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“Ye”, il nuovo bipolare album di Kanye West. Recensione e previsioni

Ye si prepara all'esordio nella top 200 Billboard con ottime previsioni

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Ye, l’ultimo lavoro di Kanye West uscito venerdì 1 giugno, stando le previsioni di vendita potrebbe debuttare nelle prime posizioni della top 200 Billboard, con 200-225.000 copie (di cui 75-85.000 pure). Eppure questo lavoro era stato accolto tiepidamente dalla critica oltre oceano.

Ye è il secondo step di una serie di tre pubblicazioni e arriva dopo Daytona di Pusha-T, che vede West alla produzione. Ultimo step sarà invece Kids See Ghost, in collaborazione con Kid Cudi (8 giugno)

Il nuovo album della star americana, il seguito di The Life of Pablo del 2016, si compone  di sole 7 tracce e si apre con la spiazzante Thought About Killing You.
Apertura tetra e cupa, cambia tre volte in quattro minuti. Un brano sperimentale, intro perfetto per un album che si presenta controverso e di difficile interpretazione.
Più abbordabile il secondo pezzo, Yikes. Una bellissima la linea di basso, un ostinato che culla il cantato egregiamente.

In All Mine Kanye riprende saggiamente cose già fatte (vedi Illuminati, prodotta per Madonna e il suo Rebel Heart) ripulendo dagli eccessi e dai campionamenti stratificati.

Wouldn’t Leave, è una soft ballad, drum based. Una reinterpretazione della classica ballata in chiave elettronica con le sole percussioni in primo piano.
No Mistakes suona quasi come un riarrangiamento dei capolavori pop di un tempo di Justin Timberlake. Impeccabile musicalmente, impreziosisce l’album.

C’è poi Ghost Town, un brano tra il soul e il jazz, volutamente vintage con un retrosound di tastiere e chitarre elettriche distorte anni ’60.

Violent Crimes chiude l’album con tastiere sognanti. Interruzioni e ampio uso di vocoder per un brano che evolve fino a trasformarsi in un epica colonna sonora, su cui vediamo scorrere come in un film le immagini degli eccessi e delle numerose rinascite di questo artista indubbiamente centrale nella scena del musicbiz internazionale

Ne risulta una collezione davvero bipolare, musicalmente e nei testi i brani sono in netta contrapposizione tra loro e raccontano di un artista diviso me prigioniero della sua stessa produzione musicale.

Impeccabili gli arrangiamenti come sempre nelle sue opere, aldilà di aspetti ridondanti (campionamenti, vocoder e suoni da videogames), emerge, anche stavolta, una vena creativa innovatrice che non è necessariamente aderente a ciò che il pubblico si aspetta.
Probabilmente anche per questo motivo avrà successo.

VOTO: 3.5/5

 

 

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