823 copie vendute in vetta alla Billboard 200: record di A Boogie wit da Hoodie

Con sole 823 copie smerciate del suo secondo album in studio, "Hoodie SZN", il rapper A Boogie wit da Hoodie ottiene la numero uno nella Billboard 200; a compensare le magre vendite ci sono ben 83 milioni di streaming

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Con 823 copie vendute ed 83 milioni di streaming in una settimana, Hoodie SZN si accaparra la numero uno della classifica album statunitense

A Boogie wit da Hoodie, giovane rapper statunitense, ha segnato un nuovo record in negativo all’interno di quella che è una delle classifiche album più prestigiose a livello mondiale, la Billboard 200.

È riuscito a raggiungere la numero uno nella chart americana vendendo solamente 823 copie digitali (l’album non è disponibile in formato fisico) ed accumulando ben 83 milioni di streaming.

Convertiti in copie fisiche, risultano essere in totale 58.000 le unità smerciate.

Supera così il record precedentemente segnato da 21 Savage solamente una settimana fa con il suo album I am > I was, quando raggiunse la vetta della classifica vendendo 3.841 copie ed ottenendo 84 milioni di streaming, che risultano essere complessivamente 65.000 unità.

Hoodie SZN è uscito lo scorso 21 dicembre, debuttando alla seconda posizione della Billboard 200 con circa 6.000 copie ricavate dalla vendita dell’album ed un totale di 90.000 unità grazie all’aggiunta degli streaming.

A Boogie wit da Hoodie, all’anagrafe Artist Julius Dubose, è un rapper statunitense nativo del Bronx classe 1995.

Il suo album di debutto, The bigger artist, è stato pubblicato nel settembre 2017 ed ha raggiunto la posizione numero 3 nella Billboard 200.

Risulta difficile accettare che un album che ha smerciato meno di 1.000 copie in sette giorni si ritrovi a guardare dall’alto lavori che, in termini di vendite effettive, lo superano: la colonna sonora di A star is born difatti è alla numero uno della Top album sales con 21.000 unità complessive, ma nella Billboard 200 scende in settima posizione.

Questo perchè oggigiorno Billboard non si basa solamente sulle vendite pure del disco per stilare la classifica album, ma anche sullo streaming dell’album e delle tracce.

Prima del 2014 inoltre, quando Billboard non teneva ancora conto dei dati ottenuti dagli streaming, il disco alla numero uno con il minor numero di copie distribuite era Mission Bell del cantautore statunitense Amos Lee, che vendette 40.478 copie.

Ritenete sia giusto retribuire tanta importanza allo streaming nelle charts?

Credete che nel futuro immediato piattaforme musicali come Spotify ed Apple Music sostituiranno completamente il cd come formato e riscriveranno gli standard delle classifiche musicali?

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