Dio non vuole, sarà Lui a fermarmi. Ma in questo momento mi sta lasciando campo libero. Io utilizzo il tempo che Lui mi ha concesso cercando di ispirare la gente. No, non mi sono fatto di crack, ma parlo di libertà, libero arbitrio ed amore e speranza incondizionata verso Dio ”

Sei un uomo timorato di Dio, giusto?
Assolutamente. Questa è l’unica cosa che temo.

Preghi?
Io prego tutti i giorni, penso che noi preghiamo anche inconsciamente.

Per cosa preghi?
Io non prego per il successo. Prego per la conoscenza, per la comprensione e la pace della mente. Io mi sforzo di pregare per questo, perché è un mondo grande, e potresti perderti cercando di accontentare tutti. Quindi cerco solo di ottenere pace della mente e comprensione, per essere in pace con i miei pregi e difetti.  Ecco perché penso che ogni volta  Lui mi mostra delle cose, o anche se faccio una scelta, e le decisioni che faccio sono salutari per me. Mi mostra la strada giusta. Quando benedico altre persone, mi ha sempre benedetto. Si tratta di apprendimento. Voglio imparare dalle esperienze delle persone. Voglio far loro imparare dalle mie esperienze. Non è un nuovo risveglio; sono io che cerco di capire chi sono. Chi sono ora.”

A 16 anni, Brown voleva semplicemente avere ragazze e comprare casa a sua madre. Dopo 10 anni, a 26 anni, Chris ha lasciato un’impronta indelebile, come ha fatto Usher, che Chris considera amico ed ispirazione, nonostante i due abbiano collaborato in “New Flame”. Quando gli viene detto che ha raggiunto più top 75 di Usher in metà tempo, Brown non vuole parlare di numeri.

“Se non fosse stato per Usher, Chris Brown non potrebbe esistere. Quando ho visto Usher, ho pensato, cazzo ha talento’ L’unico altro ragazzo che ho guardato in quel modo è stato Michael Jackson”.

Nonostante una carriera durata ben 10 anni ed andata avanti con tutti i suoi problemi, Chris non si considera un veterano. Per lui quel termine si usa per le vecchie glorie . Gli viene chiesto quale sarà la sua eredità, e lui pensa con attenzione prima di rispondere. “Dipende dalla gente” dice.

“Qualcuno potrebbe dire che Chris Brown è passato alla storia per aver picchiato una donna. Oppure qualcuno potrebbe dire che Chris Brown sia stato uno dei grandi nel suo mestiere. A me va bene tutto. Purchè alla fine della giornata, qualcuno abbia imparato una lezione più grande. “

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