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Anna Oxa: 5 hit ICONICHE per scoprire una leggenda della musica italiana

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Traendo ispirazione dalla sua presenza in qualità di giudice nell’attuale edizione di Amici, quest’oggi ho deciso di dedicare un articolo ad una delle dive più immense che abbiano mai messo piede qui in Italia. Anna Oxa negli ultimi anni ha fatto parlare principalmente per un carattere forte e autoritario che non ha paura di prendere posizioni anche scomode, ma qui dentro noi vorremmo parlarvi semplicemente della sua grandezza e della sua iconicità come artista, mostrandovi il meglio di questa interprete e della sua grande carriera.

Anna Oxa è indubbiamente uno dei talenti più grandi che si siano mai viste nel nostro paese. La sua è una voce potente, decisa, con un timbro particolare che sa farsi caldo ed avvolgente ma anche graffiato e prorompente. Il suo stile interpretativo è umanità pura, sa trasformarsi in un qualunque tipo di emozione e penetrare deciso o dolcemente nel cuore di chi ascolta. I testi delle sue canzoni, poi, sono sempre stati vere perle, delle composizioni perfette da ogni punto di vista che di sicuro non potevano passare inosservate in anni in cui la meritocrazia regnava ancora sovrana in musica.

Come se non bastasse, Anna Oxa è anche diva, personaggio carismatico e capace di giocare con la sua immagine, di trasformare completamente il suo look ed il modo di porsi lanciando (non seguendo) mode. Ad esempio, è grazie al look portato avanti nel Sanremo 1999 se i pantaloni a vita bassa sono diventati la prima moda urban ad esplodere in Italia, e questo è soltanto uno degli innumerevoli casi in cui Anna è riuscita ad influenzare la cultura ed il costume italiano partendo sempre e comunque dalla sua musica.

Questo è, a grandi linee, il ritratto di un’artista che vale assolutamente la pena scoprire. I cinque brani che abbiamo scelto ovviamente non bastano per comprendere la sua grandezza, ma sono un primo passo da compiere per chiunque che voglia addentrarsi nell’iconicità di ANNA OXA. Faremo una grande attenzione anche ai look che la Oxa ha sfoggiato nel presentare vari brani, questo proprio per mostrarvi l’immenso carisma di una donna che ha sempre saputo stregare il pubblico come in pochi sapevano fare qui in Italia.

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Un’emozione da poco (1978)

Un look punk da maschiaccio, una personalità che si mostrava già allora forte ed eclettica, ed una voce particolare e potente: questo è il biglietto da visita con cui Anna si presenta al grande pubblico nel Sanremo del 1978 quando, prima ancora della nascita della categoria Nuove Proposte, si classificò secondo nella celebre kermesse, allora ancora più importante di quanto lo sia oggi.

Scritta da Ivano Fossati, Un’emozione da Poco è una composizione mid tempo pop caratterizzata da un suono tipicamente orchestrale, melodico, ma più incalzante rispetto alla solista canzone italiana di allora, più particolare, e per questo in grado di fare una presa maggiore sul pubblico. Il testo parla attraverso metafore del cosiddetto colpo di fulmine, una sensazione banale che scatta per una causa a volte anche sciocca, ma che può sconvolgere chi la prova, impedendogli di vedere la realtà delle cose.

Anna dimostra di avere una voce bellissima e particolare, riesce a donare a quel testo un’interpretazione particolare che atterrisce e disarma chiunque, ipnotizzandolo grazie ad un carisma unico. Nell’esibirla, Anna mostra una presenza scenica formidabile, movenze controllate ma incredibilmente efficaci, buone basi di ballo (all’epoca questo era un fattore sul quale qui in Italia non puntava quasi nessuno, se non le showgirl) ed una capacità impressionante di attirare l’attenzione del pubblico. Esattamente la nascita di un mito.

E’ tutto un attimo (1986)

Ancora Sanremo, ma questa volta da superstar affermata. E’ il 1986, e Anna rilascia un’altra perla iconica della musica italiana, ed un’altra grande hit: “E’ Tutto Un Attimo”. Scritta fra gli altri da Mario Lavezzi, E’ tutto un’attimo è ancora una volta una mid tempo pop, ma questa volta sono presenti dei timidi riferimenti al rock, che troviamo soprattutto nella batteria e nelle chitarre finali. La base è ricca di vari elementi, e riesce ad incalzare l’ascoltatore, trasmettendo una buona dose di grinta ed energia.

Il testo è abbastanza sofisticato e non di immediata comprensione, parla di temi come il decidere con la propria testa sulla propria vita ma nel contempo includervi le persone che lo meritano, e soprattutto con varie metafore suggerisce all’ascoltatore di cogliere l’attimo, di affrontare il proprio destino e di godersi la vita, tutto questo con una performance vocale da brividi, che raggiunge picchi immensi nel ritornello mostrando tutta la potenza di una voce che davvero non teme alcun confronto. Anna passa da strofe gravi a ritornelli acuti con un’agilità incredibile, e l’interpretazione ne guadagna tantissimo.

Confrontando la precedente performance con questa, capirete già quanto camaleontica sia questa donna. Dimenticatevi la capigliatura nera ed il look punk: qui un Anna già biondissima da un po’ di tempo incanta il pubblico con una giacca nera con cappuccio ed un paio di pantaloni attillati con tanto di catena dorata: un look davvero moderno, che all’epoca non poteva non stupire ed incantare. Qui Anna fa meno attenzione sulle movenze, ma voce e carisma da sole bastano a fare tutto. Davvero un’esecuzione magnifica.

