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Zara Larsson: “Odio chi usa il playback, gli artisti devono cantare live”

Nonostante l’edizione del 2016 dei VMA si sia conclusa e sia stata archiviata da MTV (QUI per le nostre pagelle), la gente continua ancora a parlare di tutto quello che è successo durante quella serata, che ha deluso il grande pubblico, che ha preferito non guardare la diretta di domenica.

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Ma non solo agli spettatori non è piaciuto che le esibizioni fossero spacciate per live! Anche la giovane e talentuosa Zara Larsson ha deciso di sfogarsi nella sua ultima intervista a proposito di questa tendenza. Ecco le sue dichiarazioni:

Alcune persone non sanno cantare, ma sono comunque famose e soprattutto sono famose per essere artisti, che è completamente diverso da essere dei cantanti. Ovviamente queste superstar, ci sarà un motivo se lo sono. Ma, naturalmente, io credo che un artista dovrebbe essere in grado di cantare dal vivo, almeno un po’. Questa è la mia opinione.

Evidente che la giovane svedese si riferisca ad una vera e propria icona della musica  Britney Spears, che ha cambiato completamente la concezione del pop insieme a Madonna, nel bene e nel male. La popstar, essendo una delle performer più attese, ha preferito (come il solito) cantare in playback, scatenando un polverone di critiche e polemiche. L’americana è senz’altro un punto di riferimento del panorama musicale da anni, grazie alle sue grandi capacità nel ballo, alla sua iconica videografia, e all’innata capacità di utilizzare il playback in ogni sua esibizione.

Per quanto mi piaccia Britney, non ho mai condiviso l’uso eccessivo di questo stratagemma. Se ti consideri un cantante devi saper cantare altrimenti non sei degno di essere chiamato tale, non basta pubblicare album in studio, nel quale, si sa, le voci possono venire pesantemente modificate in studio. Inoltre, è proprio nei live che i cantanti riescono a mostrare meglio di sé. C’è chi infatti si concentra solo sulla voce, come Celine Dion, che ha da poco rilasciato il nuovo album (QUI per la recensione), e chi invece preferisce supportare la già potente esibizione vocale con scenografie e coreografie mozzafiato, come Jennifer Lopez.

Il punto è questo: un performer è per prima cosa un intrattenitore. Se oltre ad essere un cantante è anche un ballerino, ed in una performance vuole puntare esclusivamente sulla danza, eseguendo un’esibizione che rende fisicamente impossibile cantare, non c’è nulla di male, così come non c’era niente di male neanche quando Britney lo faceva per performance di brani come “Me Against the Music” e “Toxic”. Il problema sorge quando il playback viene usato nel momento in cui non si balla, o comunque si eseguono passi semplici che non possono essere considerati sufficienti per dar vita a del vero e sano intrattenimento. A quel punto no, il playback non va bene, e ricevere il titolo di “artisti” per performance che di artistico non hanno nulla diventa completamente ingiusto.

Come tutto ben saprete, ormai i cantanti che si esibiscono sempre live sono sempre meno. La stessa Zara ne sa qualcosa, visto che durante lo spettacolo di chiusura degli UEFA 2016, si è esibita con la voce pre-registrata. Una dichiarazione veritiera che rispecchia il panorama musicale attuale, ma avrebbe avuto più senso se detta da Adele, Demi Lovato, Christina Aguilera, Kelly Clarkson o altri cantanti che davvero non si sono mai avvalsi del playback o del pre-rec.

Voi che ne pensate di questa dichiarazione?

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