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Avril Lavigne – The Best Damn Thing | Recensione Album

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Recensione del disco di Avril Lavigne – The Best Damn Thing!

Finalmente il terzo album di Avril Lavigne avranno pensato i millioni di Fan che lo aspettavano con ansia.

recensione the best damn thing avril

Ma saranno state soddisfatte anche questa volta le loro aspettative? Solo il tempo potrà darci una risposta ma nel mio piccolo posso darvi intanto la mia. “The best damn thing” è un buon album in sè ma rispetto ai precedenti mostra delle carenze.

La più evidente è che in questo album l’artista canadese ha subito una regressione su tutti i fronti. Sembra stupido, lo so, ma non vi pare un pò cresciuta per un video come Girlfriend? E’ secondo me la conseguenza della sua indicisione su quale direttiva prendere e forse anche su quale pubblico orientarsi. E’ chiaro che ormai è diventata un pò vecchiotta per i teenager e allora che fa? Ebbene sì potremmo quasi dire che a grandi linee segue proprio le orme della tanto da lei criticata Britney, tanto che si è addiritura spogliata (non integrale) per una cover di Blender. E’ proprio il caso di dire predica bene, razzola male.

Ma l’indecisione esistenziale si riflette anche sui brani dell’album, nessuno veramente suo. E’ secondo me proprio per questo che è scoppiata nel web la trova-la-copia mania ed ogni brano viene additato per somigliare a qualcos’altro.

Mi sembra chiaro che Avril deve ancora decidere bene in che linea orientarsi e finisce per ispirarsi un pò a tutto o a niente visto che pare voglia buttarsi nel cinema dimenticando il suo passato, il rock melodico e a tratti quasi country del primo album o melanconico del secondo.

Ma passiamo a parlare dell’album vero e proprio togliendoci subito via la scoza acida: ebbene sì ci sono dei rimandi al genere Punk alla Sum 41, Blink 182 in primis (ma ci stanno visto le collaborazioni ad es. con Travis in Alone) e poi addiritura evidenti alle canzoni di Peaches, U2, Kelly Clarkson e forse altri?

Potrei recensire canzone per canzone a questo punto ma mi rendo conto che è davvero difficile non tirare in ballo nomi di altri artisti specialmente se devo parlare della buona Contagious ma evidentemente simile in base a What’s my age again dei Blink 182. Nei testi c’è un uso troppo abbondante di Hey!/Oh! o simile (cito Girlfriend, The Best Damn Thing ma potrei citarle tutte…) e rispetto ad altri album sono meno impegnati.

Alcune tracks potevano essere molto più sviluppate anche in durata (anche se il genere punk non la richiede) e alcuni pezzi sono troppo simili, sopratutto nella seconda parte del cd. Anche dal punto di vista vocale ci ha dimostrato di saper fare di meglio in particolare definirei mal riusciti gli urli quando si improvisa punkettona 100% in Don’t have to try.

I pezzi più riusciti sono quelli che forse si allontanano maggiormente dalla linea stilistica dell’album ovvero Innocence (Ballad) e Hot (Rock scanzonato tendente al Dance).

Nel complesso però ci sono anche buone canzoni se solo non fossero solo 11 tracce…esclusi Bonus. In conclusione sarebbe arrivato il momento che Avril non si distragga troppo (famiglia/cinema) e si metta a fare qualcosa sul serio se non vuole essere presto dimenticata.

1. Girlifriend 7/10
2. I Can Do Better 7,5/10
3. Runaway 6,5/10
4. The Best Damn Thing 8/10
5. When You’re Gone 7/10
6. Everything Back But You 9/10
7. Hot 8/10
8. I Don’h Have To Try 6/10
9. Innocence 8/10
10. One Of Those Girls 7,5/10
11. Contagious 7/10
12. Keep Holding On 7,5/10

13.Alone (Bonus Tracks) 8/10
14.I Will Be (Bonus Tracks) 8,5/10

 

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