Quando Nasce un Amore (1988)

Passano soli 2 anni, ed Anna Oxa già si rivoluziona. E’ ancora una volta sul palco a cui è tanto legata, quello di Sanremo, che nel 1988 (un anno prima rispetto alla sua prima vittoria al Festival) Anna porta una delle ballad più dolci belle che la musica italiana possa vantare: la downtempo pop “Quando Nasce Un Amore”. Un ritmo avvolgente, fatto di archi e suoni dolci, a tratti appena accennati, che vanno ad intensificarsi man mano che si ci avvicina al ritornello. Un’aura quasi mistica circonda questo brano, una perla che esprime sentimento ed emozione da tutti i pori, arrivando dritta al cuore dell’ascoltatore.

Il testo del brano, come potete intuire, parla d’amore, ma si tiene lontano dalle solite frasi banali che possiamo trovare nella classica canzone d’amore all’italiana. Qui abbiamo una descrizione meticolosa dello stato d’animo dell’innamoramento, e man mano che la base cresce si passa alla descrizione di quelli che sono i migliori propositi che si possono avere per una storia d’amore, fino a colmare quasi con un giuramento d’amore eterno. La voce di Anna è più dolce ed emotiva che mai, sa far piangere dall’emozione e cambiare intensità in base al “livello d’amore” presente nei versi che canta: pacata inizialmente, potentissima alla fine.

Davvero un’esecuzione magnifica, pura anima messa su una traccia. Anche scenicamente Anna riesce a rivoluzionarsi, apparendo eterea in uno splendido abito da sera blu acceso, un look molto diverso da quelli visti in precedenza, più elegante e raffinato, con tanto di un vistoso ma per niente pacchiano anello. Ciò che non cambia è il sorriso smagliante che una donna totalmente innamorata della sua arte non può non sfoggiare.

Senza Pietà (1999)

Nel 1999, a 10 anni dalla prima vittoria ottenuta con “Ti Lascerò”, Anna Oxa entra nella storia del Festival posizionandosi nella ristretta risa di artisti che sono riusciti a vincere il Festival più di una volta. Questo risultato grandioso fu raggiunto con “Senza Pietà”, brano che francamente noi ci sentiamo di definire suo capolavoro assoluto. La canzone è una gloriosa up tempo pop con riferimenti alla musica etnica che la resero unica nel panorama italiano di allora. Il ritmo è forte, solenne, studiato per colpire l’ascoltatore e costruito in modo da essere il miglior supporto possibile per la voce di Anna, per il suo timbro così particolare.

Ancora una volta ci troviamo davanti ad una canzone d’amore, ma qui meno che mai alla solita canzone d’amore all’italiana. Con un testo fortemente metaforico, l’amore viene trasfigurato in una battaglia gloriosa e solenne, e la Oxa da innamorata decisa si trasforma in una guerriera intenzionata a conquistare il suo fortino. Tutto è accompagnato da una performance vocale strepitosa, che studia bene quando usare la parte più corposa della voce e quando farci assaporare un tono più alto e squillante, il tutto per un’esecuzione decisa che non lascia spazio a tentennamenti. Del resto, ormai Anna è un’interprete con una grande carriera alle spalle.

Da vera trend setter quale è, Anna qui sfida le mode più che mai, e riesce ad ottenere un impatto mediatico enorme anche da questo punto di vista. Un paio di pantaloni neri “pelosi” ed a vita bassa, sandali, un top nero con decorazioni sul davanti che lasciava quasi completamente nuda una schiena messa abilmente in mostra con le movenze della seconda strofa ed una coda di cavallo: un look che ha davvero fatto la storia. Non c’è altro da aggiungere, godiamoci semplicemente una delle migliori performance che si siano mai viste in Italia.

L’eterno Movimento (2001)

Concludiamo così come abbiamo iniziato, con un’Anna Oxa mora che si presenta al Festival di Sanremo con un brano dal potenziale immenso.  “L’eterno Movimento”, ultima vera hit sanremese della sua carriera (le apparizioni successive al festival sono state meno fortunate), è una gloriosa mid tempo pop che prende in prestito numerosi elementi dalla musica tribale africana, il che è reso chiaramente percettibile dall’uso dei tamburi e dai cori. A questo si accostano però archi ed altri strumenti tipici della musica italiana, il tutto per un mix ancora una volta sorprendentemente rivoluzionario.

Il testo, anche in questo caso meraviglioso e ricco di metafore, mostra la visione della vita della Oxa, la quale crede ciecamente nell’amore in qualità di motore propulsore delle varie vicende, in qualità di energia che ci motiva in tutte le nostre azioni. L’amore è inteso non solo nel senso canonico della parola, ma come intenso sentimento che prova del benessere in relazione ad una qualsiasi situazione, il tutto con una filosofia che sembra rimandare alle parole dei grandi pensatori orientali. L’interpretazione è come sempre favolosa: Anna mette anima e corpo nella performance, ed interpreta il brano anche con la gestualità per un risultato finale da brivido.

Ancora una volta, il look è studiato per far arrivare un messaggio ben preciso agli spettatori. Anna torna ad essere elegante ma con uno stile tutto suo, con pantaloni ed una camicetta bianchissimi: un look luminoso che possa esplicitare la bellezza della vita. Solo un bottone viene abbottonato, dei foulard le cingono i polsi e una rosa viene sbriciolata intorno a lei: ancora una volta questo è un simbolo della vita. Una vera concept performance dunque, anche questo un modo di fare rivoluzionario per l’Italia.

Che dire, con queste 5 canzoni/performance spero di avervi trasmesso almeno un briciolo della mia passione per questa artista, parte integrante degli anni più gloriosi della musica italiana. Cosa ne pensate di lei, della sua musica e del suo carisma?

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